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Rino Gaetano: i 70 anni dell’eterno ragazzo che nelle sue canzoni raccontava l’Italia di ieri e di oggi

Avrebbe compiuto 70 anni oggi, Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano. Cantautore, artista dotato di grande carisma e personalità nato a Crotone il 29 Ottobre 1950 in quella casa che affacciava sul mare. A dieci anni conobbe l’emigrazione, quando con la sua famiglia si trasferì a Roma. Dotato di una personalità eccentrica ed anticonformista raccontò nei suoi testi croci e delizie dell’Italia denunciando spesso con un pizzico di ironia politici corrotti, soprusi e malaffari. Tutto ciò spesso condizionò la sua carriera artistica. Il primo 45, ‘I Love you Marianna’ lo incise con lo pseudonimo salgariano di Kammamuri, mentre per il suo primo album dovette attendere due anni: ‘Ingresso libero’ fu però quasi ignorato sia dal pubblico che dalla critica. La sua consacrazione arrivò nel 1975 con “Il cielo è sempre più blu” che oggi risuona ancora in tutta Italia e che venne poi anche tradotta in varie lingue. Una canzone ‘filastrocca’ in cui Rino Gaetano racchiude storie, persone, stili di vita e previsioni futuristiche. E già alcune sue canzoni sono vere e proprie previsioni che le rendono tutt’oggi canzoni del presente.
L’immigrazione e altri temi nelle sue canzoni
In “Agapito Malterni, il ferroviere” Rino ci parla dell’immigrazione, di un ferroviere costretto ogni giorno nel suo lavoro a vedere gente che abbandonava la propria terra in cerca di un posto migliore. Poi arrivò l’ album, ‘Mio fratello è figlio unico’, grazie al quale, soprattutto sotto la spinta del pezzo ‘Berta filava’, cominciò a farsi conoscere. Alla sua discografia si aggiunsero ‘Aida’ e ‘Nuntereggae più” in cui menziona il fatto di cronaca della spiaggia di Capocotta in cui venne ritrovato il corpo senza vita di Wilma Montesi e personaggi dello spettacolo, dello sport e della politica. Il successo gli aprì le porte del festival di Sanremo dove si esibì con ‘Gianna’ indossando un simpatico cilindro ed accompagnandosi con l’ukulele. A Sanremo si classificò terzo e la canzone rimase a lungo al primo posto nelle hit parade ed ancora oggi è molto amata. Qualche anno dopo pubblicò l’album ‘Resta vile maschio dove vai’, realizzato insieme a Mogol e ricordato soprattutto per il brano ‘Ahi Maria’.
Rino Gaetano: la tragica morte
Il 2 giugno 1981 mentre stava tornando a casa a bordo della sua auto. Alle 3:55, mentre percorreva Via Nomentana, all’altezza dell’incrocio con via Carlo Fea, invase con la sua vettura la corsia opposta. Un camionista che sopraggiungeva nell’altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l’urto con il mezzo pesante fu inevitabile. La parte anteriore e il lato destro della Volvo vennero distrutti; il cantante batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l’impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo. L’autopsia rivelerà come causa della perdita di controllo dell’auto un possibile collasso prima dell’impatto e il conducente del camion Antonio Torres, che prestò i primi soccorsi al cantante raccontò di averlo visto accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi solo pochi attimi prima dell’impatto.
Quando arrivarono i mezzi di soccorso, Rino era già in coma; giunto al “Policlinico Umberto I” furono riscontrate una frattura alla base cranica, varie ferite a livello della fronte, una frattura malare destra e una sospetta allo sterno. Il policlinico non aveva però un reparto attrezzato per gli interventi d’urgenza sui craniolesi, così il medico di turno, il dottor Novelli, si mise alla ricerca di un’altra struttura dotata di un reparto di traumatologia cranica. Vennero contattati telefonicamente il San Giovanni, il San Camillo, il CTO della Garbatella, il Policlinico Gemelli e il San Filippo Neri, ma non si riuscì a trovare un posto disponibile. Finalmente ricoverato al Gemelli, Rino Gaetano morì comunque alle sei del mattino. Seguirono polemiche per il mancato ricovero e venne aperta un’inchiesta giudiziaria e presentata un’interrogazione parlamentare.
Rino Gaetano: la premonizione in una delle sue canzoni
Ne La ballata di Renzo, canzone scritta da Rino dieci anni prima e rimasta inedita, si narra la storia di un ragazzo di nome Renzo che muore in circostanze simili a quelle del cantautore:
| «La strada era buia, s’andò al S. Camillo e lì non l’accettarono forse per l’orario, si pregò tutti i santi ma s’andò al S. Giovanni e lì non lo vollero per lo sciopero» |
Il corpo di Rino Gaetano riposa oggi nel Cimitero del Verano a Roma. Moltissimi sono stati i tributi di artisti che ancora oggi a distanza di anni lo ricordano. Le sue canzoni risuonano oggi in ogni città italiana e non solo. Una meravigliosa rivincita per l’eterno ragazzo che il cielo ha voluto preservare giovane e che con la sua semplicità raccontava l’amore per la sua terra, l’amata Crotone con il suo mare ed il suo Cielo sempre più blu. E allora, tantissimi auguri Rino, mi piace pensarti sorridente dinanzi ad una torta di panna e cioccolato acclamato oggi come allora.








