Repubblica attacca Nek su Bibbiano.

Il cantautore Nek scrive un post indignato sullo scandalo dei bambini a Bibbiano. Repubblica lo attacca

Basta un post sui social per scatenare polemiche infinite e Repubblica attacca Nek su Bibbiano.

Il noto cantautore, sconvolto dalla vicenda di Bibbiano, ha chiesto come padre, via post su Facebook, che questo scandalo sia sempre sotto i riflettori. Ma non tutti hanno gradito.

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Il meccanismo perverso delle adozioni illecite di Bibbiano

Ma su cosa verte il caso di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, che ha sconvolto Nek?

Secondo le ipotesi accusatorie, le famiglie disagiate che chiedevano aiuto alla struttura pubblica La Cura, gestita dall’onlus “Hansel e Gretel”, perdevano la potestà genitoriale e i figli venivano dati in affidamento, in violazione alle norme di legge.

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I bambini sarebbero stati suggestionati, con violenze fisiche e psicologiche, costringendoli a denunciare violenze mai avvenute, per falsificare documenti, fare apparire i genitori naturali inadeguati e procedere all’affido, generando un ricco giro di affari.

Gli abusi sessuali presunti erano alla base del diabolico meccanismo degli affidi e sembra emergere che parecchi dei funzionari, compiacenti con i gestori onlus, abbiano subito violenze nell’infanzia. Orrore nell’orrore.

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L’inchiesta su Bibbiano

Bibbiano è al centro dell’attenzione per lo scandalo dei bambini sottratti alle famiglie.

Le indagini puntano a mettere a fuoco procedure illecite da parte degli operatori dei servizi sociali con la complicità di psicologi, un sindaco, e amministratori pubblici.

Ci sono decine di persone coinvolte in un sistema inquietante, al punto che l’inchiesta si chiama “Angeli e demoni“.

Le reazioni allo scandalo di Bibbiano

L’inchiesta ha scoperchiato un vaso di Pandora. Si teme che emergano casi simili di abusi sui bambini anche altrove e si scatenano le proteste.

Dal professor Alessandro Meluzzi alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni fino a vip dello spettacolo come Laura Pausini e Nek, montano le accuse verso un sistema che non è stato denunciato in tempo nel cuore dell’Emilia-Romagna, roccaforte del Pd.

Il post di Nek su Bibbiano alimenta consensi e critiche

La vicenda di Bibbiano è certamente giudiziaria, umana e spaventosa, perché coinvolge bambini e famiglie che hanno subito una trauma devastante. Ma diventa anche politica.

Il cantante Nek ne ha fatto le spese dopo aver postato il suo intervento su Facebook che con la politica non sembra entrarci granché:

Sono un uomo e sono un papà. È inconcepibile che non si parli dell’agghiacciante vicenda di Bibbiano.

 Penso a mia figlia e alla possibilità che mi venga sottratta senza reali motivazioni solo per abuso di potere e interesse economico. È proprio così. Ci sono intere famiglie distrutte, vite di bambini di padri e di madri rovinate per sempre…e non se ne parla. Ci vuole giustizia!!

Sono fioccate accuse, specie da sinistra, di disinformazione perché la stampa stava già parlando di Bibbiano e Nek, messo al corrente da una fan, avrebbe espresso un giudizio perentorio, a indagini ancora in corso, senza aver approfondito sui media.

Per altri, il cantante Nek è solo un padre angosciato che teme di vivere lo stesso incubo di tante famiglie che hanno perso i figli nel meccanismo perverso di Bibbiano.

La sua non sarebbe, in realtà, una specifica denuncia per assenza di notizie, ma nasceva dal timore che non se ne parlasse abbastanza.

In effetti, sia Giorgia Meloni, sia Matteo Salvini, pur consapevoli che i giornali, la tv e il web stanno affrontando l’argomento, incitano i media a parlarne ancora più diffusamente e puntano il dito sulle reticenze, a loro giudizio, di alcuni giornali e tg ma non di tutti.

E’ fuori dubbio che la vicenda sia destinata ad alimentare lo scontro politico anche sui media che, a volte, si schierano in modo discutibile.

Il quotidiano La Repubblica attacca Nek su Bibbiano

La Repubblica, quotidiano di punta vicino al Pd, ha impiegato immediatamente l’artiglieria pesante contro Nek con un pezzo di Luca Bottura:

Filippo Neviani in arte Nek esordì a Sanremo con una canzone antiabortista che risulta tutt’ora nella lista dei crimini contro l’umanità, dopo Nagasaki e Hiroshima ma comunque prima del gelato al gusto Puffo.

Successivamente prestò la sua immagine a una campagna contro la droga condotta fianco a fianco dell’allora ministro Giovanardi e di un cane poliziotto. Il cane cominciò a drogarsi di lì a breve.

Non stupisce che ieri abbia pubblicato sui social un post indinniato sulla vicenda di Bibbiano, l’indagine su presunte sottrazioni di minori nel Reggiano, corredata da uno striscione in caratteri postfascisti nel quale si attribuisce al Pd il ratto dei piccoli.

Quella di Nek viene subito dopo la presa di posizione social di Laura Pausini, a sua volta desiderosa di squarciare la coltre di silenzio su un evento di cui parlano tutti dacché è emerso, e di Enrico Ruggeri, che l’altro giorno accusava Zingaretti di aver preso i rubli prima di Salvini.

Successivamente, la Pausini è stata ripresa dal sottosegretario contro gli Interni, Sibilia, mentre a Nek è toccato il retweet di Giorgia Meloni.

La domanda sorge spontanea: ma il povero Povia, che il sovranista da pentagramma lo faceva quando non era ancora così di moda, sarà contento di vedere tutta ‘sta gente sulla Lada dei vincitori?

Repubblica attacca Nek su Bibbiano. I punti controversi

Il pezzo di Bottura su Repubblica, inserito nella rubrica #bravimabasta, altalena tra ironia e politica ma, in molti passaggi, sembra ben poco attinente con il post di Nek su Bibbiano:

  • La canzone antiabortista, a metà strada tra un crimine contro l’umanità e l’inconsistenza del gelato al gusto puffo, è, a giudizio del quotidiano di piazza dell’Indipendenza, un vulnus insanabile che qualificherebbe negativamente Nek
  • In realtà, il problema riguarda il pubblico che può apprezzare o stroncare una composizione di Nek ma non c’entra nulla con il post sulla tragedia di Bibbiano
  • L’ironia sul cane che, grazie alla vicinanza del cantante, sarebbe caduto in una spirale di tossicodipendenza, è un altro momento canzonatorio ma fuori tema
  • Il post di Nek su Facebook offre inoltre lo spunto a Repubblica per attaccare anche Laura Pausini ed Enrico Ruggeri, artisti ritenuti forse poco organici al Pd
  • Anche in questo caso, la polemica politica è chiara, arrivando a sfiorare il tema dei rubli alla Lega, ma fuori contesto
  • La critica si accentua sottolineando il retweet di Giorgia Meloni in favore del post di Nek e il fatto che lo striscione in foto con la scritta “parlateci di Bibbiano” sarebbe redatto “con caratteri post fascisti
  • Questi caratteri richiamerebbero il font usato da Forza Nuova e Casa Pound per gli striscioni e volantini di propaganda
  • E così anche l’informatica viene tirata per la giacca nel dibattito politico
  • L’ironia cede alla polemica anche nel momento in cui si afferma che Nek ha attribuito “al Pd il ratto dei piccoli
  • Il post non menziona il Pd
  • Il tutto è condito da accuse al cantante di appartenere a un fronte sovranista di cui Povia sarebbe stato anticipatore in tempi non sospetti
  • Anche in questo caso, l’attacco è politico e non in tema con il post di Nek

Repubblica attacca Nek su Bibbiano. Le reazioni

L’attacco di Repubblica al cantautore Nek non poteva né voleva passare inosservato e il sito Musictory ricostruisce la polemica riportando sia il post di Nek sia l’articolo di Luca Bottura, titolando: Nek insultato da Repubblica, le sue canzoni viste come il “male”.

La polemica politica si è allargata a macchia d’olio e il ministro dell’interno Matteo Salvini ha dichiarato:

Non avevamo dubbi che una certa sinistra avrebbe subito messo Nek tra i “cattivi” per aver denunciato gli orrori di Bibbiano, nonostante lui con la politica non c’entri nulla e si sia permesso di fare solo un ragionamento da papà. Non si smentiscono mai“.

La risposta di Nek alle polemiche su Bibbiano

L’agenzia di stampa Adnkronos riporta la replica del cantante:

Eh no. Troppo facile strumentalizzare le mie parole e chi è coinvolto in questa vicenda. Voglio ricordare che parliamo di bambini.

Non mi occupo di politica, non mi interessa entrare, né essere messo in mezzo, in dibattiti tra partiti o su partiti.

Si tratta di una vicenda a cui, come papà e come uomo, mi sono sentito di dare spazio. Una vicenda grave. Si spera nella giustizia. Fine“.

In politica volano gli stracci sulle vicenda di Bibbiano

Al di là delle polemiche intorno al post di Nek, il partito Democratico reagisce alle accuse di violazione delle norme sull’affido e di cattiva gestione a Bibbiano, che coinvolgono anche l’ex sindaco Pd, puntando il dito contro “le passerelle” del ministro Salvini e i finanziamenti del movimento 5Stelle alla onlus Hansel e Gretel.

Ma il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha dichiarato a Zapping di non escludere:

Eventuali conflitti di interesse che riguardino giudici minorili, operatori, cooperative. È emerso un sistema malato in cui la giustizia perde un pezzo di monitoraggio, la squadra speciale che istituisco invece si concentrerà su un sistema di controllo in tutte le fasi dell’affidamento”…La legge è molto datata, e si darà anche impulso a possibili modifiche normative“.

Le preoccupazioni di Nek e di tanti altri genitori non sono quindi infondate.


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