Interviste
Cristiano Brignola ci presenta Dante Shinkyoku. La Divina Commedia di Gō Nagai

Società Editrice La Torre presenta il saggio Dante Shinkyoku. La Divina Commedia di Gō Nagai di Cristiano Brignola. Per l’occasione abbiamo intervistato l’autore per conoscere meglio lui e la sua opera.
Chi è Cristiano Brignola? Quali sono le sue passioni?
Beh, direi che sono un appassionato di narrazione: mi piace scrivere storie in diverse forme, dai romanzi, ai fumetti fino a qualche incursione sullo schermo, e mi piace ragionare su come vengono raccontate. Credo che le persone siano fortemente suggestionate dalle storie con cui vengono in contatto e che il modo in cui percepiamo gli altri e noi stessi sia condizionato da esse. Per questo mi piace spesso dire che raccontare storie sia un atto di reale e concreta magia.
Per il resto, sono un accanito videogiocatore fin dall’epoca dei 16 bit e un altrettanto accanito giocatore di ruolo, anche se riesco a concedermi delle sessioni meno facilmente di un tempo.
Perché un saggio sulla Divina Commedia di Go Nagai?
Ho sempre avuto un debole per Go Nagai e per il suo universo e l’idea che un qualcosa di così radicato nella nostra cultura sia stato tradotto e tradito dall’autore dei miei manga preferiti, era di per sé qualcosa che mi metteva una gran curiosità. Quando ho letto Dante Shinkyoku (nella prima edizione in Italia di D/Visual), mi sono accorto che non era affatto come me lo ero immaginato, ma allo stesso tempo tutto quello che di Nagai mi era piaciuto tornava lì, pronto a catturarmi e stupirmi come al solito. Così staccata da Mazinger e Devilman avevo l’impressione che fosse passata un po’ in sordina agli occhi del pubblico, ma allo stesso tempo mi dava l’idea che la sua realizzazione avesse chiuso un cerchio aperto dai tempi di Mao Dante.
In un certo senso era una storia nella storia, quella del rapporto tra Go Nagai e Dante Alighieri, il rapporto di corteggiamento e fascinazione continui che si è riverberato anche nelle opere più famose e pop del padre di Goldrake.
Come si è svolta la ricerca?
In generale ho iniziato il saggio parlando di Nagai, circoscrivendo la sua fascinazione per Dante nelle altre sue opere. Ho poi analizzato nello specifico Dante Shinkyoku dal punto di vista della trama e poi del tratto.
È stato un lavoro di confronto: gli stessi episodi visti dal mangaka e dal poeta assumevano un significato profondamente diverso ed entrambi erano il frutto dell’immaginario e del contesto in cui i rispettivi autori erano cresciuti. Ma in questo rapporto tra Nagai e Dante non dobbiamo dimenticarci un terzo anello della catena che è Gustave Doré, di cui buona parte della rappresentazione di Dante Shinkyoku è fortemente debitrice.
Un altro aspetto che ho cercato di analizzare sono stati gli altri tentativi di tradurre a fumetti o in illustrazione la Divina Commedia, tentativi però per me un po’ meno “personali” di quelli operati da Go Nagai, che spesso non si fa alcun problema a cambiare le carte in tavola e dissacrare – in modo tra l’altro molto differente da quanto ci si aspetterebbe – molto personaggi.
Un aiuto fondamentale mi è arrivato anche da Giovanni Peternolli, del Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale di Bologna.
Qual è il peso di Dante nella tua formazione?
Dante è un autore che entra nella vita culturale di ogni persona nata in Italia molto presto, con la scuola, ma credo che si riesca a scoprire la sua genialità un po’ più tardi, quando smetti di vederlo come un “compito a casa” e vedi invece il genio della sua immaginazione.
Oltre a esser stata una figura fondamentale nella storia della nostra cultura, io sostengo che la cultura pop debba una larghissima parte della sua esistenza alle invenzioni della Divina Commedia. Agli scenari forti e splatter ante-litteram dell’Inferno, certo, ma anche degli scenari geometrici, astratti e fortemente allucinati del Paradiso.
L’idea di un viaggio in un altro mondo e dentro se stessi arriva da qui, così come il gusto per disegnare mappe di altri mondi, dettagliate e a loro modo realistiche. Poter entrate per l’Aldilà in posti reali e raggiungibili, farebbe la gioia di ogni scrittore moderno di urban fantasy. Le figure colossali che si intravedono tra i fumi infernali sarebbero perfetti per i più moderni horror.
Tempo fa, scherzando, dicevo che l’Inferno per me era guardarsi quei film splatter e satirici alla Peter Jackson vecchia maniera, il Purgatorio era invece simile a quei titoli un po’ intimisti e personali stile A24 o Sundance Film Festival, mentre il Paradiso è uno di quei trip lisergici alla Kubrick come il finale di 2001: Odissea nello spazio.
Qual è il peso di Nagai nella tua formazione?
Credo di aver iniziato a voler scrivere (e in particolare a scrivere fumetti) grazie a tre titoli in particolare, e uno di questi era Devilman. Sono cresciuto, come molti, coi robottoni come Goldrake (a cui va il mio affetto imperituro), Mazinger e Jeeg, ma Devilman è stato uno choc e una rivelazione al tempo stesso: il suo tratto punk, il pessimismo che copriva una serie di discorsi importantissimi sul pacifismo e il rapporto che abbiamo con la violenza e il potere, lo rendono uno dei fumetti tuttora più moderni che siano stati scritti.
Da lì in poi è stato un riscoprire questo autore continuamente, con altri manga che uscivano in Italia (e per un po’ non ne sono usciti decisamente molti), con gli anime e anche con l’apporto indiretto che il suo immaginario ha dato a titoli fondamentali che sarebbero arrivati dopo, come Neon Genesis Evangelion.
Col collettivo Shingo Tamai ho scritto una serie di romanzi che per me erano un po’ un pagare pegno a tutto quello che Nagai mi ha passato: un coraggioso spingere alle estreme conseguenze le sue storie, un voler porre una riflessione sul mondo attraverso demoni e robot giganti, una necessità di mettere se stesso – nel bene e nel male – in ogni opera realizzata.
Forse mi trovo un po’ meno entusiasta con le ultimissime opere – almeno quelle uscite qui in Italia – che vedono un tratto un po’ più addomesticato e un autocitazionismo meno sotto controllo di una volta.
Quali sono gli aspetti che meritano di essere sottolineati nel confronto tra l’opera originale e la versione a fumetti?
Go Nagai ha sempre rovesciato le carte in tavola, nelle opere più influenzate dalla tradizione occidentale: i demoni diventano spesso i “buoni” (o almeno hanno un processo di umanizzazione), mentre la sfera divina è spesso vista come aliena, distante ed estremamente brutale… chiunque abbia letto Mao Dante sa a cosa mi riferisco.
Dante Shinkyoku, in un modo molto ben occultato, non fa eccezione: il viaggio di Dante è un percorso dentro l’ingiustizia divina, un sistema di punizioni troppo aspro per essere compreso da un uomo, delle guide le cui risposte ai dubbi del Poeta sono sempre sterili o distaccate. Se Dante in qualche modo ci rassicurava sul fatto che dopo la morte c’è un ordine giusto, Nagai non ci rassicura affatto come al suo solito. Anzi, in qualche maniera ci invita almeno per un po’ a mettere tutto in discussione.
Perché questa ricerca è importante? Quali sono gli elementi di novità?
Credo possa essere interessante perché ci permette di staccare la Divina Commedia dall’aura di sacralità e di abitudine in cui l’abbiamo per forza di cose immersa. Ce la mostra dall’ottica di un uomo che non è cresciuto avendo quest’opera sul banco di scuola, e che quindi la analizza, la decostruisce, le dà un nuovo significato. Credo che vedere un qualcosa di così connaturato alla nostra cultura dagli occhi di un’altra diversa sia fondamentale per riscoprirla a nostra volta.
Progetti per il futuro?
Al momento sono al lavoro su un sacco di proposte per fumetti, che forse restano la mia forma preferita di raccontare storie. Allo stesso tempo però sono anche al lavoro su un secondo librogame e su altri saggi che dopo Evangelion [Evangelion for Dummy (Plugs), pubblicato da Dynit – NdR] e Twin Peaks [È accaduto a Twin Peaks… ma cosa?, pubblicato da Dynit – NdR] potrebbero toccare sponde molto interessanti per gli appassionati di cultura giapponese… ma su cui purtroppo non ho ancora il permesso di fare spoiler!

Cristiano Brignola
DANTE SHINKYOKU La Divina Commedia di Gō Nagai
Editore: Società Editrice La Torre
Caratteristiche: 208 pp., cm 14,80 x cm 21, brossurato con copertina a colori
ISBN: 978-88-96133-62-0
Prezzo: € 18,50
Società Editrice La Torre presenta il saggio Dante Shinkyoku. La Divina Commedia di Gō Nagai di Cristiano Brignola.
Gō Nagai, conosciuto in Italia soprattutto per i suoi campioni robotici come Goldrake, Mazinga e Jeeg, nel 1994 decide di pagare il suo tributo a Dante Alighieri disegnando una propria versione a fumetti della Divina Commedia. A ben vedere, però, buona parte dell’opera nagaiana tradisce forti debiti con il poeta italiano e il suo più illustre poema.
Basti ensare alla rappresentazione di alcuni personaggi, al nome Dante dato a protagonisti o comprimari di moltissime tra le sue serie a fumetti, ai riferimenti diretti visibili in altrettante trasposizioni animate sin dagli anni Settanta. Il nostro viaggio per la selva oscura disegnata da Nagai sarà articolato in una prima parte introduttiva, in cui verrà preso in esame il percorso di avvicinamento di Nagai a Dante.
Dopo queste note di carattere generale, si passerà ad analizzare le influenze dantesche all’interno di tutta la sua produzione. Quindi, ci si dedicherà più da vicino a Dante Shinkyoku, la sua rielaborazione a fumetti della Divina Commedia, attraverso le sue peculiarità narrative e grafiche.
Il volume è arricchito da un saggio di Gianluca Di Fratta
sugli studi danteschi in Giappone e le edizioni giapponesi della Divina Commedia in cui viene identificata per la prima volta anche la versione consultata da Gō Nagai nel suo percorso di avvicinamento all’opera di Dante Alighieri.
Cristiano Brignola (Bologna, 1977)
è laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Scrive nel campo dei fumetti (Mambo Magicka Voodoo Child; My Little Antichrist), dei giochi (Cryan) e per la televisione (Rex, 8a stagione).
Flirta da sempre col mondo dell’animazione giapponese e dei super robot su cui ha scritto articoli in riviste (Manga Academica) e, con il collettivo Shingo Tamai, una serie di romanzi ambientati nell’universo fantascientifico di Gō Nagai (Dei o Demoni).
È autore dei saggi Evangelion for Dummy (Plugs) (Dynit, 2020; con Francesco Tedeschi) e È accaduto a Twin Peaks… ma cosa? (Dynit, 2021; con Beatrice Pesente e Francesco Tedeschi).
È appassionato di narrazione e magia, non ponendo una grande differenza tra le due cose. Presentato in anteprima alla prossima edizione di Napoli Comicon, che si svolgerà dal 22 al 25 aprile presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, Dante Shinkyoku. La Divina Commedia di Gō Nagai sarà in vendita in tutte le librerie e sui principali siti di e-commerce a partire dal 9 maggio 2022.









