Venti di guerra tra Grecia e Turchia

Situazione seria e preoccupante nella parte orientale del Dodecanneso che vede navi da guerra e caccia fronteggiarsi nelle acque dell'isola Kastelorizo

Chiesa Santa Sofia
Chiesa Santa Sofia photocredit pixabay

“O straniero che passi: riferisci ai Lacedemoni che, obbedienti al loro comando, noi qui giaciamo”.


È questa forse la più antica iscrizione funeraria resa nota al grande pubblico dal romanzo “Le porte di fuoco” di Steven Pressfield. Le Termopili e il re spartano Leonida testimoniano che la contrapposizione tra la Grecia e la Turchia, parte integrante dell’Impero Persiano al tempo di Serse I il Grande, si perde nelle nebbie della Storia.

La dichiarazione del Senatore Aimi

Permane tutt’oggi, quindi, e la sottolinea con forza il Senatore Enrico Aimi, capogruppo in commissione Affari esteri per Forza Italia: «Il Governo italiano metta in campo una decisa azione diplomatica» ha dichiarato al Senato. «La situazione di tensione tra Grecia e Turchia, che nei giorni scorsi sarebbe potuta sfociare in guerra aperta, non può lasciare indifferente il nostro Governo. Ho già chiesto con una interrogazione che il Ministro degli Esteri Di Maio convochi con urgenza l’ambasciatore turco per ottenere chiarimenti e delucidazioni. Abbiamo assistito alla trasformazione in moschea della basilica di Santa Sofia da parte del governo di Erdogan, ed ora a questa prova di forza in acque territoriali elleniche a fini di attività di ricerca di idrocarburi. Semmai ce ne fosse bisogno, ricordiamo che la Turchia è nella Nato e che la stessa ha in corso una procedura di adesione all’Unione europea. Le tensioni nel Mediterraneo orientale vanno immediatamente sopite, se non vogliamo rischiare una pericolosa escalation. L’Italia e l’Europa hanno il dovere di far sentire la propria voce e di mettere in campo azioni diplomatiche forti. Alla Grecia va la mia piena e totale solidarietà».

La criticità della situazione

Cosa sta accadendo? Davvero venti guerra spirano tra i due Stati?
Il governo federale tedesco ha fatto sapere che la cancelliera Angela Merkel ha mediato tra i due soggetti della contesa, evitando quella avrebbe potuto svilupparsi in un conflitto imminente. La Francia si schiera già apertamente con la Grecia: Emmanuel Macron ieri ha ricevuto il premier cipriota Nicos Anastasiades e ha ufficialmente affermato che chiederà all’UE di sanzionare il governo di Ankara per aver violato la sovranità della Grecia e di Cipro. La ragione, che tiene ancora in allarme la marina ellenica, è aver scoperto che una flottiglia militare turca si stava avvicinando alla parte orientale del Dodecanneso, all’isola Castellorosso (Kastelorizo in greco) nell’Egeo. Lo spruzzo di terra, che conta circa 500 abitanti, dista meno di tre chilometri dalle coste turche e le navi militari della Mezzaluna hanno accostato, secondo la versione di Ankara, in appoggio ad altra imbarcazione di esplorazione energetica.

Una lunga contesa

Da sempre i due Stati rivendicano quelle acque, importante snodo commerciale e la settimana scorsa, il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu aveva comunicato che il suo Paese intendeva avviare una campagna di ricerca sismica nella parte orientale del Mediterraneo. La Grecia si è immediatamente opposta, poiché queste ricerche intaccavano la piattaforma continentale greca. La risposta del Ministro turco non si è fatta attendere: «Non può essere compatibile con il diritto internazionale che un’isola con un’area di 10 km quadrati, che si trova a 2 km dall’Anatolia e a 580 km dalla costa greca possa generare una piattaforma continentale di 40 mila km quadrati. Le realtà non possono essere oscurate da reazioni massimaliste, esagerate e infervorate».

L’intervento di Angela Merkel

La Turchia non ha minimamente arrestato l’azione e quando le proprie navi, scortate dai caccia, sembravano destinate a scontrarsi con quelle elleniche, è arrivata la telefonata della Merkel. Pare che i rappresentanti dei due Stati si trovino ora a Berlino per colloqui segreti e nel frattempo si registra la presenza anche della Russia e della Cina, che vorrebbero sfruttare la situazione per i personali interessi anti-occidentali; per questa ragione l’Unione Europea, e naturalmente gli Stati Uniti, premono per una soluzione politica e, soprattutto, pacifica della contesa.

Nemici dell’Islam

Come se non bastasse, entra in ballo anche la religione, da sempre giustificazione ideologica per incitare i popoli alla battaglia. Alle critiche verso Erdogan del premier greco Kyriakos Mitsotakis, che aveva definito «un affronto alla civiltà del ventunesimo secolo» la conversione in moschea di Santa Sofia, il califfo ha risposto che «i greci sono nemici dell’Islam! Ancora una volta la Grecia ha dimostrato la sua inimicizia nei confronti della Turchia e dell’Islam, utilizzando il pretesto della prima preghiera a Santa Sofia».

Massimo Carpegna