Estero

Gaza, slitta ancora l’apertura del Valico di Rafah. Guterres si reca in Egitto per sollecitare le parti

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Mentre si cerca di capire quando verrà aperto il valico di Rafah, l’unico spazio che permetterebbe l’ingresso nella Striscia di Gaza degli aiuti umanitari, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è recato di persona nella zona tra Egitto e Striscia di Gaza allo scopo di sollecitare le parti a trovare una soluzione nel più breve tempo possibile, visto che più volte le stesse Nazioni Unite hanno giudicato l’attuale situazione come una vera e propria “emergenza umanitaria”.

Ci stiamo impegnando attivamente con tutte le parti, con Egitto, Israele e Stati Uniti, affinché questi camion possano muoversi”, ha detto Guterres. Tra i motivi principali che hanno spinto il presidente Joe Biden in Medio Oriente vi era proprio la questione del valico di Rafah con Washington che ha sollecitato le due parti, Israele ed Egitto, a trovare un accordo per il passaggio di almeno venti camion, il minimo indispensabile in quanto ne occorrerebbero almeno cento al giorno. L’accordo sembrava quasi fatto, ma finora il confine rimane ancora chiuso ai camion carichi di beni quali cibo e medicinali essenziali.

A ritardare l’apertura del valico sono stati anche i continui bombardamenti israeliani che hanno colpito la porzione della Striscia confinante con Rafah, riferiscono testimoni interpellati da Al Jazeera. Le strade che portano a Gaza sono ancora in riparazione dopo essere state prese di mira dagli ordigni nelle ultime due settimane, decine di squadre di soccorso egiziane sono a lavoro per sistemare la pavimentazione. Motivo per cui i camion sono fermi e non possono transitare con sicurezza alla volta dei rifugiati palestinesi. Oltre a ciò, si segnala anche l’aspetto burocratico che regolamenta l’arrivo degli aiuti a Gaza: tra ispezioni, controlli dei passaporti e lentezza del meccanismo regolatorio la situazione si è prolungata più del previsto.

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