Coronavirus, chi non rispetta la quarantena può rischiare 21 anni di carcere

Ecco cosa si rischia ad uscire di casa durante l'ordinanza

Chi presenta i sintomi del coronavirus, e non si chiude in casa mettendosi in quarantena volontaria, rischia un processo per lesioni o tentate lesioni volontarie. Se il soggetto in questione dovesse poi infettare persone a rischio, come gli anziani, causandone la morte, l’imputazione potrebbe essere quella di omicidio doloso con una pena minima di 21 anni. La stessa pena è applicabile a chi ha contatti con soggetti risultati positivi al coronavirus ed entra in contatto con altre persone senza precauzioni e senza avvisarli. L’imputazione in questo caso è a titolo di dolo eventuale o colpa cosciente.

Dopo che l’intero Paese è stato dichiarato zona rossa, e pertanto è stato imposto il divieto di spostarsi se non per comprovate esigenze di necessità, sono state previste anche delle pene severe per chi decide di non ottemperare alla prescrizioni.

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Ecco cosa rischia chi:

Dichiara il falso nell’autocertificazione:

Per potersi spostare, è necessario avere a portata di mano un’autocertificazione compilata e firmata che indica il motivo dello spostamento, oppure va compilata in caso di controllo (le forze dell’ordine sono munite di appositi moduli). Chi dichiara il falso, attestando lo spostamento per motivi di salute, esigenze lavorative o necessità, integra il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale

Per questo sono previste pene da uno a sei anni di reclusione, a cui si aggiunge l’ammenda fino a 206 euro come previsto ex art 650 del codice penale, prevista per chi viola i provvedimenti che vietano di spostarsi senza motivo. Chiunque può segnalare alle autorità i casi di cui è a conoscenza e far scattare le dovute verifiche.

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Risulta positivo al coronavirus e non lo comunica:

Ovviamente chi ha contratto il virus deve restare in quarantena (in questo caso come si evince dal decreto non sono previste eccezioni) ed avvertire chiunque entri in contatto con lui. In caso contrario, si può configurare l’accusa di tentativo di lesione oppure omicidio volontario in caso di  morte dei soggetti con il quale entra in contatto.

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