Gaza: Israele attacca l’Ospedale Nasser. Critiche dall’estrema destra per il piano Usa sullo stato palestinese

Critiche da parte di Smotrich e Ben-Gvir: no al piano Usa per la Palestina. Le forze armate israeliane intanto assaltano l'Ospedale Nasser di Khan Younis

La tensione per una imminente operazione militare via terra a Rafah si unisce alla paura vissuta dai pochi residenti civili rimasti a Khan Younis, in particolare i medici che ancora oggi operano nel Nasser Hospital, l’ospedale più grande della città e definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “la spina dorsale del sistema sanitario di Gaza“. Diversi raid israeliani contro la struttura sono stati registrati e arrivano a distanza di una settimana di attacchi concentrati. Secondo il portavoce dei militari israeliani, Daniel Hagari, all’interno di Nasser si nasconderebbero “alcuni combattenti di Hamas che hanno preso parte agli attacchi del 7 ottobre” e ha riferito che all’interno della struttura sono presenti i corpi di diversi ostaggi. In una ripresa video delle telecamere di sorveglianza, confermato in via indipendente dalla BBC, si vedono diversi pazienti ancora seduti nei loro letti mentre sono presi di mira dai raid israeliani. L’esercito ha confermato che le proprie forze speciali sono entrate nell’ospedale e che i carri armati Merkava hanno circondato l’impianto, sollevando la preoccupazione di medici e operatori.

Il panico vissuto da quest’ultimi nel Nasser Hospital si unisce al timore di una imminente operazione militare a Rafah. Per Netanyahu, negli ultimi giorni sempre più criticato da diversi alleati occidentali nonché dagli stessi Stati Uniti, essa è indispensabile per colpire i combattenti di Hamas, a suo dire massicciamente operativi nella città a pochi km dal confine egiziano. E mentre le pressioni dei leader mondiali cercano di fermare i piani di Israele, piovono le critiche dei principali rappresentanti del governo Netanyahu, avversi a qualsiasi tipo di trattativa con Hamas e a ogni tentativo di formare uno stato palestinese.

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I ministri Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, noti per le loro posizioni estremiste, hanno attaccato duramente Washington e diversi paesi arabi (in primis Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita) per aver proposto un piano a medio e lungo termine, con tanto di date precise, per la formazione di uno stato di Palestina. Secondo indiscrezioni del Washington Post, esso dovrebbe formalizzarsi appena la guerra a Gaza sarà terminata e dovrebbe essere preceduto da un governo ad interim. “L’intenzione degli Stati Uniti, insieme agli stati arabi, di stabilire uno stato terroristico accanto allo Stato di Israele è delirante e parte della concezione sbagliata che ci sia un partner per la pace dall’altra parte“, riporta Ynet cita le dichiarazioni del leader di Poter Ebraico. Lo segue a ruota il ministro dell’economia Smotrich che invece intima ai membri del gabinetto di guerra di opporsi a qualunque proposta in tal senso. Anche il ministro degli affari della diaspora Amichai Chikli (che ha definito una “catastrofe premiare i palestinesi con uno stato”), il ministro dell’Istruzione Yoav Kisch e il legislatore Matan Kahana si sono detti contrari alla formazione dello stato palestinese.