Spagna, l’Infanta Cristina rinviata a giudizio

Spagna, l'Infanta Cristina rinviata a giudizio

Nel 2014 scopriamo che, di fronte alla legge, il colore del sangue non conta più. Cristina di Spagna, sorella del re Felipe VI ed ex-Infanta (titolo portato dalle figlie femmine dei re), è stata rinviata a giudizio per frode fiscale. Lo annuncia stamane il tribunale di Palma de Maiorca. La notizia rimbalza subito sui media spagnoli perché segna la svolta di un caso che appassiona l’opinione pubblica da circa un anno. Ma in un certo senso interessa anche agli storici. Mai prima d’ora un membro di una qualsiasi famiglia reale europea era mai finito davanti a dei giudici.

Il nome di Cristina è legato al caso Noós, una ONG che secondo l’accusa si è intascata, organizzando eventi sportivi e report, circa 22 milioni di euro pubblici e privati. I suoi fondatori sono proprio il marito di Cristina, Iñaki Urdangarin, e un suo socio. I presunti rei sono accusati di aver versato parte degli introiti ad Aizóon, una società fittizia i cui unici azionisti, al 50 % ognuno, sono appunto i due coniugi. Il caso ha fatto infuriare gli spagnoli soprattutto per un dettaglio emerso durante le indagini: si sospetta che con i soldi rubati Cristina abbia fatto ristrutturare la sua villa da sogno a Barcellona. Un simile spettacolo è un po’ incauto in tempi di crisi. In molti hanno poi gettato il sospetto di favoritismi da parte del Fisco affinché venisse risparmiata a Cristina la gogna del processo. Così non è stato.

I tempi sono cambiati? Almeno in Spagna, sì. L’annuncio del rinvio a giudizio di Cristina viene salutato dall’esultanza generale. Frutto del discredito in cui la famiglia reale iberica versa da diversi anni a questa parte. Ricordiamo che l’abdicazione di Juan Carlos nel giugno scorso è arrivata al termine di numerose polemiche. L’elezione di Felipe – giovane, posato e progressista – viene vista come l’ultima carta da giocare per tenere in piedi il Palazzo reale. Difficile però capire se sarà ancora possibile, dopo uno scandalo simile, far capire agli spagnoli l’importanza del sangue blu.

Nato nel 1986 a Carate Brianza (MB) ma cresciuto in Sicilia. Ha studiato Editoria e Scrittura alla Sapienza di Roma laureandosi con una tesi dedicata al giornalismo culturale de 'la Repubblica'. Coltiva molti interessi fra cultura, politica e sport. Crede nel valore del libero confronto fra idee e mette tutto il suo impegno nel sostenerlo.
Potrebbero interessarti anche