Moda: campagna #RunwayForAll su Istagram per una bellezza naturale, lontana dai canoni

Campagna

La campagna #RunwayForAll per sdoganare nella moda una bellezza lontana dai canoni, fuori dagli schemi, reale e naturale, è stata lanciata dai gestori di Istagram il 1° giugno e dura fino ad oggi, 7 giugno. Un giorno è stata pubblicata la foto di una modella “curvy” – dalle forme morbide, non “scheletrica” o addirittura anoressica come al solito – ; un altro la foto di una ragazza che lavora nell’ambito della moda ma è disabile; un altro giorno ancora quella di un’indossatrice che ha caratteristiche teoricamente inestetiche come le lentiggini, il colore della pelle diverso da quello bianco – ma d’altra parte Naomi Campbell ha già avuto lo straordinario successo che ha avuto, pur essendo nera e anzi è soprannominata proprio “la Venere Nera” – o magari è stata pubblicata la foto di un modello dall’aspetto non proprio mascolino e dichiaratamente omosessuale.

La manifestazione virtuale è iniziata con Mama Cax, 27 anni, blogger di moda e viaggi con oltre 53mila followers. Nata a Brooklyn ma cresciuta tra Haiti e Montreal, a 14 anni ha sofferto per un cancro alle ossa e ai polmoni, a causa del quale i medici le diedero solo tre settimane di vita. Riuscì a salvarsi, ma dovette subire l’amputazione della gamba destra, a seguito della quale ha portato una protesi. Lei, però, non se ne vergogna affatto e non ha nemmeno timore di mostrare la gamba amputata. “La bellezza non sempre indossa una taglia zero e non sempre cammina su due gambe”, ha spiegato Mama su Istagram. I risultati che Mamma ha ottenuto nella vita, le hanno anche fatto superare la paura di non poter avere futuro nell’ambito della moda in quanto nera.

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Poi c’è la foto di Shaun, 25 anni, primo modello afroamericano albino, che oltretutto deve fare i conti con la propria omosessualità. Lavora ormai da dieci anni e ricorda come, ai suoi esordi, i modelli fosse “tutti uguali”. Si è reso conto che la sua scelta di entrare nel mondo della moda, nonostante le sue caratteristiche, ha aiutato l’industria ad evolversi nel suo modo di vedere la bellezza. Inoltre non ha mai voluto nascondere di essere gay, benchè gli agenti gli dicessero che un modello doveva essere “macho” – oggi palesemente non è più cos, anzi talvolta si arriva davvero all’estremo opposto –.

Ancora, su Facebook c’è la bellezza “curvy” e lentigginosa della modella francese Clémentine Desseaux e della modella afroamericana Londone Myers, che era stata vittima di bullismo ai tempi della scuola per il colore della sua pelle e per suoi riccioli afro. Su Istangram ha espresso la sua soddisfazione perché oggi l’industria della moda non costringe più le modelle nere a stirarsi la chioma “ribelle”. Ora sono semplicemente accettate pe quello che sono: “vere”.

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).