Il nuovo DPCM che reca con sé l’inizio di nuove restrizioni ha il suono di un dietrofront dinnanzi all’uscita dallo status di emergenza Covid ma il Presidente del Consiglio Conte invita a non abbassare la guardia visto il numero di contagiati in netta risalita. A farne le spese di queste restrizioni sono le PMI, piccole e medie imprese che dopo il lockdown avevano iniziato a far risalire le proprie entrate. Il nuovo DPCM ha chiesto un ulteriore sacrificio alle PMI con la chiusura anticipata alle ore 18. Tale restrizione ha interessato nello specifico: ristoranti, bar, caffetterie, pasticcerie. Tra le varie proteste, è singolare e civile quella che porta il nome di Giovanna Mirabelli per Le VELE CAFFÈ in una via centrale del capoluogo bruzio, tale Cosenza.
Chi è Giovanna Mirabelli
Donna dal carattere e dal temperamento calabrese che si ribella per la seconda volta dinnanzi alle restrizioni da Covid. Se la prima volta mostrava il suo sdegno incatenandosi dinnanzi alla sua attività, recentemente ha deciso di “s-catenarsi”, così recita un post sul suo profilo Facebook. Titolare di una neonata attività dal nome LE VELE CAFFÈ sita in Cosenza, la donna a 49 anni si dice pronta a “difendere i suoi sacrifici e la sua dignità di lavoratrice” alla luce del sole tanto da suscitare ammirazione per la sua tenacia dinnanzi agli occhi di chi osserva il suo agire. La protesta di Giovanna Mirabelli nel frattempo diventa encomiabile a tal punto che la donna riceve l’invito del Direttore generale nazionale di FENIMPRESE al ritiro di una premiazione speciale come imprenditrice d’eccellenza per la provincia di Cosenza e per aver rappresentato la Calabria nella migliore forma con forza e coraggio.

Intervista a Giovanna Mirabelli
La crisi economica atterrisce i commercianti. Lei si ribella per la seconda volta mostrando simbolicamente la bandiera dell’Italia con uno slip nero. Qual è il suo messaggio? Quali sono le conseguenze della chiusura delle attività di ristorazione alle ore 18 come restrizione dell’ultimo DPCM?
Il lockdown di Marzo ha lasciato zoppe le attività commerciali italiane. Le spese e gli incassi mancati hanno messo in ginocchio migliaia di imprenditori. E adesso il nuovo mini lockdown ci sta procurando una perdita di circa il 50% del fatturato. Moltissime p.i., piccole imprese, non riusciranno a sopravvivere! E visti i presupposti, verranno compromesse anche le entrate previste per il periodo natalizio a causa della mancanza di fondi! Il senso della bandiera con gli slip neri rappresenta la morte di migliaia di attività!
Qual è la sua richiesta al Presidente del Consiglio a metà tra il rispetto delle restrizioni e l’aiuto per le piccole e medie imprese?
Personalmente, avrei da proporre al Presidente del consiglio uno svolgimento delle attività di bar e somministrazione fino alle ore 23:00 contingentando gli ingressi nel rispetto del distanziamento sociale. Per i ristoranti, avrei proposto il ridimensionamento dei posti a sedere sempre nel rispetto delle norme di sicurezza anti contagio Covid; in più avrei proposto un aiuto economico diretto e proporzionato alla differenza di fatturato 2019 / 20 stesso periodo. A quest’ultima proposta si allega Il congelamento, almeno per un anno di tutte le imposte dovute allo Stato!
IL DECRETO LEGGE RISTORI
La sua opinione sul recente Decreto Legge Ristori ?
Purtroppo non è sufficiente. Suona esattamente come il “famoso bazooka di fuoco” che annunciava il Premier durante il lockdown di Marzo / Aprile. Piogge di miliardi che si sono tradotti in 600 euro per due mensilità ! I 5 miliardi di euro inseriti nel Decreto Ristori emanato ieri , dividendolo per circa 350 mila di p.i. aventi diritto , si traduce in circa 2.900 euro per quanto riguarda i Bar ! Si desume una perdita per ogni singolo mese di mini lockdown superiore 10 volte la somma prevista ! Di conseguenza concludo dicendo che anche quest’ultimo Decreto Ristori rappresenta per la nostra categoria una grande e totale presa in giro!
Si ringrazia GIOVANNA MIRABELLI per aver concesso l’intervista.











