Sostanziale fallimento per la mediazione civile

conciliazione

La media conciliazione, così come è stata ridisegnata dal recente decreto Alfano, è di fatto un fallimento. Stando alle ultime notizie, a fine ottobre sono solo 1537 le domande di conciliazione giunte da tutto il paese, con punte prossimo allo zero in alcune regioni, nelle sedi di conciliazione appositamente costituite. Non poteva andar peggio.

Certo non erano queste le aspettative del ministero dopo la bocciatura della Corte Costituzionale, anzi le intenzioni erano di una collocazione del metodo alternativo, su livelli pre sentenza, o comunque con un buon numero di dispute in linea con i livelli iniziali della riforma.

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Cosa è successo? Se nelle altri paesi europei la Adr (Alternative Dispute Resolution) come le chiamano all’estero sono oramai saldamente e culturalmente accettate e praticate, nel nostro paese siamo ancora gli albori. Dopo un promettente inizio negli anni passati, la mediazione civile, inteso come metodo alternativo obbligatorio tendente ad offrire un’alternanza alla dissennata lunghezza dei processi civili, potrebbe risultare uno strumento rapido e poco costoso, adatto alla risoluzione delle piccole liti commerciali e civili. L’obbligatorietà dell’azione di mediazione aveva creato qualche malumore nel mondo legale e non solo ed ecco puntualmente giungere nel 2012, la sentenza della Consulta (ritenendo che il legislatore avesse travalicato i limiti per eccesso di delega) secondo la quale, a nessun cittadino può essere precluso il buon diritto di accedere alla giustizia, per far valere i propri diritti ed interessi soggettivi. Ed Allora? A quasi un anno dall’approvazione della legge che sanciva la nascita della  conciliazione anche nel nostro paese, come metodo per la risoluzione delle diatribe di tipo civile, è tutto da rifare, con gran dispiacere del migliaio di conciliatori formatosi nel frattempo a proprie spese.

A correre ai ripari ci pensa il neo ministro della giustizia Alfano, con il decreto del fare ripristina l’obbligatorietà, ma in versione molto più soft, e non certo molto più semplificata, introduce la competenza territoriale nella scelta dell’organismo di conciliazione e istituisce l’assistenza obbligatoria dei legali, quasi fosse una prerogativa imprescindibile. Resta invariato il valore di titolo esecutivo dell’accordo raggiunto nella sede. In pratica si è voluto riformulare la proposta coinvolgendo maggiormente gli avvocati e le camere del commercio, risultato: il totale collasso come metodo sostitutivo al giudizio. Un vero peccato. Siamo comunque molto lontani dalle affermazioni di Alfano, passato ora agli Interni, nell’incauto annuncio al momento del varo della riforma post sentenza:“un milione di controversie in meno nei prossimi anni”.

11 Commenti

  1. Un ammasso di sciocchezze e imprecisioni del genere tutte insieme è cosa rara.
    Mi spiace per il giornalista, che o è colluso con la parte dell’avvocatura avversa alla mediazione, o è un ingenuo che si è bevuto quello che gli è stato fatto credere.
    A Bologna, per esempio, il 95% dei procedimenti che si avviano hanno risultato positivo.
    La sentenza della consulta riguardava la delega di chi ha approvato il provvedimento, non il fatto se fosse consentito o meno normare così la mediazione. E’ diverso.
    La faccenda del collasso è il contrario esatto della realtà. Dati ottobre 2013.
    La mediazione, da quando l’obbligatorietà da enormi vantaggi fiscali mai detti, penalizza blandamente chi non aderisce, e diventa titolo esecutivo senza costringere a fare decreti ingiuntivi.
    Ma la perla del giornalista è “il decreto Alfano”. Che non è mai esistito. A meno che un ministro decreti sull’oggetto del dicastero di un’altro… 😀

  2. L’articolo in oggetto e’ capzioso, fazioso ed inesatto ( Alfano non è. Il ministro della Giustizia ma vice premier! l’attuale ministro della giustizia e’ Annamaria cancellieri) gradirei conoscere il C.v. Et studiorum del Dr. Ferrara , autore del pezzo, al fine di comprendere il suo background sulla mediazione.
    Grazie
    Avv. Paolo F. Cuzzola

  3. Siamo stanchi delle menzogne create ad arte per combattere un Istituto creato per i cittadini. Dite il falso, riprendendo un comunicati di un’associazione che non rappresenta nessuno. Quello che dite è falsissimo, per due motivi: il primo è che i dati sulle istanze saranno disponibili solo a febbraio del 2014; il secondo è che l’unico dato ufficiale è quello delle Camere di Commercio, che hanno ricevuto (da sole) olte 1.800 istanze. Considerando che vi sono 9.000 organismi, e che possiamo immaginare che nella peggiore delle ipotesi ne abbiano ricevuta una ciascuno (in realtà la cifra è enormemente maggiore), ecco dimostrato che quello che dite è falso, e probabilmente in malafede.

  4. Mi rendo conto solo ora dell’incredibile inesattezza che avete scritto…Alfano Ministro della Giustizia!! Ma è incredibile….compratevi un quotidiano, leggete su Internet…fate qualcosa…il Ministro è la Cancellieri, non Alfano.

  5. La mediazione civile e commerciale è una possibilità che così com’è è solo una speranza. Spero che queste difficoltà riescano a dare una mano allo smaltimento del contenzioso civile. Vedremo. Peccato davvero.

    • il suo è il commento più equilibrato, fra i ricevuti, una conclusione per un futuro articolo sul tema.

  6. Leggo per caso detto articolo e mi duole rilevare che vi siano alcune imprecisioni.
    Mi permetterà l’autore di farle notare poiché, da studioso della materia, ritengo utile a tutti avere piena consapevolezza della questione:

    <>

    Tale termine è stato coniato, in senso dispregiativo, dall’allora Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Avv. Maurizio De Tilla, oggi Presidente dell’ANAI, Associazione sorta a seguito dell’ultimo congresso nazionale forense.
    A parte la cacofonia del termine, lo stesso non esiste nel linguaggio tecnico, esiste la Mediazione, traduzione letterale del termine anglofono “Mediation”.

    “la Adr (Alternative Dispute Resolution)”

    La Mediazione, c.d. Civile e Commerciale, è una delle A.D.R., ovvero dei Metodi Alternativi di Risoluzione delle Controversie, non è LA Adr.
    Tra queste possiamo ricordare, sempre nell’ambito delle procedure non avversariali, la Mediazione Familiare, la Mediazione Penale, il Diritto Collaborativo oppure, di natura avversariale, abbiamo l’Arbitrato (a queste potremmo aggiungerne numerose).

    “L’obbligatorietà dell’azione di mediazione aveva creato qualche malumore nel mondo legale e non solo ed ecco puntualmente giungere nel 2012, la sentenza della Consulta (ritenendo che il legislatore avesse travalicato i limiti per eccesso di delega) secondo la quale, a nessun cittadino può essere precluso il buon diritto di accedere alla giustizia, per far valere i propri diritti ed interessi soggettivi.”

    Non è propriamente esatto. Anzitutto, come viene indicato tra parentesi la Sentenza ha inciso sulla obbligatorietà per eccesso di delega, ovvero il Governo è andato oltre la delega fornitagli dal Parlamento.
    Nella Legge Delega, infatti, non era previsto alcunché in termini di condizioni di procedibilità.
    Sul punto potremmo aprire un dibattito circa la capacità di una maggioranza parlamentare di essere in grado di predisporre una legge delega, ma non mi sembra l’ambito più appropriato.
    Sia come sia il Giudice delle Leggi non ha dichiarato che la condizione di procedibilità sarebbe preclusiva dell’accesso alla tutela giudiziaria.
    Se ciò fosse stato il contenuto della sentenza sarebbe stata in contrasto con il proprio consolidato orientamento, infatti in tema di procedimenti di Lavoro per lungo tempo era previsto, e parzialmente lo è anche oggi, il passaggio obbligato presso la DPL per la conciliazione (cosa ben diversa dalla mediazione).
    Altresì, se avesse così statuito, non sarebbe potuta seguire la recente modifica contenuta nella Legge di conversione del Decreto c.d. del Fare.

    Questo ha introdotto un primo incontro, in linea con le previsioni europee e non solo di molti modelli di mediazione, nel quale le parti prendono coscienza di tale istituto e della opportunità che viene loro concessa.
    Il, presunto, fallimento della prima normativa è dipeso dall’assenza delle parti e dalla mancata conoscenza dell’istituto.
    Tale incontro, viceversa, permette una decisione consapevole al cittadino, sfruttare l’opportunità di raggiungere un accordo inclusivo e satisfattivo in termini ragionevoli, oppure procedere in via giudiziale.

    Questo nel merito della questione.

    Per il resto ringrazio per l’ospitalità, e spero che i prossimi pezzi siano più aderenti alla realtà.

    Cordialmente

    • Gent. le Avv.,
      come dicevo sopra, siamo un sito generalista e non specializzto in diritto …
      la ringrazio delle precisazioni.
      S. Ferrara

  7. Preg.mo Dr Ferrara,
    1)preliminarmente vorremmo sapere qual’è la fonte che riferisce delle 1537 istanze di mediazione aggiornate al mese di ottobre, anche perchè non ci risulta pubblicato alcunchè dall’ufficio stastica del Ministero unico depositario dei dati reali. Tuttavia, ammesso che tali dati siano veritieri, e tenuto conto che la mediazione 2.0 è ripartita dal 20 settembre 2013, mi chiedo come si possa parlare così prematuramente di falllimento. A tal proposito le volevo rammentare la natura “sperimentale” di tale istituto in quanto, la nuova normativa sulla mediazione, prevede un termine di ben 4 anni al fine di stabilire se vi saranno dati statisticamente confortanti o meno e per stabilire se la mediazione abbia stimolato quell’auspicato effetto deflattivo al fine di dare un boccata d’ossigeno ad un sistema Giustizia al collasso da tempo immemore.
    2) Il neologismo mediaconciliazione, lo trovo a dir poco agghiacciante, in quanto, se l’esatta terminologia è mediazione (procedimento) finalizzata alla conciliazione (risultato), confondiamo appunto il procedimento con il risultato. Sarebbe come parlare, nel contesto processualcivilistico di proce-sentenza.
    3) Tralasciando l’oggettivo scivolone del nome del neo ministro della Giustizia, vi inviterei a rivisitare la precostituita avversione ad un istituto di alta civiltà giuridica quale è la mediazione. Cordialmente Avv. Pietro Elia

    • Rispondo brevemente, comunque c’è andato molto vicino.
      1. le 1537 istanze sono state anticipate da M. De Tilla Pres. Anai, ad un convegno con dettagli dei dati per regione, maggiori al nord pochini al sud… da cui ho preso spunto per l’articolo. Tali dati sono stati riportati da alcuni quotidiani specializzati oltre ai siti web.
      2. Lasciamo stare i neologismi tecnici siamo un sito generalista non ci seguirebbe nesuno, altrimenti.
      3. Possibile che pochi ricordano che Alfano era il ministro della giustzia (governo Berlusconi) che ha firmato il dls 28 del 4 marzo 2010 ?
      La ringrazio delle precisazioni, spero che continuerà a seguirci, pubblicheremo altri articoli sull’argomento.

      • Grazie Dr. Ferrara, continuerò a seguire questa pagina molto volentieri. Cordialmente. Pietro Elia

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