Volo Air France 447: due piloti dormivano poco prima dello schianto

Air France

Il volo Air France 447, decollato da Rio de Janeiro il 1° giugno del 2009, non arrivò mai all’ aeroporto di Charles de Gaulle. L’Airbus francese si inabbissò nell’ Oceano Atlantico, portando con sè le vite delle 228 persone presenti a bordo. Le dinamiche dell’ incidente non furono chiarite immediatamente. Le scatole nere dell’ aereo vennero ritrovate solo due anni più tardi, a seguito di lunghe e complesse ricerche su un’estesa area dell’ Oceano.

I risultati delle indagini e delle perizie tecniche svelarono le circostanze in cui si verificò il disastro aereo. L’Airbus affrontò una serie di significative tempeste e turbolenze, che favorirono la formazione di ghiaccio in corrispondenza delle sonde preposte al monitoraggio della velocità. Il malfunzionamento dei sensori comportò il disinnesto del pilota automatico e la comunicazione di un’ errata velocità in cabina di pilotaggio. Sulla base di dati incongruenti il giovane co-pilota Pierre-Cedric Bonin operò delle manovre errate, che resero irreversibile lo stallo aerodinamico dell’ Airbus: anzichè guidare il muso dell’ aereo verso il basso, al fine di guadagnare potenza e diminuire l’altitudine, il co-pilota tirò la cloche di comando verso di sè, portando l’aereo in cabrata e aggravando di fatto la perdita di velocità.

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Le nuove rivelazioni di Vanity Fair aggiungono dettagli importanti ad una vicenda che assomma fatalmente un guasto tecnico ad un errore umano. Le registrazioni dei dialoghi in cabina svelano che i due piloti anziani, il capitano Marc Dubois e il co-pilota David Robert, stavano dormendo poco prima dello schianto. Secondo la rivista, la notte precedente alla tragedia il capitano era in compagnia della sua amante, una giovane ex hostess morta proprio a bordo del volo 447. “Ho dormito solo un’ora stanotte. Non è abbastanza“, disse Dubois prima di lasciare i comandi, che al momento della perdita di potenza dell’ Airbus rimasero in mano al più giovane Pierre-Cedric Bonin.

Quando i due piloti anziani rientrarono in cabina era troppo tardi: l’errore del co-pilota aveva già compromesso una situazione critica, rendendola irreversibile nello spazio di pochissimi istanti. Solo quattro minuti e diciotto secondi sono intercorsi dal momento in cui è stato disinserito il pilota automatico a quello in cui l’Airbus si è schiantato sull’ Oceano. Alain Buillard, investigatore capo della BEA ( Bureau d’Enquêtes et d’Analyses pour la Sécurité de l’Aviation civile ) ha sottolineato che: “Se il capitano fosse andato a dormire 15 minuti dopo forse l’intera storia sarebbe andata diversamente“.