L’Isis assedia la città di Kobane, ultimo baluardo curdo

Kobane Isis

Situazione drammatica a Kobane, dove si registrano ancora durissimi scontri tra i miliziani dell’ Isis e le forze di difesa curde (YPG). La città sembrava destinata a cadere dopo gli attacchi di venerdì, attraverso cui le truppe del Califfato Islamico erano riuscite ad irrompere nella periferia sud-occidentale, perfezionando un’ avanzata inarrestabile.

Ma nonostante le raffiche d’artiglieria e le pressioni di un assedio mosso da tre lati, i miliziani curdi oppongono ancora una disperata difesa, onorando le parole del comandante Ismat Sheikh Hasan che aveva annunciato una resistenza paragonabile a quella di Stalingrado. Le drammatiche testimonianze riportate dalla Cnn descrivono combattimenti ormai ravvicinati, scontri strada per strada, con le milizie curde che ripiegano verso il centro della città, cercando di arginare e contenere l’avanzata delle forze del Califfato.

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L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani informa su una serie di bombamenti che la coalizione anti-Isis ha condotto ieri sera nell’ area di Kobane, colpendo mezzi e pezzi d’artiglieria usati contro le difese della città. Ma gli attacchi aerei sembrano insufficienti, attualmente, a bloccare un assalto ormai giunto all’interno dalla roccaforte curda.

Lungo il vicino confine con la Turchia, nel frattempo, è stato schierato l’esercito di Ankara, dopo il via libero del Parlamento che ha approvato la mozione finalizzata all’ invio di truppe per fronteggiare le minacce terroristiche in Siria e Iraq. La decisione è arrivata anche a seguito delle pressioni dello storico leader curdo Abdullah Ocalan, che ha minacciato una possibile rottura dei trattati di pace tra il governo di Ankara e la minoranza curda, nel caso in cui Kobane venga espugnata dall’ Isis.

Un possibile intervento dell’ esercito turco era stato ipotizzato anche dalle parole del primo ministro Amhet Davutoğlu, che nei giorni scorsi avevo espresso la forte volontà di impedire la caduta di Kobane. Ma tale intento ha trovato l’immediata e oppositoria reazione di Damasco, che ha definito come “aggressione” ogni eventuale intervento turco in territorio siriano. Permane quindi una situazione di stallo, in cui l’esercito di Ankara è limitato a svolgere il ruolo di attento osservatore, dietro un confine che ha già accolto oltre 160000 profughi in fuga dall’ area di Kobane. Se l’ultimo baluardo curdo dovesse cadere, l’Isis chiuderà una pericolosa triangolazione territoriale con le roccaforti di Aleppo e Raqqa, guadagnando un avamposto proiettato verso la penisola anatolica.