Intervista al Dottor Crisanti: non conosco tutte le componenti del vaccino

Non conosco tutte le componenti del vaccino

Nell’immaginario di un futuro prossimo si pensa da sempre ad una tecnologia avanzata che proietta l’essere umano al meglio di sé e per sé. Ma vi è un chiaro disorientamento dovuto alle incongruenze e ai fallimenti dell’attuale vaccino creato per la cura al virus datato 2020 in contrasto con la sua denominazione Covid-19. Se da un lato c’è chi ha paura del virus, dall’altro lato c’è chi sente odore di complotto e di falso contrasto ad un virus che a detta di molte personalità scientifiche poteva esser sconfitto con misure mediche preventive e con una gestione della pandemia differente.

Ad arrendersi, dinnanzi all’evidenza di tale come-back dopo le dosi di vaccino che tutto fanno, ma non quello per cui vengono impiegate, sono proprio i paesi che circondano il nostro Bel Paese. Risuona a mò di eco il no alla misura del GREEN PASS, all’uso delle mascherine e alle varie restrizioni per un concitato ritorno alla normalità. Ma in Italia c’è la voce di medici e scienziati che hanno da dire qualcosa seppur interrotti inverosimilmente dai vari mezzi di comunicazione quando giunge il loro turno di spiegare lo studio in costante evoluzione.

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Da circa due anni su media, giornali online e carta stampata, circolano divergenti opinioni di virologi e personalità mediche e non che seguono la gestione della pandemia Covid19. In quest’articolo si è preferito il pensiero scientifico del Dottor CRISANTI che segue con onestà intellettuale e unicità la sua linea di pensiero.

Chi è DOTTOR CRISANTI?

Direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova e Docente di Microbiologia dell’ateneo universitario. In più il Professor Crisanti è riconosciuto per “specifiche competenze nell’ ambito della genetica delle popolazioni e le tecniche di gene drive, fondamentali per operare nella profilassi della Malaria ma ovviamente espandibili a svariati aspetti della ricerca biomedica”.

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Agli inizi del mese di febbraio il Dottor CRISANTI diceva questo al giornale online ILPARAGONE.it:
“Perché le persone che muoiono in terapia intensiva non vaccinati saranno 20 o 30 al giorno. E questo si è visto anche dai dati che ha mostrato l’ISS pochi giorni fa. La maggior parte dei decessi sono persone vaccinate e vulnerabili”.

LA SUA OPINIONE SUL GREEN PASS

Il Green Pass è stato uno strumento molto utile a indurre le persone a vaccinarsi. Da un punto di vista scientifico su 250.000 contagi al giorno, il Green Pass ha avuto un ruolo marginale sulla trasmissione in quanto a contagi.

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In una recente intervista SPIEGA IL CONCETTO DI NUMERO SOTTOSTIMATO DI MORTI DA COVID, ci spiega meglio?

R – In genere quando ci sono molti casi, i decessi tendono ad essere sottostimati. Finora abbiamo sottostimato e quelli che dicono il contrario, penso che abbiano l’onere di dimostrarlo. Per la prima ondata il numero dei morti era di più, poi non so perché ma anche nella seconda ondata erano leggermente sottostimati.

E poi il dubbio e l’enorme peso sulla coscienza dei genitori che tra paure e consigli medici diversi devono scegliere se vaccinare il proprio figlio o la propria figlia. A dicembre 2021 il Dottore Crisanti diceva ai microfoni di FanPage
“Visto che le dosi pediatriche non sono disponibili non c’è sicuramente fretta, aspettando due settimane avremmo avuto i dati americani su circa un milione di casi“. A distanza di due mesi gli vien chiesto nuovamente il suo pensiero sulla vaccinazione pediatrica e non si smentisce.

IL VACCINO IN ETA’ PEDIATRICA E’ STATO MOLTO CRITICATO DA DIVERSI SUOI COLLEGHI. CI DICE IL SUO PARERE?-

R – Credo che sia un vaccino senza effetti collaterali. Il rapporto rischi benefici dal punto di vista individuale è neutro. Dal punto di vista della trasmissione è positivo. Ho detto anzitempo che non c’era fretta di farlo e che bisognava attendere i dati americani e d’Israele che ad oggi ritengo siano stati molto confortanti in quanto ad effetti indesiderati e nel rapporto rischi/benefici ritengo che sia neutro”. In più il Dottore aggiunge “con tale concetto di neutralità vale la pena vaccinare la fascia pediatrica ma questa rimane una decisione personale del genitore“.

Da questa considerazione finale si denota un consiglio dinnanzi all’indecisione dei genitori in procinto di vaccinare i propri figli. Ma sorge un dubbio: la responsabilità medica di un’importante decisione spetta al pediatra che conosce la storia clinica del bambino o al genitore che non ha competenze mediche? E viste le posizioni contraddittorie, di chi dovranno fidarsi i genitori?

LA FINE DELLA PANDEMIA E’ VICINA, CONVIENE IN QUESTO? E DEL CHIACCHIERATO E PROBABILE RITORNO NELL’AUTUNNO 2022, DA QUALI BASI DERIVANO TALI PREVISIONI? CI DEV’ESSERE UNA RIPETIZIONE ANNUALE?

R – Quello che è vicino, di certo, è la fine dell’ondata OMICRON. Si potrebbero fare previsioni a medio termine perché sono legate da una parte alla durata della risposta immunitaria contro il Covid di circa finora di 6/9 mesi. Non sappiamo ancora quanto è la risposta protettiva indotta dalla terza dose. Poi dal fatto che il virus è in qualche modo svantaggiato dalla stagione calda poiché le persone vivono principalmente all’aperto e c’è meno probabilità di contagio.

Una domanda che oramai risuona nelle menti di tutti, dalle persone non vaccinate a quelle vaccinate è il contenuto del vaccino inoculato. Si cercano risposte ovunque ma sembra esserci un sonoro silenzio anche da parte dei media. Pertanto si è pensato di chiederlo al Dottor CRISANTI.

CHE COSA CONTIENE IL VACCINO ANTICOVID?

R – Non conosco tutte le componenti del vaccino ma di sicuro contiene un filamento di MRNA che è un pezzo del patrimonio genetico del virus.

Pertanto tale incontro del patrimonio genetico umano con quel pezzo del virus non si sa quali eventuali risultanze potrebbe determinare nel medio e lungo termine.

E tutte le umane paure collegate a quel filamento MRNA e sugli studi allarmanti dei suoi colleghi non orientano verso la scelta certa della vaccinazione. Da qui l’ultima domanda.

Per quanto riguarda il vaccino anticovid esistono studi sulla genotossicità?

R – Non ci sono elementi di nessun tipo poiché non è un vaccino a DNA. Non può integrarsi nel genoma.

Nonostante la disponibilità del Dottor CRISANTI, le perplessità sul vaccino anticovid continuano poiché non vi è un’idea univoca verso una scelta. E proprio questi dubbi non consentono e non indirizzano ad un obbligo vaccinale giacché gli inoculandi sono persone che non hanno deciso di propria volontà. La vita è un dono di Dio. In virtù di tale concetto si devono deporre gli obblighi vaccinali in favore della scelta umana sul proprio corpo.

Si ringrazia il Dottor CRISANTI Andrea per la gentile concessione dell’intervista.