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Ruanda: prima morte da Covid. Aggiornamenti nel mondo

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Il ministero della salute del Ruanda riferisce la prima morte da Covid-19, dell’intera nazione.

La vittima è un autista di 65 anni che aveva deciso di rientrare nel paese d’origine da un paese vicino, dove risiedeva. Al momento del rientro in Ruanda, il cittadino aveva già contratto il virus, stando a quando dichiara una nota del ministero del Ruanda.

Ricoverato in una clinica specializzata nel trattamento dei pazienti affetti da Covid-19, il cittadino 65enne, è deceduto per gravi complicazioni respiratorie. Si tratta della prima morte da coronavirus del Ruanda, che, attualmente, ha superato la soglia dei 350 casi, di cui 250 guariti.

Coronavirus in Cina e USA

Mentre il Ruanda riferisce la sua prima morte da Covid-19, preoccupa la situazione negli Usa e si riaccende la paura del contagio in Cina.

La Cina, infatti, ha registrato ieri due nuovi casi confermati. Tuttavia, il giorno precedente ne aveva registrati quattro. Entrambi i nuovi casi vivono nella provincia cinese di Shandong, ha dichiarato la National Health Commission (NHC) in una nota sul suo sito web. La stessa NHC ha anche confermato la presenza di tre nuovi casi asintomatici, rispetto ai quattro del giorno precedente. In assenza di nuovi decessi, il bilancio delle vittime è rimasto a 4.634.

Negli Usa, invece, la situazione è diversa. Mentre proseguono le proteste per la morte di George Floyd. Gli Stati Uniti sono, infatti, il paese più colpito dalla pandemia di Covid-19 con 1.816.820 casi. E si discute insistentemente del vertice del G7, a cui la Merkel harifiutato l’invito.

Ruanda riferisce la prima morte da Covid-19, mentre peggiora la situazione in Sud America

La situazione coronavirus in Sud America sta peggiorando al punto che il sindaco della capitale della Colombia ha in programma di chiudere uno dei quartieri più grandi della città.

Il sindaco Claudia Lopez ha dichiarato che a partire dal 1° giugno l’area Kennedy, che ospita quasi 1,5 milioni di persone, sarà sottoposta a una rigorosa quarantena. La polizia e le forze armate faranno rispettare il blocco dei movimenti. Nessuno potrà uscire dall’area se non per fare la spesa o ricevere cure mediche. Le aziende chiuderanno e gli spostamenti avverranno solo in casi di emergenza e necessità.

L’area in questione conta più di 2.500 casi e gli ospedali stanno raggiungendo la capacità massima. Lopez ha affermato che nel resto di Bogotà nessun nuovo settore dell’economia potrà riaprire almeno fino a metà giugno.

Preoccupa anche il Brasile, che ha riportato un record di 33.274 nuovi casi di coronavirus ieri. Sale anche il bilancio delle vittime: l’infezione respiratoria causata dal coronavirus, ha causato 28.834 morti, con 956 nuovi decessi nelle ultime 24 ore. Il bilancio delle vittime ha superato quello della Francia e ora è solo al di sotto degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e dell’Italia.

La nazione sudamericana ha ora superato i 498.440 casi confermati di coronavirus dall’inizio dell’epidemia, un livello di contagio secondo solo agli Stati Uniti.

Anche in Messico cresce la preoccupazione. Il Messico ha registrato 2.885 nuovi casi di coronavirus in un giorno e altri 364 decessi. Il numero totale dei casi messicani è ora di 87.512 e i decessi sono 9.779. 

La situazione in Thailandia e Corea del Sud

La Thailandia sembra aver posto sotto controllo il focolaio epidemico di coronavirus. Il paese ha riportato solo quattro nuovi casi e nessun nuovo decesso in un giorno.
Il numero totale di infezioni nel paese è arrivato a 3.081 con 57 decessi da gennaio.

I nuovi pazienti erano arrivati ​​in Thailandia dagli Emirati Arabi Uniti, dalla Turchia e dall’Arabia Saudita e sono stati in quarantena statale. Le infezioni locali sono rallentate e nelle ultime due settimane circa l’80% dei nuovi casi erano thailandesi tornati dall’estero. Lunedì la Thailandia inizierà a riaprire diverse attività classificate come a rischio medio-alto di contagio, inclusi cinema e palestre.

Non è critica la situazione della Corea del Sud. Il paese ha segnalato 27 nuovi casi di virus, tra cui 21 dalla densamente popolata area metropolitana di Seoul. Nella capitale i funzionari stanno lavorando per bloccare un focolaio di virus legato ad alcuni club cittadini.

In Ruanda la prima morte da Covid: il Papa avverte della “pandemia di povertà”

Mentre il coronavirus colpisce un vasto numero di paesi al mondo, preoccupa la situazione di quelli la cui economia è fregile. Così, mentre il Ruanda riferisce la sua prima morte per Covid-19, il Papa parla ai fedeli della possibile “pandemia di povertà”. Il papa chiede la fine della “pandemia di povertà” dopo il virus.

“Tutto sarà diverso” dopo la pandemia di coronavirus, avverte Papa Francesco, e auspica ad una società più giusta, in grado di contrastare la povertà come le malattie. Ha seguito della pandemia, ha detto il papa, potremo non esser più in grado di condurre la stessa vita di prima. Alcuni potrebbero trovarsi in gravi problemi economici e alcuni potranno subire tracolli finanziari. Il rapporto della Cgia di Mestre conferma. Tuttavia, ha dichiarato il pontefice, dalle prove si esce diversi da come vi si entra. Secondo Francesco, sta a ognuno di noi scegliere come uscire da questa pandemia.

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