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Alexey Navalny dimesso dall’ospedale di Berlino dopo 32 giorni di coma

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Alexey Navalny l’attivista e oppositore russo è stato dimesso ieri dall’ospedale Charity di Berlino dove era ricoverato da circa un mese in terapia intensiva, a causa di un grave avvelenamento avvenuto durante il volo Siberia-Mosca.

“Sta bene” arriva la conferma dall’ospedale

La notizia è stata data dall’Ospedale di Berlino che in un comunicato postato sui social ha detto “le condizioni del paziente sono migliorate a tal punto da poter essere dimesso dalle cure ospedaliere e si ritiene possibile una guarigione completa“. Anche se bisogna andarci cauti dicono gli esperti perchè i possibili effetti dell’avvelenamento non sono ancora del tutto chiari a lungo termine. L’oppositore russo ha ringraziato la moglie per essergli stata accanto durante il buio periodo del coma scrive su twitter “Yulia, mi hai salvato, e lascia che lo mettano nei libri di testo di neuroscienze“.

Navalny, avvelenato con un potente agente nervino

Navalny era arrivato a Berlino il 22 agosto dove era stato trasferito per insistenza della moglie. E’ stato avvelenato con un potente agente nervino Novichock accertato poi dai medici tedeschi. In un primo momento i sospetti sono caduti sul tè che aveva bevuto poco prima di imbarcarsi in aeroporto ma poi da ulteriori verifiche i sospetti sono caduti invece su una bottiglia d’acqua rinvenuta in una stanza di albergo a Tomsk che conteneva la neurotossina. Ma il Cremlino ha sempre respinto le accuse dicendo di non vedere alcuna prova che accerti l’avvelenamento e oltre a respingere le accuse non ha avviato nessuna indagine interna per chiarire quanto è successo a Navalny.

Dove andrà l’oppositore russo? secondo alcune fonti egli aveva raccontato tutto a un magistrato e non appena si fosse completamente ripreso era disposto a ritornare in Russia.

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