Siria, l’Unicef dichiara l’emergenza per i bambini

Senza futuro

Allarme dell’Unicef per i bimbi siriani dopo lunghi anni di combattimenti. Le condizioni critiche in cui vivono questi piccoli sono davvero intollerabili e le epidemie hanno ormai raggiunto il livello di guardia, non c’è niente e la vita nei campi profughi è veramente insostenibile.

“Solo nel 2018, in Siria 1.106 bambini sono stati uccisi nei combattimenti, il più alto numero in un solo anno dall’inizio della guerra nel 2011. Questi sono solo i numeri che l’ONU è stato in grado di verificare, ma le cifre reali sono probabilmente molto più alte”, dicono i responsabili dell’Unicef. E lanciano il loro ennesimo allarme sperando che almeno questa volta venga ascoltato.

Situazione drammatica

Le mine rappresentano al momento la principale causa di morte tra i bambini in Siria: lo scorso anno quelli morti o feriti a causa di ordigni inesplosi sono stati 434 morti. Il 2018 ha visto anche 262 attacchi contro le strutture scolastiche e sanitarie, “anch’essi, osserva l’Unicef, a livelli record”.

Raccogliere un giocattolo lasciato per strada può essere mortale perché al suo interno si può sempre nascondere una mina micidiale che non lascia scampo. Anche aiutare i genitori a prendere dell’acqua può risultare fatale per un bambino, l’acqua può essere contaminata o ci possono essere stupratori o trafficanti pronti a rapire i più piccoli.

L’allarme dell’Unicef

L’Unicef manifesta “particolare preoccupazione” per la situazione nel Paese: “Oggi c’è un allarmante equivoco che il conflitto in Siria stia rapidamente per concludersi: non è così. I bambini in alcune parti del Paese rimangono in pericolo”. Particolarmente grave “la situazione nella Siria nordoccidentale di Idlib, dove un’intensificazione della violenza ha ucciso 59 bambini solo nelle ultime settimane”. I minori risultano poi le principali vittime della guerra in qualsiasi schieramento, i più vulnerabili: “I bambini e le famiglie nelle terre di nessuno continuano a vivere nel limbo” e “il destino dei bambini dei ‘foreign fighters’ rimane poco chiaro”.

L’Unicef lancia l’allarme per i bambini perché non si può pensare di lasciare i più piccoli in un limbo fatto di terrore e violenza, e si rischia che diventino apolidi. Se crescono in mezzo alla violenza e alla miseria per questi bambini non ci sarà mai un futuro, senza istruzione e serenità rischiano di cadere nelle grinfie di trafficanti e signori della guerra senza scrupoli.

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Valeria Fraquelli
Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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