CoronaVirus, collasso delle imprese dopo Decreto Legge

L'imprenditore Auletta ravvisa il disastro economico delle PMI

Il Coronavirus è alla base delle tragedie e delle problematiche della quotidianità della popolazione italiana. Una volta finita la guerra Coronavirus, il focus porterà la sua attenzione sul lato economico del Paese. Bisognerà risolvere le conseguenze che ne derivano viste le misure restrittive che hanno interessato la chiusura momentanea della maggior parte delle attività commerciali, escluse quelle alimentari. La chiusura temporanea di un’attività comporta problemi economici sui lavoratori dipendenti e spese per il commerciante che ha deciso di attenderne la riapertura. Il ministro Conte ha infatti reso noto l’obbligo di chiusura di tali attività commerciali non eroganti servizi essenziali e di pubblica utilità, il tutto è chiaramente specificato nella lista concernente il decreto in vigore dal 23 marzo con la possibilità di chiusura delle attività menzionate tra quelle non essenziali entro il 25 marzo.

Ma il tormento degli imprenditori porta le loro menti alla riapertura auspicando nella risoluzione più che veloce della guerra Coronavirus. A tal proposito lo Stato ha varato il D. L., decreto Legge, “Cura Italia” dove si evince il sostegno alla liquidità delle PMI, piccole medio imprese danneggiate dal COVID-19 con copertura ad un tempo circoscritto e vicino. I commercianti ancora una volta si sentono soli. Loro che rappresentano l’economia del Bel Paese chiedono maggiori aiuti. A dire la sua in merito ci ha pensato Luigi Auletta, presidente della Maison Impero Couture.

CHI E’ LUIGI AULETTA?

Luigi AULETTA è un imprenditore che ha sposato la sua idea in un marchio, tale Impero Couture. Le sue collezioni hanno entusiasmato donne di ogni dove. Il suo lato creativo che rispetta le dolci note femminili collima con il suo rispetto nei riguardi dell’universo femminile. Luigi Auletta è creatore, imprenditore, ma anche un uomo dalla mentalità lungimirante e dal carattere armonioso quale buon padre di famiglia. Il suo intervento a favore delle imprese lo vede in prima linea in una diretta Facebook. Dopo aver letto il suo comunicato, abbiamo pensato di dar voce alle sue richieste.

Il comunicato pervenuto in redazione e le richieste di aiuto allo Stato a sostegno delle imprese


“Le imprese stanno soffrendo. Se le imprese oggi vengono a mancare, ci ritroveremo con milioni di persone in mezzo alla strada. Chi più piccola, chi più media, chi più grande, è di gran lunga evidente la pesantezza di questo momento vista la tassabilità del circuito italiano molto alta. Spesso il regime di vita non rispecchia quello che è sostanzialmente il circuito lavoro. La persona, che lavora tanto, guadagna uno stipendio discreto e dinnanzi al circuito della vita si ritrova senza niente in mano. Il costo della vita in Italia è molto alto. Noi non ci possiamo paragonare a paesi come la Grecia, la Turchia e altri stati che hanno di gran lunga un regime di vita più basso rispetto a noi. In un confronto con imprenditori turchi sulle nostre spese, ricordo di averli lasciati sbigottiti ed increduli a tal punto da chiedermi se i numeri si basassero su 1 anno di vita, ma puntualizzai che si trattava di spese mensili. Le tasse sono al di sopra del guadagno mensile di un cittadino. Anche la stessa Iva, al 22% è a tutti gli effetti un ricarico. Al 14-16% ci poteva stare e si poteva denominare aliquota poiché rispettava a tutti gli effetti le giuste conformi leggi attinenti l’aliquota. Se compro un prodotto che al netto costa 100 euro, con l’iva al 22% raggiungo le 122 euro. E nei vari passaggi di vendita fino all’utente finale ritengo che quest’ultimo pagherà molto molto di più. Il nostro paese ad oggi detiene un livello di tassabilità molto alta. Se invece il governo viaggiasse su tre aliquote: 25%, 23%, 21%, sicuramente le tasse le pagherebbero tutti. Come si ottiene il 21%? Con una crescita del 100% sotto l’aspetto lavorativo. Bisognerebbe puntare su una forza lavoro più alta con una tassabilità sulle aliquote molto più bassa, ovverosia del 21%. Quindi in primis offrirei molto più lavoro, poi il risparmio che ne deriva si può aggiungere alla busta paga del dipendente. Tale incremento invoglia il cittadino a spendere. Aggiungo una cosa. Oggi tutti boicottano la Cina ma in un futuro prossimo credo che saremo costretti a comprare dalla Cina ai suoi prezzi poiché la nostra filiera produttiva non esiste più . Oramai l’Italia è come un brand che vende l’idea ma siamo carenti di sistema produttivo. Nei segmenti in cui l’Italia doveva investire di più non l’ha fatto, nemmeno nella ricerca scientifica. E oggi ci ritroviamo in questa situazione fragile poiché il nostro Paese non ha voluto dedicarsi alla ricerca scientifica. Uno scienziato che studia la medicina vuol comprendere cosa sta succedendo. Ad oggi penso che bisognava adottare misure migliori e più serie con il proposito di sedersi al tavolo anche con l’opposizione e discutere con imprenditori di un certo livello per cercare la strategia e trovare l’idea migliore al fine di traghettare l’Italia fuori da questo problema che ci ritroveremo dopo”.


IL FONDO SALVA IMPRESE


“Questo fondo non deve passare attraverso le imprese, bensì attraverso le Banche”. Sul Comunicato del signor Auletta si legge:
lo Stato deve immettere liquidità creando un fondo che garantisca al 100% tutti i prestiti concessi dalle banche alle partite Iva ed alle piccole e medie imprese per la copertura delle fatture relative alle forniture di merci ricevute fino al 28/02, così da consentire i regolari adempimenti delle scadenze di pagamento con due essenziali conseguenze:

  1. Le aziende fornitrici non andrebbero a loro volta in difficoltà e sarebbero in grado di pagare così i propri dipendenti, gli agenti ecc. ecc.;
  2. Le attività commerciali eviterebbero il blocco delle forniture di merci riuscendo a rispettare i pagamenti concordati;
    fondamentale è garantire al sistema di continuare a girare, quindi nuovi ordini , vendite, che garantiscono la produzione e di conseguenza garantiscono i posti di lavoro ai dipendenti delle tantissime aziende.
    Il fondo Statale dovrebbe garantire gli istituti bancari affinché gli stessi riescano a concedere crediti e prestiti alle piccole e medie imprese senza rischi ed in tempi molto rapidi così da consentire alle imprese di rispettare le scadenze delle forniture di merci già ricevute e che hanno scadenza marzo, aprile e maggio ed a seguire. Scadenze che se continua questa situazione di quarantena non potranno mai essere rispettate, con un effetto domino su tutto il sistema Paese. I prestiti concessi alle imprese avrebbero una durata massima di 5 anni
    .. In più lo stesso imprenditore aggiunge “Credo che il premier Conte stia errando nel tenere chiusa in casa una popolazione dal punto di vista economico. Il ministro Conte doveva esser chiaro su ciò che sarebbe accaduto adottando una tale misura restrittiva. Le previsioni le ripartenze i progetti futuri in virtù di un futuro economico messo a tacere all’improvviso. Devo stare a casa per il Coronavirus ma ho necessità di avere la certezza che lo Stato mi darà tranquillità in quanto ad un negozio chiuso, sugli assegni che scadono, sui dipendenti. Come posso stare tranquillo quando tutto sarà finito . Nel decreto CURA ITALIA c’è una valvola di salvataggio fino a Maggio 2020 in quanto a tasse, ma ciò dovrà subire sicuramente una variazione poiché credo che sia più giusto prolungarla al 31.12.2020. Il nostro sistema economico è molto fragile e chi legifera deve tutelare chi soffre da un punto di vista economico”.

Un pronostico economico

“Se riuscissimo a giungere al termine di questo tragico periodo pandemico a fine Aprile, la prima settimana di Maggio si riattiverebbero le varie categorie con le varie esigenze dalle primarie alle meno essenziali. Conoscendo la lentezza del sistema Italiano si procederà con molta lentezza. Di sicuro saranno vietati gli assembramenti sino alla fine del mese di Agosto pensando con ottimismo. La gente in virtù di tali divieti non si sposerà, non festeggerà il 18esimo e nessun altro evento. Si metta nei panni di un commerciante o di un imprenditore che ha un prodotto e non può venderlo e non saprà quando potrà farlo , al limite dovrà pensare all’anno prossimo. La gente è accecata dal problema che per carità è giusto che sia così ma la conseguenza economica che ne deriverà sarà ancor più devastante per il popolo italiano”.

Idea salva imprese

“La mia idea si basa su una cifra che ho messo a disposizione per salvare più anime possibili da un punto di vista economico. Ho preferito prediligere i più piccoli e con i più grandi ho dovuto fare un accordo a costo di dar loro dei premi di produzione affinché io possa salvare più negozi possibili. Ma credo che bisogna agire sin da subito al fine di aiutare l’impresa per scongiurarne il tracollo definitivo”.

Messaggio dell’imprenditore Luigi Auletta rivolto alle imprese


“Guardare con lungimiranza ed essere positivi. Riconoscere la grande forza del vivere in Italia che si è sempre dimostrato un paese che nei momenti più difficili sa sempre come rialzarsi. Sono molto ottimista”.

Messaggio dell’imprenditore Luigi Auletta rivolto al Presidente del Consiglio Conte

“Direi al Presidente del Consiglio Conte che si dovrebbe proiettare sul popolo italiano a reti unificate con una forma di dialogo piuttosto attiva vista la situazione. In più nelle varie dirette non ho mai visto un suo segno di commozione, un suo messaggio di cordoglio a tutti i parenti delle vittime.
Aggiungerei che è ancora in tempo per scegliere un team di qualsiasi colore politico che lo affianchi per salvare l’Italia”.

Si ringrazia il Presidente Impero Couture Auletta per aver condiviso con Quotidianpost le sue richieste, come da comunicato. Altresì si auspica e si dà maggiore fiducia al Presidente del Consiglio Conte che nella sua autorevolezza possa garantire aiuti sostanziali alle imprese al fine di sconfiggere il disastro economico a cui si sta esponendo l’Italia.