Boccia frena gli spostamenti tra regioni. L’UE ha un piano che per ora esclude l’Italia

Italia e Unione Europea la pensano allo stesso modo: consentiti gli spostamenti esclusivamente tra zone a basso rischio

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Sebbene sia previsto per stasera un piano preciso sulle nuove indicazioni per il prossimo Dpcm, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, ha frenato gli spostamenti tra regioni.

Mobilità fra regioni solo da giugno

E’ un periodo particolare questo, in cui ogni azione di ogni azione se ne devono prevedere rischi e pericoli. Non bisogna rischiare e, secondo Boccia, non è ancora arrivato il momento di consentire gli spostamenti tra le regioni.
Secondo quanto ha dichiarato questo pomeriggio, una probabile apertura slitterà agli inizi di giugno e se ne riparlerà solamente a fine maggio, quando si avrà un’idea più precisa della situazione.

Il piano della differenziazione

Un piano ci sarebbe, secondo il ministro, ed è quello che prevede un’apertura basata sulla differenziazione territoriale. In pratica, si potrà pensare ad un varco solamente tra le regioni a basso rischio, mentre saranno più complicati i trasferimenti nelle regioni ad alto rischio.
In ogni caso, saranno le singole regioni italiane le uniche ad essere responsabili della gestione dei movimenti.

Il piano europeo per gli spostamenti tra gli Stati

Alla stessa stregua pare aver ragionato l’Unione Europea che ha proposto una riapertura delle frontiere solamente tra i Paese con una situazione epidemiologica simile.
Restrizioni ai viaggi e controlli alle frontiere Ue, saranno revocati gradualmente a seguito di un costante trend positivo degli sviluppi epidemiologici. Nei paesi dove questo non si riscontrerà, non sarà revocato nulla. Solo ai paesi con condizioni simili sarà consentito di spostarsi.

Per questo motivo, così come ha dichiarato il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer durante una conferenza stampa a Berlino, alcuni paesi come Francia, Austria e Svizzera, credono sia ancora troppo presto per riaprire le frontiere con Spagna e Italia.

Simona Esposito
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