Ucraina: il fragile equilibrio di una tregua che vacilla

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Inizio di settimana che si apre all’insegna di incertezze e contraddizioni. La tregua siglata lo scorso venerdì a Minsk appare pericolosamente in bilico e sul fronte orientale del paese la tensione resta alta.

Si registra almeno un morto a seguito dei bombardamenti che hanno coinvolto l’area di Mariupol, importante città portuale sotto il controllo delle forze governative, dove in giornata si è svolta la visita del presidente Poroshenko. Colpi di artiglieria hanno scosso pure la zona aeroportuale di Donetsk, roccaforte dei ribelli filorussi, e il vicino centro di Avdiivka.

Sul fronte diplomatico si alternano timidi spiragli d’apertura a pericolosi segnali di tensione. Le forze di Kiev e i ribelli dell’est hanno pianificato uno scambio di prigionieri, che dovrebbe avvenire mercoledì 10 ottobre. Nel frattempo sono state avviate manovre ed esercitazioni navali nel Mar Nero, attraverso l’impegno congiunto tra le forze navali di Usa, Ucraina, Canada, Spagna e Romania, con intento di perfezionamento gestionale e mantenimento della sicurezza.

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Nell’ambito della diplomazia europea, le parole del presidente Van Rompuy avevano tratteggiato la possibilità di una revisione delle nuove sanzioni inflitte alla Russia, in caso di un serio avvio di negoziati di pace. Ma tale ipotesi, ad oggi, resta un’ eventualità subordinata alla tenuta della (fragile) tregua, proprio nel giorno in cui gli stati membri dell’ Ue hanno approvato e formalizzato le nuove misure sanzionatorie contro Mosca. Pronta la replica del premier russo Medvedev, che in un’ intervista al quotidiano Vedomosti ha minacciato l’attuazione di contro-sanzioni “asimettriche”, come la chiusura dello spazio aereo nazionale.

Contro i provvedimenti Ue si è espresso pure Silvio Berlusconi, ribadendo una posizione “controcorrente”, ma ormai non troppo inaspettata. Era fine maggio, infatti, quando l’ex premier italiano – in un’ intervista concessa a Geremy Paxman per la BBC – mostrava solidarietà e vicinanza alla Federazione Russa dell’ amico Vladimir Putin. Ed è di ieri l’ultima arringa del Cavaliere, che nel corso di un collegamento telefonico con un raduno dei giovani di Forza Italia, ha espresso netta disapprovazione verso le decisioni e i provvedimenti “ridicoli” dei vertici occidentali, a suo dire colpevoli di aver minato i risultati raggiunti dal vertice di Pratica di Mare del 2002 (l’ evento che secondo Berlusconi avrebbe posto fine alla Guerra Fredda).

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