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Arcuri: App Immuni segnalerà i contatti a rischio Covid 19

In questi giorni si sta parlando molto dell’applicazione Immuni. Questa infatti ha creato aspre diatribe tra chi denuncia la palese lesione della privacy personale e dei propri contratti e chi invece ritiene che il fine giustifichi i mezzi.
Presumibilmente l’app in questione sarà operativa dai primi giorni di maggio e segnalerà i contatti pericolosi avvenuti tra due o più soggetti con una persona positiva al Covid 19. Più precisamente l’app segnalerà il contatto con un soggetto risultato positivo avvenuto a meno di due metri di distanza per più di 10 minuti. Tutti questi dettagli sono stati annunciati dal commissario Domenico Arcuri. Quest ultimo ha precisato infatti che secondo gli esperti il tempo minimo “certo” per essere contagiati dal Covid 19 è circa 15 minuti.
La questione Privacy
Il Commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere necessarie a far fronte all’emergenza COVID-19, ha precisato anche la questione più spinosa ovvero quella inerente alla privacy. Arcuri assicura che la privacy sarà, in un o modo o in un altro, garantita nel miglior modo possibile. “Non è stato ancora deciso se i dati raccolti dalla App per il contact tracing saranno conservati sui device dei cittadini o su un server pubblico“. Queste sono state le parole del Commissario straordinario che ha precisato che solo quando l’app sarà ultimata si potrà decidere concretamente se lasciare i dati sullo smartphone o caricarli su un server pubblico criptato. Vista da questa prospettiva la problematica sembra essere meno grave di quanto viene descritta sui social o in tv. In entrambe le ipotesi infatti i dati saranno assolutamente criptati ergo la privacy verrà comunque garantita.
Quest’app può essere un’arma efficace per squarciare finalmente il velo di Maya e carpire meglio la reale situazione dei contagi. Oggi infatti non è assolutamente chiaro il numero di soggetti positivi o a rischio per ragioni ovvie. Esistono persone positive al Covid senza nessuna sintomatologia del virus e proprio per questo non saranno sottoposti a tampone. Urge un’arma per capire la reale situazione della diffusione del Covid e per avviare prima le cure per soggetti positivi o ad alto rischio di positività.








