Sri Lanka: le proteste dei manifestanti non accennano a diminuire

Il paese vive uno dei suoi momenti più delicati

La notizia delle dimissioni del primo ministro Mahinda Rajpaksa non ha fatto altro che accentuare le proteste in corso nello Sri Lanka. Il paese facente parte del subcontinente indiano è da circa due mesi in preda alle proteste per una crisi economia profondissima, la più devastante della sua storia. Nonostante l’addio dell’ex premier i manifestanti non hanno perdonato la classe politica: nelle zone cruciali di Colombo gruppi di persone hanno appiccato incendi e colpito le abitazioni dei politici.

Sri Lanka: le protesta non si attenuano, mancano cibo, medicinali e materie prime

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A Colombo gruppi di manifestanti hanno organizzato una massiccia protesta sotto la residenza ufficiale di Mahinda Rajpaksa: sono dovuti intervenire i militari per placare gli animi e far si che si disperdessero lungo le strade della capitale. Avevano tentato invano di dare fuoco all’abitazione come ritorsione per la situazione economica in atto.

Ricordiamo che in Sri Lanka mancano carburanti, cibo e medicine. Gli stipendi sono bloccati e le persone rischiano di veder eroso il loro già flebile patrimonio. Violenti scontri si sono succeduti negli ultimi mesi, con la polizia impegnata a controllare i disordini. Dall’inizio della fase acuta della crisi sono morte cinque persone e altre duecento sono state ferite.

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