Quando il cibo è droga

come-smettere-di-mangiare-troppo

Vi siete mai chiesti perché alcuni cibi creano in noi un desiderio irrefrenabile? I vostri bambini non riescono a frenarsi davanti a patatine o hamburger, il junk food – cibo spazzatura – di cui non riusciamo a fare a meno? Lo sapete che un biscotto considerato “best seller” è quello che continuiamo a mangiare almeno dopo l’ottavo biscotto, ben oltre la nostra fame fisiologica?
Come dietista, facendo l’anamnesi alimentare dei pazienti posso assicurare che già sentendo nominare le marche dei loro consumi ne indovinerei immediatamente le quantità…

Eh si, perché i meccanismi che sottendono il nostro desiderio di determinati alimenti hanno ben poco a che fare con il nostro fisiologico appetito…
Tralasciando gli aspetti psicologici dell’atto del mangiare o la mera golosità, ci sono alcune peculiarità degli alimenti industriali -ampiamente studiate dai ricercatori- che li rendono palatabili, caratteristica che non necessariamente ha a che fare con la bontà.

Loading...

Il “cibo spazzatura”, infatti, è essenzialmente costituito dalla sapiente combinazione di tre ingredienti: grassi, zucchero e sale, che assunti contemporaneamente suscitano uno stimolo dell’appetito, attraverso la stimolazione della dopamina a livello cerebrale, che induce inconsapevolmente a mangiare ben oltre le nostre reali necessità.

Secondo le dichiarazioni di David Kessler, ex commissario della Food and Drug Administration e autore del libro “The End of Overeating: Taking Control of the Insatiable American Appetite“, il mix di questi tre ingredienti, unito alla sofisticata esperienza sensoriale, “provoca un’alterazione della chimica del cervello umano, intrappolando in un circolo vizioso di autogratificazione che genera dipendenza”.

Nella produzione di un alimento viene valutato con precisione il punto di massima beatitudine provocato dagli ingredienti, il cosiddetto bliss point, determinato anche dalla consistenza che lo rende gradevole al palato.

Infatti, unita alla palatabilità viene creata una sofisticata esperienza sensoriale “quasi estatica”: la “scioglievolezza” del cioccolatino, il crock delle patatine, gli aromi… tutti parametri ben valutati, atti a creare un meccanismo di rinforzo che ci induce a mangiarne di più.

Ma cosa si nasconde dietro a questi prodotti? Caratteristiche nutrizionali scadenti, ingredienti di scarsa o pessima qualità, che non nutrono né saziano e proprio per questo devono essere mascherati da espedienti che li rendano irresistibili.

Come smascherare il cibo spazzatura?

· Innanzitutto leggete tutti gli ingredienti in etichetta, tenendo conto che un prodotto è costituito principalmente dai primi 3 ingredienti che lo compongono, infatti sono scritti in ordine decrescente di quantità.
· Controllate la quantità e il tipo di zucchero presente, spesso proprio per non far risalire lo zucchero in cima alla lista, può presentarsi sotto diverse forme: sciroppo di glucosio, maltosio, destrosio, saccarosio, fruttosio, ecc. Nomi diversi, ma sempre zucchero è!
· Controllate il tipo di grasso: evitate i “grassi o oli vegetali” non specificati; nonostante il nome sia evocativo di naturalità generalmente si tratta di olio di palma o grassi idrogenati, sostanze a basso costo che hanno effetti negativi a livello cardiovascolare. Verificate merendine e prodotti da forno, anche i prodotti light, che spesso non fanno eccezione.
· Verificate il contenuto di sodio, che dovrebbe essere ben evidenziato. Ricordate che il nostro limite è pari a circa 2 gr, il corrispettivo di un cucchiaino da tè di sale da cucina, quindi è bene limitare alimenti che ne contengano più di circa 400 mg per porzione.

Fonti:
Salt sugar fat di Michael Moss

Dietista e farmacista: la promozione della salute è la mia passione e la mia professione, dopo la laurea in farmacia e lo studio delle erbe curative ho approfondito l’alimentazione laureandomi anche in dietistica. Per imparare a prevenire, oltre che a curare. Esercito per i miei pazienti attività di dietista e nutrizionista; nel mio blog healthrevolution.it descrivo tanti spunti e articoli utili per aumentare il proprio benessere.