Bernardo Lanzetti presenta il nuovo album Horizontal Rain

Intervista a Bernardo Lanzetti

Bernardo Lanzetti è genio ed estro. Voce potente del rock, la migliore degli Anni ’70. Nasce a Casalmaggiore il 21 novembre 1948. Terminati gli studi di chimica negli Stati Uniti, negli anni ’70 torna in Italia e ha la geniale idea di fondare un gruppo rock progressivo Acqua Fragile. Con loro pubblica due album nel 1973 Acqua fragile e l’anno dopo Mass-Media Stars. Dal 1975 al 1979 è il cantante della Premiata Forneria Marconi con la quale incide tre album: Chocolate Kings (1976), Jet Lag (1977) e Passpartù (1978).

Il nuovo album Horizontal Rain

Il 7 maggio scorso è uscito il suo nuovo album da solista Horizontal Rain. Un album composto da 9 brani di cui 8 in inglese e 1 in italiano. 19 musicisti, 7 elementi di coro della Compagnia Teatrale O.L.B.C di Foligno e la straordinaria estensione vocale di Bernardo Lanzetti che supera le 3 ottave. Un lavoro accurato e dettagliato, limato con destrezza dal produttore Dario Mazzoli con l’ausilio prezioso di 8 tecnici del suono che hanno registrato, mixato e masterizzato il tutto. In Horizontal Rain, il maestro Lanzetti si racconta e ci racconta trasportandoci con la sua voce potente, avvolgente e travolgente in un viaggio tra passione, nostalgia, furia ed ironia. L’album è stato registrato e mixato a Los Angeles, Londra, Marbella, Milano, Piacenza, Perugia e Woodstock.

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Intervista a Bernardo Lanzetti

In occasione dell’uscita dell’album lo abbiamo incontrato telefonicamente e ha risposto cordialmente e grande professionalità ad alcune nostre domande.

“Buongiorno Maestro e grazie mille per l’intervista che ci stai concedendo”.

“Buongiorno e grazie a te”.

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“Per rompere il ghiaccio, ecco, inizierei con il ripercorrere un po’ brevemente la sua lunga carriera nel campo musicale. Negli anni ‘70 sei tornato in Italia, dopo aver terminato gli studi in America, e hai fondato il gruppo rock progressivo Acqua Fragile. Ma dimmi quando e come è nata la tua passione per la musica e quindi poi l’idea di formare un gruppo musicale?”

“Parto col dire che la mia passione per la musica, è sempre stata per il canto. Ho iniziato a cantare da solo, senza maestri, senza nessuno. Si andava in chiesa e si cantava. La cosa più importante era avere l’intonazione. Poi quando è arrivato il rock and roll alla radio ho avuto la fortuna di avere un fratello di due anni più grande e ho avuto l’opportunità di ascoltare Elvis Presley, Chuck Barry e altri cantanti rock. Poi a 16 anni sono andato negli Stati Uniti e lì è cambiato tutto perché lì si respirava musica ovunque. Lì la musica è un fatto quotidiano che pervade la società. Ero ospite di una famiglia in cui c’era un ragazzo che faceva il musicista e che si è ritirato un paio di anni fa e quindi ho avuto modo di avere un contatto diretto e continuo. Allora, diciamo che ancora non avevo deciso di fare della musica la mia vita. La mia idea inizialmente era quella di fare lo scienziato, di inventare qualcosa di straordinario. Sai, era il periodo della luna, dello spazio. Tornato in Italia ho creato la mia prima band gli Acqua Fragile, poi Franco Mussida ci ha fatto fare i provini e ci hanno portato alla Ricordi Uno e abbiamo fatto il primo disco. Poi siamo andati anche in tournée aprendo i concerti della PFM. Poi, nel momento in cui la PFM aveva bisogno di un cantante, si fecero avanti e inizialmente mi presi del tempo prima di accettare e non la presero bene. Tre giorni prima di incidere una loro canzone mi chiamarono e decisi di accettare. Iniziò così la mia collaborazione con loro. Poi, lasciata la PFM ho collaborato con altri gruppi. Ho rimesso insieme gli Acqua Fragile e mi sono dedicato di più alla sperimentazione cercando nuove strade”.

“Agli inizi degli anni ‘80 inizia la sua carriera da solista. Pubblicherà ben 5 album. Cosa ricorda di quel periodo che sembra essere stato tra i migliori e più ricchi per quanto concerne l’ispirazione?”

“Beh diciamo che in quel periodo mi sono dedicato anche io alla canzone ma nessuno mi reputa autore anche se scrivo i miei testi e curo anche la musica e gli arrangiamenti. Lì diciamo che è importante anche curare la promozione artistica cosa che io non ho mai avuto da parte delle case discografiche che mi rappresentavano all’epoca. Così poi ho deciso di ritornare a lavorare con i gruppi su produzioni che fossero più artistiche”.

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“Il 7 maggio è uscito il tuo nuovo album Horizontal Rain ecco raccontaci un po’ come nasce questo album che ho visto hai arricchito anche con messaggi artistici”.

“Il nuovo album Horizontal Rain è tra i più completi della mia carriera solista e tra i più felici in quanto ho avuto la fortuna di collaborare con grandi artisti internazionali. Diciamo poi che ho sempre avuto la passione per il disegno che poi con la musica ho messo un po’ da parte. Quando ho ripreso mi sono accorto che ero migliorato tantissimo e allora ho detto a questo punto aggiungiamo anche la pittura oppure aggiungiamo le tecniche miste. Io sono completamente autodidatta. Sono sempre stato scettico sull’utilizzare i miei disegni per una copertina del disco. Però questa volta avendo del materiale valido ho deciso di utilizzarlo in quanto aggiunge linee che io definisco i miei fantasmi. Il disegno della copertina raffigura una figura mitologica del futuro. Probabilmente la musica elettrica che è investita da una pioggia orizzontale magnetica, mediatica e cerca di respingere l’urto sacrificando anche la propria chitarra che ha deciso di procedere con energia”.

Quali sono ora i suoi progetti futuri, ovviamente Covid permettendo?

“La speranza è quella di poter tornare a fare concerti live, anche se per ora è tutto fermo. Chi organizza non ha ancora tutti i protocolli chiari. Bisogna vedere come si svilupperà l’agenda e il tutto. Io sono pronto ma al momento non posso fare previsioni. La mia voce non mi ha mai abbandonato e ancora oggi sono re della mia voce”.

“Se dovesse rivolgersi ad un bambino o una bambina che ha un sogno qualunque esso sia questo sogno. Quale consiglio si sentirebbe di dare dall’alto della sua esperienza di vita?”

“Bisogna ascoltarsi molto e seguire l’istinto. Bisogna essere anche molto fortunati in famiglia e non avere molti contrasti. Bisogna anche lottare per i propri sogni e obiettivi così che la famiglia una volta che vedono la determinazione alla fine ti appoggiano anche e quindi diventa più facili. Bisogna però essere pronti ad affrontare sfide e periodi di sconforto che possono durare anche a lungo. In fondo tutti gli artisti che mi hanno preceduto hanno sempre avuto una vita travagliata o comunque hanno dovuto lottare per realizzare il proprio sogno e far uscire fuori la propria arte. Tutto questo dona forza ed energia”.