Alimenti integrali. Elisir di lunga vita.

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I cereali integrali fanno bene, anzi benissimo. Uno studio condotto dai ricercatori dell’Harvard School of Public Health di Boston, in collaborazione con i colleghi di Singapore, afferma che ci sia un’associazione tra il consumo di cereali integrali e la diminuzione dei casi di morte per malattie cardiovascolari.

Lo studio, pubblicato sullo Jama Internal Medicine il 5 gennaio 2015, riguarda un gruppo di più di 110.000 persone monitorate dalla metà degli anni ’80 fino al 2010. Gli studiosi hanno constatato una riduzione del 15% del rischio di morte per problemi cardiovascolari ma non associazioni con la riduzione del rischio di mortalità per tumore. È un risultato più che positivo dato che, fino ad ora, si era constatato un minore rischio di contrarre malattie croniche come il diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari ma mai in rapporto alla riduzione delle morti. Ma perche i cereali fanno così bene? E soprattutto, perché è consigliato mangiare gli integrali?

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Bisogna partire dal concetto che il cereale come si presenta in natura è costituito dalla crusca, il germe e l’endosperma. La crusca è l’involucro che ricopre la superficie del chicco integrale e contiene fibre, importanti antiossidanti, ferro, zinco, rame, magnesio, vitamine del gruppo B e fitonutrienti. Il germe contiene vitamine del gruppo B, vitamina E, antiossidanti, fitonutrienti e grassi insaturi. Mentre l’endosperma, la riserva energetica del germe, contiene carboidrati sottoforma di proteine, amidi, tracce di vitamine e sali minerali. La crusca e il germe vengono eliminati durante i processi di molitura e lavorazione per ottenere le cosiddette farine raffinateo farine bianche. Queste ultime sono soggette ad una lavorazione per renderle il più pure possibile, il ché impoverisce il grano di quasi tutte le sostanze nutritive rendendolo ricco di zuccheri. Franco Berrino, ex direttore del Dipartimento di medicina predittiva e per la prevenzione dell’ Istituto Nazionale dei Tumori, afferma che i prodotti raffinati aumentano la glicemia nel sangue che a sua volta porta il pancreas a produrre più insulina. Questo fenomeno porta ad un accumulo dei grassi depositati e al conseguente indebolimento dell’organismo che in questo modo è più esposto a malattie come i tumori. Inoltre, la consistenza collosa che si viene a creare quando la farina 00 incontra l’acqua, provoca delle placche all’altezza del colon che col passare del tempo rendono difficoltoso il passaggio delle feci. Il colon può essere soggetto anche ad un alterazione della flora batterica e alla colite, infiammazione delle pareti intestinali che perdono impermeabilità alle sostanze tossiche, facendole entrare in circolo nell’organismo.

Secondo L’EUFIC (European Food Information Council) – organizzazione no profit che fornisce informazioni basate su fonti scientifiche, sulla sicurezza e la qualità alimentare, la salute e la nutrizione – il potenziale dei cereali integrali sarebbe quello di contrastare le cardiopatie coronariche e alcuni tipi di tumori. Uno studio condotto in Iowa (USA) su 34.000 donne tra i 55 e i 69 anni ha riscontrato, in ambito prospettico, che i soggetti che dichiaravano di mangiare almeno una porzione di cereali integrali al giorno correva meno rischio di morire a causa di cardiopatie coronariche, rispetto a quelli che ne mangiavano in quantità minore. Ulteriori dati provenienti dal Nurses’ Health Study provano che le donne che mangiano circa 2,7 porzioni di cibi integrali al giorno riducevano del 30% il rischio di contrarre cardiopatie coronariche rispetto a quelle che ne mangiavano solo 0,13 porzioni al giorno. Inoltre i cereali integrali essendo carboidrati fermentabili che vengono trasformati dalla flora intestinale in acidi grassi a catena corta, possono ridurre quei fattori che portano ad ammalarsi di tumore. In più le fibre integrali aumentano il volume delle feci, così che, se nell’intestino sono presenti agenti carcinogeni, possono venire eliminati prima di creare problemi. Nonostante tutte le loro qualità, anche i cereali integrali hanno dei contro. Questi alimenti sono meno conservabili rispetto ai raffinati, infatti è possibile che si formino più facilmente muffe in quanto il germe che è contenuto negli integrali è soggetto ad alterazioni nel tempo. Un consumo eccessivo di fibra (soprattutto cruda) apporta un eccesso di fitati che ostacolano l’assorbimento di alcuni minerali come il calcio e lo zinco. Inoltre è importante dire che la parte esterna del chicco, che nell’integrale non viene tolta, può essere esposta ad eventuali sostanze chimiche che si usano in agricoltura, quindi è meglio optare per un prodotto biologico.

In conclusione l’integrale è la nuova frontiera della medicina. Ricapitoliamo i punti che lo rendono così importante:

– migliore controllo dell’aumento di peso fisiologico, quindi minore rischio di sovrappeso e obesità,

– rischio inferiore di ammalarsi di diabete,

– migliore composizione del grasso corporeo e smaltimento del grasso viscerale, causa di malattie cardiovascolari.

Amo scrivere di teatro, estrapolare ogni minimo significato da ciò che l'artista compie sul palco, analizzare le sfumature dei gesti e della mimica per poterla regalare al lettore. "Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male." Eduardo De Filippo
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