Yemen: sottoscritto accordo di pace tra governo e ribelli Houthi

Yemen

Possibile svolta positiva dopo i recenti scontri che hanno scosso lo Yemen. Governo e ribelli Houthi sottoscrivono un accordo di pace, ma la tensione resta ancora alta. Assaltata la residenza del generale Ali Mohsen al-Ahmar.

Dopo la pericolosa escalation di violenza dei giorni scorsi, la situazione nello Yemen è arrivata ad un possibile punto di svolta. Un attesissimo accordo di pace è stato infatti sottoscritto, nella giornata di ieri, tra rappresentanti del governo yemenita ed esponenti dei ribelli Houthi, alla presenza del Consigliere Speciale dell’ ONU Jamal Benomar, tra i principali artefici e promotori della soluzione diplomatica.

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I termini dell’ accordo prevedono l’immediata cessazione degli scontri e la formazione di un nuovo governo entro un mese, come riferiscono fonti di Al Jazeera. Le parole del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, riportate dall’agenzia di stampa yemenita Saba, esprimono soddisfazione per l’avvio di un importante passaggio, che riparte dai conseguimenti raggiunti durante la Conferenza di Dialogo Nazionale dello scorso gennaio.

L’accordo di pace è arrivato nel momento in cui l’avanzata dei ribelli Houthi sembrava ormai incontrastata. Il Ministero dell’ Interno ha dato disposizione ai suoi dipendenti affinchè non osteggino l’azione degli Houthi, ma anzi la favoriscano, a riprova della totale capitolazione di ogni forma di resistenza. Dopo l’irruzione nella sede della tv di Stato, i ribelli sciiti hanno occupato l’ufficio del Primo Ministro dimissionario, Mohammed Basindawa, e sono arrivati a estendere il proprio controllo anche sul quartier generale dell’ esercito. Assaltata pure la residenza del generale Ali Mohsen al-Ahmar, influente consigliere del presidente Hadi.

Risvolti che attestano tutta la fragilità dell’ apparato governativo yemenita: un governo messo in scacco, troppo facilmente, dalla forza di una protesta che è divenuta aperta rivolta. Vincitori indiscussi, almeno per ora, i miliziani Houthi, gruppo ribelle sciita che nello spazio di poche settimane è riuscito a imporsi come forza militare e politica, arrivando a “conquistare” la capitale del paese in soli 4 giorni.

Nel frattempo le autorità sanitarie comunicano il ritrovamento di altri duecento cadaveri lungo le strade di Sana’a, vittime degli scontri avvenuti nei giorni passati che vanno a incrementare il triste bilancio complessivo dei morti, ormai superiore alle trecento unità.