Spose bambine, 700 milioni di donne strappate alla loro infanzia

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Dai dati resi noti oggi a Londra dall’ Unicef, in occasione del Girl Summit, si apprende che sono circa 700 milioni nel mondo le donne costrette a sposarsi in tenera età o costrette alle mutilazioni genitali.

Ci dovrebbe essere un’età giusta per fare qualsiasi cosa: andare a scuola, giocare con gli amici, provare i brividi dei primi amori e sposarsi. Ma purtroppo, esiste una parte molto estesa di mondo dove questo è solo un sogno, un qualcosa di irrealizzabile per ben 700 milioni di ragazze destinate ad essere marchiate per sempre come delle spose bambine incapaci di avere un futuro “normale”.

In questi casi, ad essere alterato è il proprio il concetto di normalità. Non si può definire normale sperare di essere affidata in sposa ad un uomo adulto quando si è ancora adolescenti, perchè questo è l’unico modo per sfuggire alle mutilazioni genitali, pratica molto diffusa in alcune zone dell’Africa, che oltre ad apportare estreme conseguenze fisiche e psicologiche, in alcuni casi sono causa di morte per molte bambine.

Secondo un rapporto presentato oggi dall’ Unicef, in occasione del Girl Summit, nel mondo sono circa 700 milioni le spose bambine, di cui circa 250 milioni si sono sposate in età compresa tra i 9 e i 15 anni. Questa pratica non rappresenta solo la distruzione dei diritti umani per quelle bambine, che per salvaguardare gli interessi delle famiglie, vengono offerte come dono sacrificale a qualche uomo che nelle migliori delle ipotesi ha l’età di loro padre, ma il più delle volte è un voler firmare in maniera consenziente da parte dei propri genitori, la fine delle proprie figlie.

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Infatti le spose bambine non solo saranno delle donne private della loro adolescenza, del loro diritto allo studio e al gioco, strappate con violenza da quella vita che ogni bimba avrebbe il diritto di vivere, ma molto spesso quello che si mette a repentaglio è proprio la loro vita. Avere una gravidanza infatti prima dei 18 anni può portare delle complicazioni così gravi che spesso sfociano alla morte.

Allora perchè nel 2014 esistono ancora questi dati? Perchè esiste ancora una parte di mondo dove vivere la propria infanzia rappresenta un sogno? Non sono bambini anche loro? Non è mondo anche quello?

Sara Alvaro