Alexei Navalny: sta meglio dopo l’avvelenamento e vuole tornare in Russia

L'attivista russo Navalny ha detto di stare meglio, non si trova più in coma farmacologico e vuole lasciare la Germania

L’oppositore e attivista russo Alexei Navalny ha detto di voler tornare in Russia dopo che si sarà ripreso dall’avvelenamento accaduto durante il volo Siberia- Mosca e dove è ora ricoverato all’ospedale Charitè di Berlino. La conferma arriva dalle autorità tedesche “Navalny è pienamente consapevole di quello che è successo e dove si trova“.

Navalny non è più in coma farmacologico

L’ospedale Charitè la scorsa settimana aveva comunicato che il giornalista russo non era più in coma farmacologico e che le sue condizioni migliorano di giorno in giorno. Respira in autonomia senza l’uso di ventilatori e risponde agli stimoli verbali.

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Però l’ospedale ancora non si sbilancia sugli effetti a lungo termine che può avere l’avvelenamento. L’oppositore ha detto di non voler restare in Germania e di voler tornare in Russia e continuare la sua missione.

Indagini confermano la pericolosità del gas nervino

Le analisi condotte dai laboratori in Svezia e Francia hanno confermato che Navalny è stato avvelenato con un pericoloso agente nervino chiamato novichok sviluppato in Russia tra la fine degli anni 80 e 90 e usato in passato per avvelenare gli oppositori del presidente Vladimir Putin.

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Il Novichok è stato usato per avvelenare l’ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia a Salisbury in Gran Bretagna il 4 marzo del 2018. Sia Sergei che sua figlia sono usciti illesi e da indagini del governo britannico si scopri che ad avvelenare i due furono due militari dell’intelligence russa.

Dal canto suo la Russia ha sempre negato il proprio coinvolgimento e ha accusato L’inghilterra di aver inscenato tutto.

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Governo tedesco attacca la Russia

Intanto il governo tedesco ha attaccato la Russia ritenendola responsabile dell’avvelenamento. La cancelliera Angela Merkel ha detto che Navalny è stato vittima di un crimine e che la Russia vuole metterlo a tacere.

Anche il presidente francese Macron si è schierato con la Germania. In una telefonata con il presidente Putin ha detto che bisogna chiarire la vicenda di questo tentato omicidio. La Russia ha risposto dicendo che non ci sono ancora le basi per aprire un procedimento penale su quanto è accaduto “abbiamo le nostre leggi in base alle quali non possiamo fidarci della parola per l’apertura di un procedimento penale“.

Ambra Leanza
Ambra Leanza
Articolista freelance, appassionata di viaggi, lettura e scrittura