Tregua Israele-Hamas: 14 israeliani e 42 palestinesi pronti a essere liberati

La tregua umanitaria di quattro giorni tra Israele Hamas permetterà un nuovo scambio tra le parti

Nel secondo giorno di tregua dei bombardamenti che hanno messo a dura prova la Striscia di Gaza per più di un mese, arrivano conferme del rilascio di altri palestinesi e israeliani: fonti egiziane rilanciate da Associated Press riferiscono che Hamas e Israele sarebbero pronti a rilasciare ulteriori ostaggi come parte dell’accordo mediato dal Qatar e reso operativo a partire dalla giornata di venerdì. Finora non sono arrivati comunicati ufficiali in merito alla questione né da una parte né dall’altra, ma la fonte interpellata da AP ha assicurato che un elenco di 14 ostaggi israeliani (soprattutto donne e bambini) sarebbe stato consegnato dai mediatori di Qatar ed Egitto alle autorità di Tel Aviv. Poche ore fa, una delegazione di Doha è atterrata in Israele per “garantire che l’accordo continui senza intoppi”, hanno detto i media israeliani.

Contestualmente, il servizio penitenziario israeliano ha riferito di avere una lista di 42 palestinesi incarcerati: essi dovrebbero essere liberati nelle prossime ore in cambio dei 14 ostaggi israeliani tramite l’ausilio della Croce Rossa Internazionale, già impegnata nelle scorse ore per il rilascio degli altri prigionieri ed ostaggi israeliani tramite veicoli contrassegnati da bandiere e simboli. Con molta probabilità, i nuovi palestinesi rilasciati seguiranno il percorso dei precedenti 39 prigionieri: nella giornata di ieri sono stati trasferiti presso il carcere di Ofer, Cisgiordania, per poi essere trasportati dagli autobus della Croce Rossa nella zona di Ramallah, capitale dell’entità palestinese.

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In questo momento a Gaza City, e nelle altre città assediate dai bombardamenti israeliani, si è tornati a un minimo di tranquillità che ha permesso, tra le altre cose, anche l’arrivo di diversi camion pieni di aiuti umanitari provenienti dal valico di Rafah, al confine con l’Egitto. Al Jazeera ha riferito che diversi palestinesi hanno approfittato della ‘pausa umanitaria’ – che Israele ha fatto capire di non considerarla un cessate il fuoco – per tornare nella parte settentrionale della Striscia. Molti di questi si erano spostati a sud diverse settimane fa per via dei bombardamenti incessanti. Secondo le Nazioni Unite, molti palestinesi hanno potuto rifornire le loro famiglie – messe a dura prova dalla drammatica situazione che stanno vivendo da più di un mese – di acqua, cibo e medicine essenziali.