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Il covid-19 è un virus naturale o artificiale? La risposta del virologo Pregliasco

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Dovremmo convivere con questo virus” esordisce così il virologo Fabrizio Pregliasco dinnanzi alla nostra preoccupazione di un ritorno di fiamma del nemico COVID-19 anche detto Coronavirus. Il Virologo Pregliasco, altresì, aggiunge “forse rimarrà una situazione di limitata diffusione e potremmo nonché dovremmo essere in grado di riuscire ad individuare i focolai precocemente e limitarne la diffusione. Insomma mantenerlo basso!“.

Intervista al Virologo Pregliasco

È incoraggiante il tono di voce che il virologo Pregliasco assume nel corso dell’intervista. A tal proposito si chiede al Dottore – Virologo se c’è un modo per tenere sotto controllo questo ritorno di diffusione e prontamente il virologo Pregliasco risponde “intanto mantenendo alta l’attenzione nei gesti quotidiani e limitando i contatti per quanto possibile. Poi l’individuazione dei soggetti sintomatici che vanno controllati senza nascondersi. Sicuramente il soggetto che ha i sintomi, anche se non diagnosticato, resta a casa come nel caso dell’influenza. In più sarà necessaria la misurazione della temperatura negli ambienti di lavoro che è già prevista. È chiaro che ci si possa nascondere se si ha la febbre, prendendo un’aspirina e continuando a lavorare. Ma è certo che con quello che è stato pianificato in termini di momenti di contatto, l’esecuzione di test sierologici ed eventualmente del tampone, ci si potrà permettere d’individuare questi casi ed i contatti stretti. È ovvio che se una persona ha la febbre, prende l’aspirina e va a lavorare ma dopo la responsabilità è del singolo“.

Ad ampio spettro come un guerriero che studia dall’alto la situazione che andrà ad affrontare, il Virologo Pregliasco sembra avere sempre l’arma giusta nel fodero e pronta per ingannare il nemico COVID-19. L’ampia conoscenza e padronanza della situazione bellica in quanto a virus rassicura il desiderio di libertà che dopo il 4 maggio ha dato il via libera alla popolazione italiana che a loro volta hanno rispettato diligentemente il lockdown.

Il controllo del Coronavirus

La logistica del controllo del Coronavirus è spiegata così dal Virologo “l’organizzazione territoriale adesso è più pronta.. anche in Lombardia all’inizio si era fatta un’opera di tracing sistematico poi travolti dall’emergenza non è stato più possibile. Ora invece si sta attrezzando un po’ tutta l’Italia. Senza dubbio si è più reattivi”. Ma la perspicacia e la conoscenza non esclude la prudenza nell’agire ed è così sottolineata dal Virologo “abbiamo ancora delle mancanze di conoscenze però alcune cose del nemico le conosciamo di più“. A proposito di conoscenza si chiede al Virologo Pregliasco la sua opinione sull’idea di VIRUS ARTIFICIALE che circola da un po’ sia sui social e sia nel vociferare tra menti preparate.

COVID-19: è un VIRUS ARTIFICIALE?

La risposta saggia del Virologo “come tutte le fake news ci sono degli elementi di verosimiglianza per cui c’è un laboratorio di BLS-4 proprio a Wuhan. C’è il fatto che alcuni gruppi di ricerca nel passato avevano pure pubblicato dei lavori in cui avevano prodotto delle chimere di virus per l’appunto un Coronavirus del topo ricombinato con altri. Diciamo che una verosimiglianza c’è rispetto alla modalità di come si possano essere costruiti . Sulle similitudini di pezzi di virus mi sembra però che il professor Luc Montagnier non abbia ben convinto. In realtà è vero che ci sono parti comuni del VIRUS dell’ HIV ma alcuni pezzi in ogni Coronavirus sono riprodotti in tanti virus ergo tutto questo non dimostra. Ci sta che nel sequenziamento genetico di tutti gli isolati virali si veda una plausibilità di naturalità. Io propendo per questo. Ci sta benissimo che sia stata la natura. Poi probabilmente se sia stato qualcosa di artificiale, a cui io credo pochissimo, chissà si riuscirà a scoprire“. Il virologo è molto chiaro sulla sua visione scientifica del Coronavirus motivandone altresì il confronto con quella del professor Montagnier.

La quotidianità dopo il Coronavirus

Si conclude l’intervista con il Virologo Pregliasco proiettandosi alla vita dopo il Coronavirus “bisogna abituarsi a convivere… dobbiamo adattare per un bel po’ di tempo la nostra vita al virus nelle attenzioni quotidiane“. In virtù di tale prospettiva ci s’interroga sulla possibilità dell’intemperanza umana dopo il lockdown forzato seppur per una tutela personale ma il Virologo ritiene “noi ci aspettiamo dei focolai… sarà questa la sfida nel riuscire ad eliminarli… ci potrebbe essere potenzialmente una seconda ondata a distanza di alcuni mesi però forse riusciamo a mantenere un controllo sui focolai“. Dopo mesi d’informazione e di amarezze per le perdite da Coronavirus la barriera protettiva è stata creata e seguire le linee guida ci terrà al sicuro dal nemico. Si ringrazia il Virologo Pregliasco per l’attenta analisi della situazione e per la generosità d’informazione. Il consiglio di chiusura dell’articolo ha radici cinesi e sarà una frase a mo’ di aforisma del generale e filosofo cinese Sun Tzu Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali“!

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