Ranieri di Monaco e Grace Kelly, 60 anni fa il “matrimonio del secolo”

L’inizio della “fiaba”

Grace&Ranieri

Era proprio il 19 aprile del 1956, quando il Principe Ranieri di Monaco e Grace Kelly si giurarono amore eterno nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione di Montecarlo, il luogo di culto più importante del Principato. Erano presenti settecento invitati, seicento fotografi e quattrocento giornalisti da tutto il mondo: la chiesa non riusciva a contenere tutti, perciò molti dovettero rimanere fuori. Naturalmente poi c’erano i milioni di spettatori che videro le nozze in tv: le prime e più importanti nozze del dopoguerra e il primo grande evento televisivo europeo.

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Il giorno precedente, il 18 aprile 1956, Ranieri di Monaco e Grace Kelly, diva di Hollywood all’apice della sua carriera detta “ghiaccio bollente”  – per la sua algida bellezza e, si disse, per il suo temperamento passionale –, si erano sposati civilmente nella stanza del trono del palazzo reale, secondo le leggi monegasche.

I due celeberrimi personaggi si erano conosciuti pochi mesi prima, quando Grace, su richiesta del fotografo Pierre Galante, aveva deciso di posare per un servizio a Montecarlo e nei giardini del Palais Princier, dato che si trovava già nella vicina Cannes per il Festival del Cinema. Pochi mesi più tardi il Principe Ranieri volò negli Stati Uniti e quel Capodanno chiese la mano della diva preferita di  Hitchcock, che l’aveva diretta negli indimenticabili film Il Delitto Perfetto, Caccia Al Ladro e La Finestra sul Cortile. Il fidanzamento divenne ufficiale il 5 gennaio di sessant’anni fa.

Nozze “cinematografiche”

La casa di produzione cinematografica americana Metro Goldwyn-Mayer (Mgm) chiese e ottenne da Grace Kelly l’esclusiva sul suo matrimonio – che durò tre ore e sul quale la stessa Mgm realizzò uno speciale di 31 minuti seguito da tre milioni di telespettatori in tutto il mondo –; inoltre le chiese di girare almeno un ultimo film, prima di ritirarsi gloriosamente – e, si dice, con molto rammarico – dalle scene per iniziare l’altrettanto “glorioso” capitolo della sua vita romanzesca: quello da principessa. Fu così che l’attrice recitò in Alta Società, preludio al mondo in cui stava per entrare.

La Mgm fu anche “l’artefice” del fiabesco abito da sposa di Grace, il quale fu disegnato dalla costumista Helen Rose. Classico, con i suoi oltre 110 metri di stoffa tra seta bianca e merletti ed un velo sormontato da migliaia di perle sul capo della sposa, è considerato uno degli abiti più eleganti di sempre. Ispirò anche l’abito per le “nozze del XXI secolo” tra Kate Middleton ed il Principe William d’Inghilterra, primogenito di Carlo e Diana. Ma questa è un’altra storia.

 

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).