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Guida galattica alla crisi di governo per elettori in vacanza

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La crisi di governo è politicamente iniziata giovedì 8 agosto, il giorno dopo la votazione sul TAV, in cui M5S e Lega Nord hanno deciso d’imboccare strade diverse. Quella stessa sera d’agosto, la Lega Nord ha infatti diffuso attraverso un comunicato che l’esperienza di governo giallo-verde era finita e bisognava perciò andare al voto il prima possibile. Tra giovedì 8 e martedì 20 agosto, giorno in cui si è parlamentarizzata la crisi e il premier Conte si è dimesso, se ne sono viste e sentite di tutti i colori, anche se ad essere sinceri il colore è stato quasi sempre uno, il marrone. Ecco un resoconto per chi era furbescamente in vacanza e non ha seguito la lotta politica. Pensieri sparsi quà e là:

  • Se la tattica suicida messa in atto da Salvini in questi 12 giorni è tutta farina del suo sacco, male. Ma se è invece partito tutto da Denis Verdini, suocero e grillo parlante del leader leghista, molto male;
  • L’azione di Salvini, cioè di staccare la spina vitale al governo di cui era ministro e vice-premier, è apparsa agli occhi di tutti molto avventurosa, raffazzonata, organizzata frettolosamente ed in modo superficiale. Strano che Matteo Salvini, in politica da quando era appena 18enne e perciò molto navigato ed esperto, si sia mosso in maniera così scadente;
  • I due Mattei (Salvini e Renzi) non hanno solo il nome in comune. Sono infatti entrambi dei mentitori seriali. Il Matteo leghista fa il figo dicendo di non temere i processi, ma poi sfrutta l’immunità parlamentare per non rischiare la condanna. Ancora il Matteo leghista prende subito le distanze da Berlusconi, per poi tornare da papà e bere dal suo biberon con l’obiettivo di formare una coalizione. Il Matteo piddino giura invece di ritirarsi dalla politica in caso di sconfitta al referendum, ma poi si attacca con le unghie e con i denti alla cadrega del senato;
  • Esattamente come è stata legittima e democratica l’alleanza messa in piedi dopo le elezioni di marzo 2018 tra M5S (primo partito al 32%) e Lega Nord (terzo partito al 17%), lo sarebbe anche un’eventuale nuova alleanza tra M5S e PD (secondo partito al 18%);
  • Matteo Renzi, dopo la batosta delle ultime elezioni politiche, ha lasciato la segreteria del PD e si è accomodato in silenzio nel suo seggio in senato. Ora che si è però liberato un po’ di spazio e c’è la possibilità di assaporare di nuovo un po’ di miele del potere, eccolo tornare immediatamente alla ribalta;
  • Lega Nord e PD, inseparabili nemici, hanno votato insieme e contro il M5S sia le mozioni pro-TAV, che il rinnovo del finanziamento pubblico milionario a favore di Radio Radicale;
  • Salvini in questi anni si è dimostrato un grande leader politico. Un bravo piazzista, un ottimo comunicatore ed un astuto acchiappa voti. E’ perciò un leader della Madonna, cosa che gli dà il permesso di baciare il crocifisso durante i suoi comizi pubblici;
  • Il giorno 14 agosto, primo anniversario dalla caduta del ponte Morandi di Genova, si sarebbe dovuto votare in aula la revoca della concessione autostradale ad Atlantia, ma invece no. Si è votato per calendarizzare la sfiducia al governo presentata dalla Lega Nord;
  • La fine del governo giallo-verde, cercata e voluta da Matteo Salvini, potrebbe portare a uno schema tutt’altro che simpatico. M5S-PD da una parte e Lega Nord-Berlusconi dall’altra;
  • Matteo Salvini ha in questi giorni ripetuto alla nausea che i parlamentari sono pagati per lavorare nello stesso modo a gennaio come in agosto, nonostante lui fosse da 2 mesi in spiaggia a tracannare mojito;
  • Salvini dovrebbe essere riconoscente verso il M5S, che lo ha salvato da un processo e da una ipotetica condanna. Cuore ingrato.
  • Il vicepremier e ministro del lavoro Luigi Di Maio dovrebbe ora fare un passo indietro. La sua missione di guidare l’Italia insieme alla Lega Nord è fallita;
  • Il discorso in senato dell’ex-premier Conte ha aperto gli occhi a molti. Salvini ha anteposto la sua personale brama di potere e gli interessi della Lega Nord al lavoro del governo per l’Italia e gli italiani, inseguendo dei sondaggi astratti, non reali, proprio come l’oroscopo;
  • L’ex-premier Conte ha svelato le balle di Salvini e della Lega Nord. Il M5S come partito dei NO non esiste, se non nella testa di Salvini stesso;
  • Matteo Salvini è intervenuto al senato ieri durante la parlamentarizzazione della crisi di governo. Alle ore 16:00 ha affermato dai banchi della Lega Nord che riaprirebbe la crisi di governo e rifarebbe tutto. Alle ore 20:00 ritira la sfiducia. Un ragazzo coerente (mica tanto);
  • Lo sfogo con la bava alla bocca del senatore De Falco (gruppo misto) contro Salvini, al quale intimava di andarene a casa, è da Premio Oscar. Solo Al Pacino, De Niro o Jack Nicholson sarebbero stati in grado di fornire un’interpretazione migliore;
  • Salvini è in questi giorni sembrato un gambero verde, autore di tanti passi indietro e giravolte. Prima apre la crisi e poi supplica di ricomporla. Prima dice di non voler votare il taglio dei parlamentari e poi lo vuole votare. Prima propone la sfiducia al Presidente del Consiglio e poi la ritira (codardo);
  • Nessuno riesce ad immaginare come il M5S, Luca Lotti, Maria Elena Boschi e Matteo Renzi riusciranno a guardarsi negli occhi per trattare senza sputarsi addosso;

Riccardo Chiossi

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