La misteriosa morte di Antoine Saint-Exupéry

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Oggi ricorre il settantesimo anniversario della misteriosa morte dello scrittore – aviatore Antoine Saint-Exupéry.

Antoine Saint-Exupéry è nato a Lione, il 29 giugno del 1900, figlio del conte Jean-Marc de Saint-Exupéry, assicuratore, e di Marie Boyer de Fonscolombe, pittrice. Come le due sorelle, Marie-Madeleine e Simone, il piccolo Antoine dimostrerà una grande immaginazione e un precoce talento teatrale che eserciterà con il loro aiuto. Sua sorella Simone lo soprannominerà «Le Roi soleil» a causa dei suoi capelli biondi, così come biondo sarà il suo Piccolo Principe.

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Antoine Saint-Exupéry divenne scrittore, giornalista ed inventore, ma anche un appassionato ed esperto aviatore, tanto che riuscì a scoprire nuove rotte tra l’Europa, l’Africa, il Sud America.

Il suo primo volo risale all’età di 12 anni, poi acquisisce il brevetto e, infine, diventa pilota nella Compagnia Latécoère-Aéropostale.

È da tutti conosciuto come il “padre” del celebre libro “Il Piccolo Principe”, bestseller con 150 milioni di copie vendute in 275 edizioni, terzo nella classifica dei libri più venduti, dopo la Bibbia e la Divina Commedia. Il Piccolo Principe, pubblicato il 6 aprile 1943, è, infatti,  il libro più letto e tradotto al mondo, 220 tra lingue e dialetti.

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La sua vita è fortemente legata a quella del Piccolo Principe, tanto da poter considerare l’opera una sorta di autobiografia della sua anima in volo.

Il 30 dicembre del 1935, Saint-Exupéry, precipita tra le dune sabbiose del deserto libico, dove, però, viene ritrovato, stremato, da una carovana di nomadi. Questa sua esperienza sembra essere narrata nel Piccolo Principe, in quanto non è forse tra le dune che l’io narrante del Piccolo Principe, l’aviatore caduto con il suo aereo, incontra il bambino che viene dall’asteroide B612?

Ma è il 31 luglio 1944, che Saint-Exupéry scompare misteriosamente.

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Proprio oggi, infatti, ricorre il settantesimo anniversario della sua enigmatica morte, forse preannunciata nel suo libro: “Sembrerò morto, e non sarà vero …” .

Era, infatti, il 31 luglio del 1944, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, Antoine Saint-Exupéry decollò con un F-5, versione da ricognizione di un Lockheed P-38, dalla base militare di Borgo in Corsica, diretto verso Lione, ma fu abbattuto da un pilota tedesco della Luftwaffe, mentre sorvolava il Tirreno, scomparendo misteriosamente.

Sembra anche che prima del decollo, Antoine avesse confessato ad un amico “Vorrei sparire come il mio piccolo principe”. Questo alimentò infatti anche le voci di un suicidio oltre che di un guasto tecnico. Si parlò addirittura di sabotaggio, vista la forte inimicizia che lo contrapponeva al futuro presidente francese Charles De Gaulle.

Un mistero perdurato fino al settembre 1998, quando nelle reti di un pescatore di Marsiglia rimase impigliato un braccialetto d’argento su cui erano incisi i nomi di Saint’Ex (veniva chiamato per lo più in questo modo), della moglie Consuelo e della casa editrice newyorkese che aveva pubblicato nel 1943 “Il Piccolo Principe”.

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I resti del suo velivolo furono ritrovati solo nel 2004, a sessanta metri di profondità, al largo dell’Île de Riou e, nel 2008, Horst Rippert, ottantenne ex-pilota della Luftwaffe, confessò di aver abbattuto col suo Messerschmitt Bf 109, proprio nella notte del 31 luglio 1944, un F-5. Rippert dichiarò “Quando ho saputo di chi si trattava, ho a lungo sperato che non si trattasse di lui”. Le opere di Saint Exupery infatti, specie “Terra degli Uomini” e “Volo di notte”, furono fonte di ispirazione per una intera generazione di piloti, Rippert incluso.

A questo punto erano stati trovati il bracciale, i resti dell’aereo e il suo presunto carnefice, ma di Saint-Exupéry nessuna traccia.

La vita del celebre scrittore è stata certamente breve, intensa ed avvolta nel mistero.

Carmen Giordano

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A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.