La Sila dimenticata da tutti

La difficile situazione dello sviluppo del turismo in territorio calabrese

Quando si parla di Calabria, il pensiero va al mare, anzi ai mari, a quei lunghi km di coste divisi fra gli spettacolari tramonti sul Tirreno e le splendide albe dello Ionio. È proprio sul versante ionico che sorgono alcuni dei villaggi turistici più frequentati della Calabria. Difficile, pertanto, associare questa Regione del nostro Sud alla montagna, ai fiumi, o alle grotte e ai boschi, se non addirittura ai canyon… Tutte situazioni naturalistiche senza dubbio più tipiche dei territori del Nord, ma di cui anche la Calabria è ricca, pur se nessuno sembra saperlo…

Una Regione che fa acqua da tutte le parti. Numeri in negativo da far accapponare la pelle. Solo annunci, parole e inefficienza. Turismo fermo all’anno zero!” Sono, queste, le disarmanti parole pronunciate qualche giorno fa in un albergo di Cosenza da un gruppo di operatori turistici regionali, nell’ambito di un incontro per discutere proprio di problematiche legate alla mancanza di sviluppo del settore turistico nel territorio della Sila.

Le preoccupazioni di albergatori ed altri imprenditori del settore, partono da una considerazione tutt’altro che positiva del lavoro svolto nei tre anni di legislatura: l’insoddisfazione è rivolta al governo regionale diretto da Mario Oliverio, che non sembra aver mostrato segni di rilancio per uno dei principali comparti intorno al quale ruota tutto l’indotto calabrese, come arte, cultura, enogastronomia, ospitalità, trasporti…In una parola, il turismo.

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L’opinione è purtroppo realisticamente condivisa anche da altri operatori turistici, nonostante comunque un incremento dei flussi, dovuto a fattori esterni come, per esempio, la pubblicità su giornali internazionali: tutti concordi nel dichiarare che la Calabria non decolla nonostante abbia le potenzialità per farlo, e ciò è dovuto all’assenza della politica, che non incentiva le iniziative strutturali.

Continuando così, si continuerà a rimanere fermi al palo anche nei prossimi anni, perché la Regione non è dotata di un’offerta di accoglienza ed ospitalità in linea con il fabbisogno del mercato, al punto che l’unica iniziativa politica locale della Regione è un bando emesso tramite un avviso del 7/9/2017, pubblicato con Decreto n. 9833, che stanzia una dotazione finanziaria del tutto insufficiente, peraltro a dispetto di altri territori limitrofi che, invece, s’impegnano in politiche di affiancamento al sistema imprenditoriale turistico, realizzando risultati degni di grandi numeri.

Alcuni albergatori silani non hanno nascosto la loro amarezza, dichiarando di non aver nulla da invidiare, per esempio, al Trentino Alto Adige, ma che senza valorizzazioni locali non si può essere in grado di generare o incentivare sviluppo. Molta è la delusione nei confronti del Governatore Oliviero che, in campagna elettorale aveva fatto ben sperare, anche perché proveniente proprio da un Comune del comprensorio montano.

Purtroppo tutto ciò comporta anche continue partenze di giovani costretti a cercare lavoro all’estero per potersi creare un futuro che vorrebbero, invece, realizzare proprio qui, fra le montagne dell’Altopiano silano, in cui, tanto per citarne una, gli impianti sciistici di Lorica, che dovevano essere collaudati entro fine 2017, sono ancora fermi. Proprio in questa località vige la massima preoccupazione, poiché viene denunciato il totale abbandono di ogni struttura turistica, dal lago trascurato al centro di canottaggio in stato di degrado, all’assoluta assenza di strutture ricettive.

Sarebbe il caso di invertire la tendenza – è stato concluso dagli operatori – ma non vediamo vie di uscita. Da una legislatura all’altra nulla è cambiato…Dai governi regionali che si sono succeduti, solo promesse e canti di sirene… Ci chiediamo quali siano le reali intenzioni di questa amministrazione regionale, visto che ad oggi la classe imprenditoriale non ha ricevuto alcun sostegno”.

Confidiamo in una controtendenza, perché la Calabria se lo merita davvero.