Trapiantati con successo tre cuori privi di vita

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L’ospedale di Sant Vincent’s (Sidney) annuncia questo grande successo della medicina, tre cuori privi di vita sono stati trapiantati e resuscitati. Una novità che sopperisce al problema della carenza di donatori nel mondo e riesce così a salvare più vite possibili. Il team dell’ospedale in questione ha lavorato su l’Ocs acronimo che nomina l’organ care system,cioè quel macchinario che consente di rianimare e tenere in vita il cuore in attesa di trapianto: l’organo viene messo in una soluzione per la conservazione e poi collegato ad un circuito di fluido sterile che rimette in vita il battito cardiaco e mantiene il cuore al caldo. L’esperimento ha avuto successo già due mesi fa quando Michelle Gribilar, 57 anni, ha ricevuto il primo cuore “resuscitato”.

In Italia il direttore del Centro Nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa ha posto l’attenzione sull’etica, desidera infatti applicare questa «interessante novità» con cautela perché bisogna prima stabilire come sia stato accertata la morte dei donatori. Aggiunge Costa: «C’è un grande lavoro anche in Italia su come mantenere in vita organi come cuore e polmoni dopo la morte del donatore, e alcune esperienze ci sono già anche qui da noi: tutto quello che può aumentare la disponibilità e la qualità degli organi è interessante, ma va valutato con attenzione».

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I ricercatori australiani hanno lavorato per 20 anni su questo progetto che spalanca una serie di opportunità infatti, se si riesce a dare il via al trapianto di organi morti si riusciranno ad eliminare le  interminabili liste d’attesa.