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Tensione ad Hong Kong: gli attivisti pro-democrazia scendono in strada a protestare

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In queste ultime ore sta crescendo sempre di più la tensione a Hong Kong dove nelle strade della città sono scesi in campo gli attivisti a favore della democrazia. La causa scatenate della protesta è l’atteggiamento del legislatore cinese sulla tematica “sicurezza nazionale”. Secondo gli attivisti cinesi infatti il legislatore ha inferto sul popolo un vero e proprio colpo di grazia. A causa dei tafferugli verificatisi sono stati chiamati ad intervenire gli agenti antisommossa. L’operato di quest’ultimi ha fatto discutere moltissimo, gli agenti infatti hanno più volte caricato la massa, hanno spruzzato degli spray al peperoncino, hanno utilizzato dei gas lacrimogeni e cannoni alimentati ad acqua. Insomma hanno utilizzato metodi poco gentili per disperdere la folla. Secondo le prime indiscrezioni sono circa 150 gli attivisti arrestati in queste ore dalle forze dell’ordine del luogo.

Maggiori dettagli sulla legge sulla sicurezza nazionale 

Attualmente la nuova legge sulla sicurezza nazionale è al vaglio a Pechino al Congresso nazionale del popolo. Questa legge ha generato il malcontento di una buona fetta della popolazione di Hong Kong. Il motivo è che la legge, la cui approvazione è fissata al 28 del mese corrente, tenderebbe ad aggirare la legislatura della Città. Più precisamente, questo provvedimento riconosce in modo surrettizio il potere al Governo di creare agenzie di terraferma nella città.

È stata immediata la reazione degli attivisti pro democrazia perché costoro ritengono che tale norma possa consentire agli agenti cinesi di arrestare, anche arbitrariamente, gli attivisti con interessi contrari al regime. D’altronde la proposta di legge parla chiaro: “sono vietate attività secessioniste e sovversive, nonché interferenze straniere e terrorismo» nel territorio semi-autonomo“. Il fulcro della questione è che questa legge potrebbe sbilanciare gli equilibri che si sono creati in un Paese con due sistemi contrapposti.

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