Vincenzo De Luca ha tenuto ieri pomeriggio una diretta in cui ha ampiamente criticato le scelte governative degli ultimi mesi che hanno portato alla nuova situazione di emergenza nazionale.
Cosa ha sbagliato il governo?
Nelle dichiarazioni di ieri non è stato difficile scorgere la voglia di rivalsa di De Luca, figura più volte presa sotto mira da parte dei media.
Il governatore ha infatti avuto parole per tutti quelli che negli ultimi mesi lo avevano criticato per una linea considerata troppo severa adottata già da inizio autunno in Campania.
Se infatti da una parte De Luca si è detto soddisfatto della decisione governativa di dichiarare la regione zona rossa, dall’altra ha voluto rimarcare quello che nella sua visione è un grave ritardo del governo nella gestione del virus.
Anzitutto il presidente di Regione ha criticato l’approccio che il governo ha avuto per le chiusure regionali basatesi sull’andamento dei contagi nei vari territori.
Una simile strategia non funzionerebbe, agli occhi di De Luca, a causa dell’andamento tutt’altro che costante del virus il quale fa registrare ogni giorni numeri che non seguono un andamento lineare.
Il governatore ha poi insistito su quello che a detta sua sarebbe un vero e proprio attacco mediatico subìto dalla regione nei mesi scorsi.
In merito però non si può fare a meno di avere qualche dubbio.
Se infatti, come detto da De Luca, la Campania è spesso stata nominata da molti giornali nazionali, è innegabile che una tale importanza mediatica derivi anzitutto dalla personalità eccentrica del governatore, il quale negli ultimi mesi ha attratto i riflettori su di sé con dichiarazioni discutibili sotto vari punti di vista.
Divisioni interne alla Regione
Le parole di De Luca non si sono però limitate al comportamento del governo: parte della conferenza è stata infatti dedicata alle decisioni prese da alcuni sindaci della Campania.
In particolar modo è stato preso di mira il sindaco di Napoli, colpevole agli occhi del governatore di aver contraddetto ordinanze regionali di quest’estate sul Covid e dunque di essere in qualche modo complice della nuova situazione di emergenza sanitaria.
Insomma le dichiarazioni di De Luca non hanno davvero risparmiato nessuno e suonano alle orecchie di alcuni come una vera e propria rivincita del governatore sui suoi detrattori.
Parole simili però tradiscono un chiaro distacco presente tra il presidente e le istituzioni, sia governative che regionali, le quali si trovano ora sotto attacco pur avendo soddisfatto le richieste di De Luca.
È sicuramente vero che manovre simili potevano essere prese con più largo anticipo e che la gestione governativa non sia stata brillante, ma allo stesso tempo si devono comprendere le difficoltà che un immediato lockdown avrebbe potuto portare con sé.
Se da una parte infatti De Luca ha evidenziato come una seconda chiusura totale a settembre avrebbe permesso un Natale da passare in tranquillità, si è dimenticato però di dire quali norme dovrebbero essere applicate dopo un mese passato in casa.
E quest’ultimo non è affatto un passaggio da poco: continuare con un pattern che prevede lockdown e mesi di libertà non pare infatti essere una strategia efficace se si vuole contrastare il virus.
Pare inoltre superfluo ricordare la reazione cittadina dopo le dichiarazioni del governatore di qualche settimana fa in merito all’intenzione di chiudere tutto nuovamente.
Insomma nel prendere decisioni così forti serve anche avere un certo tatto, caratteristica che a Vincenzo De Luca sembra inequivocabilmente mancare.











