I nuovi vaccini anticovid ci renderanno simili agli OGM, le parole della Prof.ssa Maria Rita Gismondo

La Professoressa Maria Rita Gismondo spiega i benefici del vaccino

#usciremodaquestapandemiaseciascunodinoilovorrà, questo è l’hashtag ideato dalla Professoressa Maria Rita Gismondo che garantisce con professionale sicurezza di poter iniziare a guardare con ottimismo all’uscita di scena del COVID-19 chiedendo però la collaborazione di tutti. Di credere nelle potenzialità e nell’aiuto del vaccino. La Professoressa Gismondo ha espresso dettagliatamente la sua opinione sul vaccino spiegandone altresì minuziosamente il percorso. Man mano che l’intervista con la Professoressa proseguiva, ci si è avvalsi della sua veduta globale per sciogliere ogni dubbio in quanto a vaccino. Ogni perplessità. Ma conosciamola meglio.

Chi è Maria Rita GISMONDO

Classe 1954, ma ragazzina di vent’anni nell’animo con ancora tanti progetti da realizzare. Professore di Microbiologia Clinica, facoltà di Medicina e Chirurgia, all’Università Statale di Milano nonché Direttore del Laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze presso l’Ospedale Sacco di Milano. “Da una decina d’anni la mia attenzione è molto focalizzata sulle Bioemergenze giacché il nostro laboratorio è l’unico ad essere attrezzato secondo i criteri del livello quarto, ovvero BSL-4, nonché uno dei due centri di riferimento per la risposta alle Bioemergenze a livello nazionale oltre ad essere in un circuito internazionale“.

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La Direzione di un laboratorio di tale rilevanza ha fatto sì che venisse indicata dal Ministero degli Affari Esteri come ESPERTO ITALIANO presso la Nazioni Unite a Ginevra per quanto concerne l’implementazione della Convenzione Internazionale sul Disarmo Biologico. “Inoltre ho conseguito il raggiungimento di due lauree: Laurea in Medicina e Laurea in Scienze Biologiche con una specializzazione in Microbiologia Clinica. La mia carriera si è svolta molto poco a Catania, di seguito a Londra, Tennessee fino a Milano“.

Dopo aver fatto conoscere la Professoressa Maria Rita Gismondo a voi lettori, inizia l’intervista.

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Intervista alla dott.ssa Maria Rita Gismondo

Si apprende la sua reticenza dinnanzi alla prematurità dei vaccini. Ci spiega meglio?

R – “Ringrazio per la domanda perché posso avere modo di spiegare chiaramente il mio pensiero nei confronti dei vaccini. Innanzitutto io, come tutti noi, attendo un vaccino antiCovid che sicuramente ci potrà liberare da quest’angoscia che stiamo vivendo. Preciso che non ho avuto mai un pensiero NO VAX che ho peraltro alacremente combattuto negli anni poiché sono da sempre a favore delle vaccinazioni. Questa è una premessa che pretendo si faccia“.

Ci tengo a dire che aspetto il vaccino. Ma aspettare il vaccino non significa qualsiasi vaccino poiché quest’ultimo è un farmaco a tutti gli effetti che dev’essere non solo efficace. Un’efficacia del vaccino non sicura che da recenti comunicati oscilla di continuo. In più bisogna precisare che la stessa efficacia del vaccino deve avere una durata che si potrà rilevare a lungo termine in base al mantenimento degli anticorpi. Alcune perplessità nascono. Nello specifico, i miei dubbi nascono nei confronti degli unici tre vaccini, Pfizer, Moderna e AstraZeneca, che vengono sbandierati ignorando la presenza di altri vaccini che sono in dirittura di arrivo e fatti con tecniche diverse. Tralaltro questi tre vaccini sono prodotti con una tecnica di produzione mai utilizzata prima, ovverosia una tecnica genica.

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Poiché questi vaccini fondano il loro meccanismo di azione sul fatto che un pezzetto di acido nucleico, RNA o DNA, venga ad inserirsi nelle nostre cellule inducendole la produzione di un virus non attivo che poi induca la produzione di anticorpi. In particolare, questa introduzione di materiale genico, rende noi simili agli OGM. Io credo di poter sposare l’atteggiamento del FDA in ben due pubblicazioni, 2010 e novembre 2020, in cui afferma che ben venga la terapia genica con risultati ottimi e che ben vengano i vaccini genici. L’FDA sostiene che vanno eseguiti studi fino a 20 anni. Pertanto affermo che la ricerca non bisogna stopparla mai ma non possiamo negare che approvare in questo momento, in due mesi, un vaccino genico sia assolutamente incauto. Guardiamo agli altri vaccini che sono in dirittura d’arrivo e in fase 3 e che sono prodotti con una tecnica tradizionale provata oramai da 100 anni“.

Ci fornisce il suo parere sui tre vaccini antiCovid ad oggi selezionati, nello specifico Pfizer, Moderna e AstraZeneca?

R – “Sono interessantissimi. Bisogna assolutamente studiarli a fondo ma è prematuro in questo momento ipotizzare di utilizzarli. Per l’effettivo utilizzo considererei gli altri che sono in sperimentazione e prodotti secondo la vecchia tecnica già conosciuta

In una sua recente esclamazione lei afferma “non farò il vaccino a gennaio “. Può fornirci un dettaglio in merito?

R – “Preciso che a gennaio io non farò questi vaccini ma se dovessero proporre un altro vaccino fatto con la tecnica tradizionale lo farò“.

Un motivo che la porta a consigliare di fare il vaccino?

R – “Sappiamo che i vaccini hanno salvato milioni di vite umane e alcune malattie sono scomparse, come il vaiolo per esempio, grazie alle vaccinazioni di massa. Dire non mi vaccino provoca un male a se stessi oltre che un male sociale. D’altronde una vaccinazione necessita almeno del 65% della popolazione vaccinata per impedire al virus di circolare. Il vaccino quindi è un dovere verso se stessi e verso gli altri però è vero che bisogna pretendere che il vaccino sia sicuro. Pertanto è necessario aspettare i risultati e le pubblicazioni adeguate e dal mio punto di vista aspettare i vaccini non genici

Le percentuali della non efficacia dei vaccini antiCovid presi in considerazione (nello specifico Pfizer 30%, Moderna 5,5%, AstraZeneca ad oggi 10%) alludono al solo fatto che il vaccino non protegga dal virus e/o dall’incidenza di ulteriori effetti collaterali?

R – “Quella fascia di percentuale d’insuccesso non riguarda gli effetti collaterali bensì le persone che malgrado la vaccinazione rimangono sensibili al virus. Non è la composizione a renderli sensibili al virus. Si tratta della percentuale di successo e d’insuccesso prevista da qualsiasi vaccino

Si ringrazia la Professoressa Maria Rita Gismondo per la sua preziosa collaborazione e per non aver smentito l’efficacia del motto The Power of Woman, tradotto nelle singole risposte dense di determinazione. Chapeau Professoressa Gismondo!