Estero
Stato di emergenza nella regione artica: lo propone Putin

Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto di dichiarare lo stato di emergenza nella regione artica, in particolare nella città di Norilsk. Qui, è avvenuta un’enorme perdita di carburante in un fiume.
Un serbatoio di carburante di una centrale elettrica nella regione industriale ha vissuto un calo nella sua pressione e ha fatto trapelare 20.000 tonnellate di carburante e lubrificanti. Gran parte di questi prodotti è finita nel fiume Ambarnaya.
In una riunione televisiva del governo, Putin ha dichiarato di essere scioccato nello scoprire che le autorità locali avevano appreso dell’incidente dai social media solo due giorni l’avvenimento. Il Presidente russo ha, quindi, rimproverato il governatore della regione Alexander Uss in onda. Inoltre, Putin vuole dichiarare lo stato di emergenza per la regione artica.
Stato di emergenza nella regione artica: composti petroliferi nelle acque
Secondo le stime degli ambientalisti, 15.000 tonnellate di prodotti petroliferi sono penetrate nel sistema fluviale e altre 6.000 nel sottosuolo. L’agenzia statale per la pesca ha affermato che il fiume avrà bisogno di decenni per riprendersi. Attualmente, le immagini che giungono dalla città sono piuttosto impressionanti. Infatti, è possibile vedere una distesa di acqua cremisi che si estende da una riva all’altra lungo il fiume.
Putin ha affermato di aver appoggiato la proposta per dichiarare lo stato di emergenza nella regione artica, ma anche a livello nazionale. Questo provvedimento aiuterebbe la pulizia del fiume e porterebbe la questione all’attenzione di tutto il paese.
Norilsk è una città remota; conta 180.000 abitanti e si trova di 300 km all’interno del circolo polare artico. La città costruita attorno a Norilsk Nickel, il principale produttore mondiale di nichel e palladio.
In questo momento, la compagnia di gestione della centrale elettrica ha garantito che sta facendo tutto ciò che è in suo potere per identificare la causa della fuoriuscita del materiale. Si stanno compiendo indagini per chiarire se l’evento è dovuto ad una negligenza umana, ad un guasto o a quant’altro. Alcuni specialisti di Mosca, intanto, sono arrivati sul posto e hanno isolato la parte interessata del fiume, per fermare la diffusione dei prodotti petroliferi.








