Israele e Palestina

Raid israeliani sulla Siria: colpite Damasco e Aleppo. Hamas colpisce Sderot. Abu Mazen: “Rigettare abusi e uccisioni contro i civili”

Mentre le forze di difesa israeliane continuano ad ammassarsi al confine con Gaza – si parla di oltre 300mila effettivi pronti a intervenire via terra – allo scopo di attaccare i militanti di Hamas con il rischio concreto di creare una situazione da cui sarà difficile uscirne, vista anche la quasi impossibilità da parte dei civili palestinesi (la maggior parte donne e bambini) di evacuare le loro case e di superare il valico di Rafah che separa l’Egitto dalla Striscia. Come rappresaglia contro i bombardamenti israeliani su Gaza, Hamas ha lanciato 50 missili sull’insediamento di Sderot, a pochi km dal confine, hanno fatto sapere le Brigate Al-Qassam, l’ala militare di Hamas, su Telegram.

Il bilancio dei morti intanto continua a salire: 1.417 morti e 6.268 a Gaza secondo le autorità palestinesi, mentre fonti israeliane riferiscono che per il momento sono 1.300 i morti israeliani dallo scoppio delle ostilità.

Giovedì il tenente colonnello Richard Hrecht, portavoce dell’IDF, ha detto in merito al possibile attacco contro Gaza che “le forze si stanno preparando per una manovra di terra” e ha aggiunto che la politica finora “non ne ha ancora ordinata una”. Un attacco di questo tipo, in risposta ai raid di Hamas che si sono consumati lo scorso 7 ottobre alle prime ore del mattino, sarebbe del tutto eccezionale e provocherebbe di sicuro una controrisposta ancor più massiccia, di cui ora si sa poco o niente, anche da parte di attori finora estranei al conflitto. Secondo l’esercito israeliano invece il fatto che Hamas stia contenendo i propri attacchi – nelle ultime ore sono scesi a 200/300– dimostra l’ipotesi secondo cui è pronta a “gestire il fuoco” preparandosi per una lunga guerra, ha rilevato il maggiore Rafi Milo.

Intanto, l’aviazione israeliana si è resa protagonista in un doppio attacco aereo contro i due principali aeroporti siriani, quelli di Damasco e Aleppo. Il primo da quando Hamas ha lanciato il suo attacco contro i kibbutz e i villaggi del sud del Paese: non è invece la prima volta che Tel Aviv attacca gli aeroporti in tal modo in quanto ritiene la Siria luogo nel quale passano i rifornimenti iraniani. I due attacchi agli aeroporti hanno per il momento provocato solo uno stop provvisorio delle attività aeroportuali, ha riferito l’agenzia di stampa SANA. Non ci sarebbero stati né morti né feriti a seguito dell’attacco. I raid hanno solo danneggiato le piste di atterraggio impedendo il normale flusso dei voli. Il presidente siriano Bashar Al Assad, non commentando i recenti attacchi israeliani, citato dalla tv di stato ha detto che serve “un’azione rapida a livello arabo e islamico per proteggere i palestinesi”. In Siria diverse sono le manifestazioni a supporto dei civili palestinesi coinvolti negli attacchi delle ultime ore.

Su posizioni più equilibrate rispetto al presidente siriano si trova invece il presidente palestinese Abu Mazen, l’unica autorità palestinese con la quale Israele ha avuto e ha tuttora rapporti, che è stato da poco criticato dal cancelliere tedesco Olaf Scholz durante un suo discorso al Bundestag. Invitato dal re Abdullah di Giordania ha chiesto ad entrambe le parti a rigettare “le pratiche relative all’uccisione o agli abusi sui civili da entrambe le parti perché violano il diritto internazionale, la religione e la morale”. Abu Mazen, che domani incontrerà il segretario di stato Usa Anthony Blinken, ha chiesto la fine dell’aggressione al popolo palestinese e la fornitura di aiuti medici e umanitari ai civili di Gaza..

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