Coronavirus, i verbali secretati sulle mancate zone rosse complicano la posizione del governo

L'eco di Bergamo prende visione di un verbale che non rientra tra quelli desecretati dal governo e si complica la posizione dell'esecutivo sulla gestione delle zone rosse bergamasche

In merito ai mesi più terribili dell’epidemia coronavirus, la vicenda dei verbali secretati sulla mancate zone rosse dei comuni bergamaschi di Alzano Lombardo e Nembro gettano benzina sul fuoco e complicano la posizione del governo Conte. Le immagini dei feretri trasportati da Bergamo su automezzi militari restano impresse nella memoria e il dolore per oltre 35mila vittime non si è affievolito, ma la battaglia legale sulla desecretazione dei verbali del Comitato Tecnico Scientifico (Cts), nominato da Giuseppe Conte per gestire l’emergenza, si arricchisce di un nuovo terreno di scontro.

I cinque verbali del Cts desecretati dopo la battaglia legale

Cinque verbali del Cts, 200 pagine complessive, ora sono desecretati dopo che il Tar del Lazio ha dato ragione agli avvocati Andrea Pruiti Ciarello, Enzo Palumbo e Rocco Mauro Todero che avevano ingaggiato una battaglia legale per rendere pubblici i contenuti di quei verbali che fungevano da linee guida nei Dpcm emanati dal presidente dei Consiglio e che il governo non intendeva divulgare, facendo addirittura pensare che fosse il Cts ad averli secretati.

- Advertisement -

In realtà, l’avvocato Pruiti ha contestato questo responsabilità del comitato: “Affermazione senza fondamento, il Cts non ha quest’autonomia“. E così, dopo aver vinto il ricorso al Tar e affrontato la reazione di Palazzo Chigi, che ha fatto ricorso all’Avvocatura dello Stato, i documenti sono ora pubblicati sul sito della Fondazione Einaudi, grazie alla diffusione in rete delle notizie sullo scontro legale in atto, le richieste e gli ordini del giorno dell’opposizione e l’intervento del comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (Copasir) che ha chiesto di acquisire gli atti.

I verbali mancanti

Tuttavia il mosaico non è ancora completo, perché fino a ieri mancavano proprio i verbali più contestati, cioè quelli relativi all’istituzione delle zone rosse ad Alzano Lombardo e Nembro nel cuore di quella bergamasca che è stata particolarmente devastata dal Covid-19. Non a caso, lo stesso avvocato Pruiti si è espresso con durezza al riguardo: “Chiediamo al governo di desecretare tutti i verbali, altrimenti è una battaglia che siamo pronti a portare fino in fondo“.

- Advertisement -

Il giornalista Alberto Giorgi del Giornale spiega però che nuovi verbali cominciano a filtrare e la situazione diventa sempre più inquietante in merito a quella finestra tra fine febbraio e 11 marzo, che ha scandito 240 ore di ritardi, con conseguenze forse decisive sul mancato contenimento dell’epidemia.

Come Giorgi riporta, i contenuti di uno dei verbali reperibili sul sito della Fondazione Luigi Einaudi onlus, sono importanti perché il Cts ha scritto testualmente a fine febbraio: “Le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto presentano una situazione epidemiologica complessa attesa la circolazione del virus, tale da richiedere la prosecuzione di tutte le misure di contenimento già adottate”. Tra queste c’erano già le zone rosse istituite tra Vo’ Euganeo, Codogno e bassa lodigiana.

- Advertisement -

Lo scoop dell’Eco di Bergamo

Tuttavia, il quotidiano l’Eco di Bergamo aggiunge ora un nuovo e importante tassello all’indagine dopo aver preso visione di un verbale da cui emerge che, già il 3 marzo, il Cts non aveva affatto ignorato la situazione critica di Alzano e Nembro, anzi aveva invitato a istituire al più presto la zona rossa anche in quell’area.

Si tratta del verbale ufficiale numero 16 redatto martedì 3 marzo 2020, al termine della riunione del Cts, presso la sede della protezione civile a Roma, alla quale aveva dato un contributo telefonico informativo anche l’assessore alla sanità lombarda Giulio Gallera. In pratica, il documento, rilanciato dall’Eco di Bergamo e riportato anche da TGcom 24, è il verbale della riunione reso noto ora dal consigliere lombardo Niccolò Carretta.

Il verbale specifica che Alzano e Nembro: “Si trovano in stretta prossimità di Bergamo e hanno una popolazione rispettivamente di 13.639 e 11.522 abitanti. Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre venti casi, con molta probabilità ascrivibili ad un’unica catena di trasmissione. Ne risulta, pertanto, che l’R0 è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di rischio di ulteriore diffusione del contagio. Il Comitato propone di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa anche in questi due comuni, al fine di limitare la diffusione dell’infezione nelle aree contigue”.

Caustica la conclusione dell’Eco di Bergamo: “E’ un invito inequivocabile rivolto al governo, chiamato ad adottare provvedimenti più restrittivi a causa della netta crescita di contagi comunicata da Regione Lombardia all’istituto superiore di sanità. Un invito che è rimasto inascoltato“.

Breaking News

L’assessore alla sanità della Lombardia Giulio Gallera conferma al TGcom 24 che il Cts e lo stesso ministro della salute Roberto Speranza avevano preso molto sul serio l’istituzione delle zone rosse di Alzano e Nembro. Silvio Brusaferro, presidente dell’istituto Superiore della Sanità e membro del CTS condivideva con Gallera e il presidente Fontana la necessità di farle già il 3 marzo.

Il giorno successivo, il ministro della salute Roberto Speranza aveva partecipato alla riunione della task force in Lombardia, adoperandosi per sensibilizzare il governo sulle zone rosse mirate in Lombardia e il 5 erano arrivati 250 agenti, carabinieri e finanzieri che attendevano l’ordine di cinturare i comuni bergamaschi della Val Seriana, come già era avvenuto nel lodigiano. Come si sa, l’ordine non è mai arrivato, il governo ha chiesto l’8 marzo di limitare gli spostamenti tra Lombardia. Emilia Romagna, Piemonte e Veneto e poi ha fatto scattare il lockdown per l’intero territorio nazionale il giorno 11.

Le conseguenze dei verbali desecretati

Ora gli sviluppi legati ai verbali secretati possono complicare la posizione del governo, perché è vero che non sapremo mai fino a che punto le zone rosse di Alzano lombardo e Nembro avrebbero fermato l’epidemia, ma di certo si è persa l’occasione di usare ogni strumento preventivo che avrebbe potuto aiutarci a evitare un lockdown generale di oltre due mesi con gravissime ricadute economiche anche nelle zone appena sfiorate dal Covid-19.

A questo punto, non si può escludere che imprenditori, le stesse regioni, sanitari e cittadini comuni chiedano i danni in un momento di grande tensione che i verbali secretati, e resi pubblici solo in parte, non hanno aiutato a stemperare. In effetti, saranno molti quelli che vorranno capire se la segretazione degli atti serviva a evitare contraccolpi politici alla coalizione giallo-rossa, anche se i nodi sono venuti al pettine lo stesso, senza dimenticare che il governatore della Lombardia Attilio Fontana è stato messo sul banco degli imputati per settimane proprio in merito alle mancate chiusure nei comuni bergamaschi.

Avetrana – Qui non è Hollywood

Disney+ ha diffuso il teaser trailer e il teaser poster della nuova serie originale italiana Avetrana – Qui non è Hollywood che sarà disponibile quest’autunno sulla piattaforma...