Il nuovo Consiglio regionale pugliese

RISULTATI REGIONALI 2015

Anche in Puglia, alle elezioni del 31 maggio con 1.742.796 (48,8%) elettori su 3.568.409 aventi diritto è l’astensione a trionfare, mentre il grande sconfitto è certamente Matteo Renzi. Il suo PD registra una fortissima flessione rispetto al 40% delle europee 2014, in calo rispetto alla gestione Bersani e alle regionali del 2010. Prevedeva un 7-0 tradotto poi in 5-2, salvato principalmente dai candidati non allineati alla sua linea come Rossi, Ceriscioli, De Luca e Michele Emiliano, vincenti prevalentemente grazie al personale radicamento territoriale. Il Premier, che dovrà forse ravvedere le sue scelte poco di sinistra o le autoritarie posizioni Governative e sorde nei riguardi della minoranza interna al PD, aveva disertato la campagna elettorale pugliese persino in occasione del suo scalo tecnico a Bari. In polemica forse al neo Presidente della Regione Puglia, apparso spesso “autonomo” rispetto ai vertici dirigenziali e talvolta conflittuale, come nelle recenti posizioni su ddl scuole e Tap (San Foca – LE).

URAGANO A 5 STELLE

Soffermandoci all’analisi pugliese, il premio sorpresa va al M5S, che dopo un’interminabile testa a testa, sottrae la seconda posizione alla coalizione di Francesco Schittulli, ottenendo il seggio per Antonella Laricchia in qualità di primo candidato Presidente non eletto. Al contrario, restano fuori dal Consiglio il già citato oncologo, Rossi, Mariggio, Rizzi e ancora una volta Adriana Poli Bortone, candidata all’ultimo da Berlusconi, transfugando da Fratelli d’Italia.

SOLO IL 10% DEL CONSIGLIO E’ DONNA

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A discapito dei tanti annunci (strumentali???) del centrosinistra e del PD, tra i 29 componenti della maggioranza non configura neanche una donna. Probabilmente ha inciso la legge pugliese che privava la doppia preferenza sulla parità di genere, ma va sottolineato che lo stesso Emiliano, non ha mai convintamente sostenuto un candidato femminile presente nelle sue liste. Appare quindi, propagandistica l’indicazione delle sei donne PD, capoliste in tutte le sei circoscrizioni.
Nonostante i 12.744 voti non ce la fa l’ex assessore e vice Presidente regionale Loredana Capone (Lecce), così come alcune dirigenti del partito tra cui Annarita Lemma (4286), Antonella Vincenti (2461) e Patrizia Lusi (1930) o la regina delle preferenze alle amministrative di Bari, Anita Maurodinoia (7747), al centro di alcune polemiche con i GD pugliesi e di una presunta compravendita di voti. Non va meglio neanche tra le liste civiche a suo sostegno, dove pur spiccavano autorevoli nomi come la pm antimafia Desirèe Digeronimo (3474) o l’ex Presidente di InnovaPuglia, Sabrina Sansonetti (2321).
Le 5 donne elette dunque, siedono tutte all’opposizione e sono Francesca Franzoso di FI e 4 del M5S  Antonella Laricchia, Grazia Di Bari, Rosa Barone e Viviana Guarini che a 27 anni risulta anche la più giovane in Consiglio.

I RISULTATI DEGLI “IMPRESENTABILI”

Non giunge a via Capruzzi nessuno dei quattro “impresentabili” indicati dalla Commissione antimafia secondo i canoni della legge Severino, Enzo Palmisano (952), Giovanni Copertino (2083), Massimiliano Oggiano (1234) e Fabio Ladisa (3238), come neanche quei candidati accusati di presunta compravendita di voti (leggi articolo), tra cui Gianni Filomeno (3793) e Pippo Liscio (6825).

POLITICA IN FAMIGLIA

consiglio_regionale_puglia Nella neo assemblea spiccano alcuni cognomi già noti all’ambiente politico, parliamo dell’ex Deputato Pds Ernesto Abaterusso (15118) del PD, candidato (su richiesta di Emiliano???) al posto di suo figlio Gabriele, condannato in appello per bancarotta per distrazione; Napoleone Cera (3922), figlio di Angelo, Onorevole e Sindaco di San Marco in Lamis; Francesca Franzoso, figlia di Pietro, ex Consigliere provinciale, regionale e Deputato FI e PdL, tragicamente scomparso tre anni fa; Andrea Caroppo, figlio di Luigi, ex Sindaco di Minervino di Lecce per tre legislature e Consigliere regionale, infine, non certamente nuovo nel settore avendo già ricoperto il seggio di via Capruzzi, Alfonso Pisicchio, fratello dell’attuale e più volte onorevole Pino.

ELETTI CON ROGNE GIUDIZIARIE

Figurano tutti nelle file del PD i tre consiglieri eletti, con alcuni strascichi con la giustizia: Michele Mazzarano (rinviato a giudizio per finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta su Gian Paolo Tarantini), Donato Pentassuglia (rinviato a giudizio nell’ambito della maxi inchiesta Ilva con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di Girolamo Archinà) e Fabiano Amati (condannato in Appello a sei mesi per tentato abuso d’ufficio; fu sospeso dal Consiglio regionale per effetto della legge Severino e reintegrato qualche mese dopo per aver vinto il ricorso). Nella maggioranza di Emiliano anche Paolo Pellegrino, prescritto per il caso La Fiorita e all’epoca dei fatti capo della Asl di Bari e tra i trenta imputati, finiti ai domiciliari con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e falso.

CHI ESCE E CHI TORNA

Lasciano i banchi invece, Davide Bellomo (7613), Antonio Buccoliero (6334), gli ex assessori Leo Caroli (3771) e Fabrizio Nardoni (3110) e dopo moltissime legislature Donato Pellegrino (1772) e Onofrio Introna (5440), ritorna invece Cosimo Borraccino (3483).