Alla base delle secchiate c’è la ricerca alla SLA

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Dalle Molinette di Torino arriva il risultato di uno studio, tutto italiano, che potrebbe portare ad una diagnosi precoce e tempestiva di SLA

Probabilmente, il giovane Corey Griffin, deceduto prematuramente lo scorso 16 agosto, che ha ideato, insieme all’amico Peter Frates, quest’ultimo con diagnosi di SLA, la sfida dell’ “Ice Bucket Challenge” o “Sfida del Secchio di Ghiaccio”, non immaginava che la risonanza mediatica di tale evento sarebbe stata tanto dirompente e virale, forse, però, lo sperava.

Non si fa altro che parlare di Ice Bucket Challenge: politici, attori, cantanti, volti noti dello show business e volti meno noti, insomma dall’America all’Italia, tutti sono impegnati in questa “rinfrescante” sfida.

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Tale risonanza è stata lodata e criticata nello stesso tempo.

Si è parlato di spettacolarizzazione, di pubblicità gratuita, non sono mancate le critiche, ad esempio, la Littizzetto, nel ringraziare quel “pirla” di Fazio per la nomination, sventolava due banconote da cinquanta euro aizzando così, contro se stessa, le più feroci polemiche degli internauti che hanno ritenuto la cifra troppo esigua, data la sua disponibilità economica.

Ci sono stati poi i contro attacchi alla secchiata da parte di chi ha mostrato assegni e ricevute di bonifici in modo da sottolineare l’effettiva partecipazione economica alla ricerca.

Oscar Wild sosteneva “Nel bene o nel male, purché se ne parli”; sì, perché la sfida della secchiata gelata, sarà stata anche certamente usata per farsi pubblicità gratuita o per mero divertimento estivo, ma alla base ha la ricerca: la ricerca alla SLA.

La ricerca ha costantemente bisogno di fondi, di tanti fondi.

I tagli, la crisi, la situazione economica generale, purtroppo non aiutano la ricerca, quindi bisogna trovare strade alternative e l’Ice Bucket Challenge è proprio una di queste.

La SLA, Sclerosi laterale amiotrofica, è una malattia neurodegenerativa che colpisce, generalmente, dopo i 50 anni. È una patologia rara, 1 su 3.

Le cause della SLA non sono ancora conosciute, ma è ormai accertato che la SLA non è dovuta ad una singola causa. Si tratta di una malattia multifattoriale, determinata cioè dal concorso di più circostanze.

a)    Eccesso di glutammato: il glutammato è un aminoacido usato dalle cellule nervose come segnale chimico: quando il suo tasso è elevato ne determina un’iperattività che può risultare nociva.

b)     Predisposizione genetica.

c)    Carenza di fattori di crescita: si tratta di sostanze, prodotte naturalmente dal nostro organismo, che aiutano la crescita dei nervi e che facilitano i contatti tra i motoneuroni e le cellule muscolari.

d)    Fattori tossico-ambientali: esistono diversi elementi (alluminio, mercurio o piombo) o alcuni veleni e certi pesticidi agricoli che possono danneggiare le cellule nervose e i motoneuroni.

La SLA è una malattia molto difficile da diagnosticare. Oggi non esiste alcun test o procedura per confermare senza alcun dubbio la diagnosi. È solo attraverso un attento esame clinico, ripetuto nel tempo da parte di un neurologo esperto, ed una serie di esami diagnostici per escludere altre patologie, che emerge la diagnosi. È tuttavia sempre utile, per la conferma della diagnosi, il supporto di un secondo parere specialistico (dal sito dell’AISLA).

Ma, dalle Molinette di Torino, arriva una buona notizia: lo studio italiano, pubblicato su  “Neurology”, prestigiosa rivista internazionale americana, mette in luce la possibilità di individuare alterazioni celebrali con un margine di accuratezza superiore a quello degli esami tradizionali. Ciò significa anticipare diagnosi e terapie. 

Lo studio nasce dalla collaborazione tra specialisti, quali: Marco Pagani (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Cnr di Roma), Adriano Chiò (Centro Esperto Sla dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino), Angelina Cistaro (Centro Pet Irmet di Torino).

Tutto ciò è possibile attraverso una PET, esame di tomografia ad emissione di positroni, utilizzando un tracciante analogo al glucosio (18F-Fdg), di norma utilizzato nella pratica clinica dai centri di medicina nucleare.

La tecnica permette di raggiungere un’accuratezza diagnostica del 95%.

Nello studio sono stati coinvolti 195 pazienti,  in cura al Centro Sla delle Molinette, confrontati con 40 soggetti  con assenza di patologie del sistema nervoso centrale.

Il numero di pazienti osservati è il più numeroso di quelli fino ad oggi effettuati nella SLA ed è quello che rafforza l’affidabilità statistica e clinica dello studio.

Tale traguardo nella diagnosi, si spera, possa andare di pari passo con la messa a punto di nuovi farmaci, aprendo così anche a nuove terapie.

Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, forse con una punta di sarcasmo, esclama “Sono orgoglioso che Torino e l’ospedale Molinette siano protagonisti di questo risultato, anche se riscuoterà minore attenzione mediatica di una secchiata d’acqua ghiacciata”.  

Carmen Giordano

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.