Prima pagina
Saverio Cotticelli bufera a Non è l’Arena. Il vergognoso epilogo di un ex commissario alla sanità calabrese

Vergogna, sgomento, rabbia, indignazione e chi più ne ha più ne metta. La Calabria continua a pagare le inadeguatezze di personaggi messi a coprire un ruolo senza avere conoscenze e titoli. In fondo in Italia funziona così, purtroppo. Un caso mediatico che probabilmente non finirà mai, quello che vede coinvolto Saverio Cotticelli, ex commissario alla Sanità calabrese che qualche giorno fa è stato protagonista di una scenetta imbarazzante e tragicomica mandata in onda da un programma di Rai Tre. L’ex generale dei Carabinieri rispondendo alle domande sulla situazione della sanità in Calabria ha dato numeri a caso ripetendo diverse volte frasi come “Non ricordo” o meglio ancora “Stiamo provvedendo”. Una recitazione degna del miglior tragicomico, peccato che qui non si tratta di teatro ma della nuda e cruda realtà in cui si trova la sanità calabrese chiamata a fronteggiare l’epidemia da Covid-19. Ma la cosa più imbarazzante ancora è stato il fatto che il Cotticelli si sia reso conto solo in quel momento di quali fossero le sue competenze. Ma fino ad allora aveva solamente scaldato la poltrona? Ai posteri l’ardua sentenza.
La sua versione a Non è l’Arena

Ospite a Non è l’Arena di Giletti, Cotticelli ha affermato di non riconoscersi assolutamente in quelle immagini arrivando addirittura ad ipotizzare che qualcuno l’abbia drogato. “Mi hanno drogato? Non lo so. Dico solo che non sono stato bene. Non ho sospetti su nessuno, ma non ero lucido e non stavo bene. Non ero io, ero una controfigura”. Una versione ridicola per giustificare la sua inadeguatezza ed impreparazione a ricoprire quel ruolo istituzionale.
L’ex commissario ha giustificato le dimissioni e dalle sue parole ha lasciato trasparire pure l’idea che dietro la sua cacciata sia stato ordito un complotto. Nel corso dell’intervista, infatti, ha lanciato un’accusa implicita al suo successore, Giuseppe Zuccatelli, che nel 2020, quando era commissario del policlinico di Catanzaro, fece emergere dai libri contabili dell’azienda universitaria un debito fuori bilancio del valore di circa 100 milioni di euro. Crediti vantati nei confronti dell’ex polo oncologico Fondazione Campanella, messa in liquidazione nel 2014, e dunque non più esigibili.
Lino Polimeni: Chieda scusa ai calabresi
Il giornalista calabrese Lino Polimeni intervenuto ieri sera al programma Non è l’Arena di Giletti ha urlato la sua rabbia contro l’ex commissario: “Te lo dico subito, fammelo vedere in faccia. Durante il periodo di marzo, quando morivano anziani in una clinica di Chiaravalle, noi la chiamavamo e lei non ha mai risposto al telefono… Ecco il suo numero di cellulare”. Cotticelli estremamente in difficoltà ha invitato il giornalista ad abbassare i toni. Lo stesso ha poi concluso l’intervista dicendo: “Chiedo scusa ai calabresi perché non ho raggiunto i risultati che avrei voluto. Ma ho dato tutto me stesso, con onestà e impegno, perché io amo la Calabria”.
Dalla padella alla brace
Al posto di Cotticelli, Conte e il Ministro della Salute Speranza hanno nominato un altro pezzo da novanta, Giuseppe Zuccatelli che in un’intervista recente ha detto: “La mascherina non serve a un cazzo, ve lo devo dire in inglese stretto? “Sapete cosa serve? La distanza! Per beccarti il virus, se io fossi positivo, sai cosa devi fare? Devi stare con me e baciarmi per quindici minuti con la lingua in bocca, altrimenti non te lo becchi il virus!”. Lo stesso si trova ora a Cesena in isolamento perché positivo al Covid-19. Giuseppe Zuccatelli, l’amico di Bersani era stato nominato dal duo delle meraviglie Conte-Speranza a dicembre 2019 come commissario dell’azienda ospedaliera “Pugliese Ciaccio” e l’azienda ospedaliera universitaria “Mater Domini” di Catanzaro, inoltre per un breve periodo è stato anche commissario straordinario dell’Asp di Cosenza. Una mossa nuovamente azzardata di un governo di inetti ed incapaci, di dilettanti allo sbaraglio che giocano con la salute della povera gente.








