Interviste
Intervista al regista Niccolò Sacchi protagonista ai Diversity Media Awards 2020

BERRY BEES MIGLIOR SERIE KIDS DELL’ANNO AI DIVERSITY MEDIA AWARDS, GLI OSCAR DELL’INCLUSIONE. La serie animata di Atlantyca in onda su Rai Gulp “con le sue tre protagoniste non stereotipate affronta i temi dell’empowerment femminile e dell’etnia in modo originale e altamente innovativo”.
Berry Bees, una coproduzione internazionale di Atlantyca con SLR Productions, Telegael e Studio Cosmos-Maya con la partecipazione di Rai Ragazzi e NINE Network, è stata premiata come Miglior Serie Kids dell’anno ai Diversity Media Awards 2020. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera in diretta streaming.
Come indicato nella motivazione ufficiale:
“Il premio viene assegnato in base ad una ponderazione tra i voti espressi dal pubblico (tramite il voto online) e il parere della commissione di Diversity. Berry Bees è risultata non solo la serie kids più amata dal pubblico, ma è stata particolarmente apprezzata anche dalla commissione perché con le sue tre eroine protagoniste non stereotipate affronta i temi dell’empowerment femminile e dell’etnia in modo originale e altamente innovativo, rendendola un prodotto unico nel mercato italiano”.
I Diversity Media Awards, gli “Oscar dell’inclusione”,
premiano i contenuti mediali che si distinguono per la rappresentazione inclusiva di genere e identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, etnia, età e generazioni, disabilità. Temi centrali anche della serie animata Berry Bees, che vede protagoniste tre ragazzine che conducono una vita apparentemente normale, almeno quando non sono impegnate a salvare il mondo per conto della B.I.A (Bee Intelligence Agency), un’agenzia segreta che le ha scelte per tutte quelle missioni in cui gli agenti adulti non possono intervenire.
In onda su Rai Gulp, Berry Bees (52 episodi di 12’)

è un concentrato di tutti gli ingredienti amati da ragazze e ragazzi: azione, avventura e segreti. Che si tratti di proteggere la barriera corallina da un misterioso sottomarino, o scoprire chi ruba i segreti dei ragazzini e li pubblica su un popolarissimo social network, le Berry Bees sono sempre pronte ad entrare in azione. Bobby, esperta di tecnologia e un po’ nerd, Lola, abile contorsionista e acrobata, e Juliette, attrice di talento e mentalista, formano il trio perfetto quando si tratta di infiltrarsi nel covo del criminale di turno, scoprire il suo piano e mandarlo a monte prima che sia troppo tardi. Il tutto rigorosamente in incognito. Con il supporto dei curiosi gadget che il capo dell’agenzia, Ms. Berry, fornisce loro in ogni episodio, le Berry Bees riescono sempre ad avere la meglio… e dimostrare ai cattivi che salvare il mondo non è solo “una cosa da grandi”.
Berry Bees è una coproduzione internazionale di Atlantyca con SLR Productions (Australia), Telegael (Irlanda) e Studio Cosmos-Maya (Singapore e India) con la partecipazione di Rai Ragazzi e NINE Network.
Per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il regista della serie Niccolò Sacchi
Qual è la sua formazione artistica? Quali studi ha fatto e come ha deciso che questo doveva essere il suo lavoro?
La passione e l’amore per questo lavoro meraviglioso che ti dà tantissimo, ma che ti chiede anche altrettanto, è arrivata un po’ per caso e molto per fortuna. Diciamo che ci siamo praticamente scontrati, guardati negli occhi e innamorati follemente.
Ho iniziato la mia attività nel mondo dell’audiovisivo come Producer di un’agenzia pubblicitaria anche se all’inizio, visti i miei studi, ero un Junior Account. Ero alle prime armi, ovviamente, e facevo da jolly, aiutavo un po’ tutti. A un certo punto mi capitò semplicemente di fare da aiutante al responsabile delle produzioni, quello che in agenzia tutti chiamano “producer”.
Prevalentemente, facevo lavoro da scrivania, rimanevo in ufficio, mi occupavo del back office. E poi, come succede spesso, una mattina sono entrato in ufficio e mi hanno spedito urgentemente sul set: il nostro producer non poteva essere presente e serviva qualcuno che lo sostituisse. Così, da un giorno all’altro, ho iniziato a lavorare nel mondo dell’audiovisivo, sono diventato prima producer d’agenzia e poi produttore di spot pubblicitari. In qualità di produttore di Green Movie Production ho iniziato a gestire il Cliente Ferrero e mi sono trovato prima a dover girare uno spot in tecnica mista, tipo Roger Rabbit o Space Jam, e poi una serie di spot in animazione. Stiamo parlando di animazione tradizionale, quella su carta, quella dove ti metti una serie di fogli sul braccio, li fai scivolare uno dopo l’altro e vedi il personaggio muoversi; quella fatta su tavoli luminosi; quella magica che tutti i bambini della mia generazione, e non solo, indicano come animazione DISNEY. E così che è nato il mio amore per questo mondo meraviglioso, “fantastico”.
La mia fortuna più grande è stata quella di aver avuto un grande maestro, colui che mi ha fatto da padre in questo mondo, Angelo Beretta, a cui sarò sempre grato. Inoltre, ho avuto l’onore e il piacere di veder lavorare e di lavorare con alcuni dei più grandi artisti, animatori italiani, da Walter Cavazzuti a Giovanni Ferrari, da Massimo Vitetta a Riccardo Mazzoli, da Michelle Fuzelier a Guido Orlandi e, successivamente, Davide Veca, Federico Ferrari, Alessandro Toccaceli, Marco Zanoni e tanti tanti altri. Da ognuno di loro ho cercato di imparare qualcosa: un segreto un gesto, un modo di descrivere una scena.
Il secondo colpo di fortuna è avvenuto quando Atlantyca mi ha proposto di fare il direttore di produzione e di supervisionare a livello creativo la serie animata di Geronimo Stilton. Affrontando questa nuova sfida ho avuto la possibilità di lavorare con un team di professionisti di Los Angeles e con il regista Guy Vasilovich affiancandolo nella realizzazione della prima e della seconda stagione di Geronimo Stilton.
Da lì in poi, Atlantyca mi ha dato la possibilità di occuparmi della regia di Bat Pat Stagione 1 e 2, di Geronimo Stilton 3 e di Berry Bees.
Immaginiamo sia felice di aver vinto questo Premio, ma secondo lei perché la scelta è ricaduta su questo meraviglioso lavoro e cosa ha fatto realmente la differenza?
Dopo aver vinto per tre volte il Premio Moige con Geronimo Stilton, è stata una grandissima soddisfazione ricevere questo premio per Berry Bees. E’ la dimostrazione del fatto che non solo il duro lavoro alla base dei nostri progetti viene apprezzato, ma che vengono riconosciuti anche i valori intrinsechi che lo animano.
Con Berry Bees abbiamo cercato sin dall’inizio di creare una serie con 3 bambine protagoniste, per un target sia maschile che femminile. La sfida infatti era quella di creare una serie per bambini in cui le protagoniste potessero essere viste come eroine sia dalle ragazzine che dai ragazzini di tutto il mondo. Ho capito che eravamo riusciti nel nostro intento quando hanno iniziato a chiamarmi vari amici e conoscente dicendomi che il figlio era un fan di Lola, di Bobby o di Juliette, ebbene sì, anche della bionda Juliette!
L’Italia è un paese pieno di Talenti ma sempre con limitatissime opportunità lavorative, soprattutto nel campo artistico. Secondo lei quale sarà il futuro dell’animazione italiana?
Grazie ad alcuni progetti che hanno avuto successo in tutto il mondo, alla qualità che le case di produzione italiane stanno proponendo sul mercato, al tax credit e a una più virtuosa gestione della televisione pubblica (Rai è il solo Broadcaster italiano che investe in animazione) il mercato dell’animazione italiana sta rinascendo. C’è ancora tanto da fare ma siamo sulla buona strada non solo per tenerci i nuovi talenti, che finalmente iniziano a trovare opportunità di lavoro e occasioni per mettersi in mostra, ma anche per far tornare grandi artisti che sono stati costretti a trasferirsi all’estero per poter lavorare.
A proposito di giovani talenti, ho avuto l’onore di fare da tutor a uno dei 5 cortometraggi vincitori del Contest Animiamoci per Giovani autori (il format di Animazione presentato da Anica e RAI Ragazzi in collaborazione con Videocittà, Cartoon Italia e ASIFA). Si tratta di cortometraggi realizzati da giovanissimi artisti, alcuni dei quali alla prima esperienza.
Attualmente a cosa sta lavorando? Ci può parlare dei suoi progetti futuri?
Purtroppo non posso entrare nello specifico dei progetti, la sola cosa che posso dire è che sto lavorando a due progetti diametralmente opposti, sia come target che come tecnica realizzativa. Ti lascio un solo piccolo grande indizio su uno dei due: per me potrebbe essere un ritorno alle origi









