Bce, Draghi annuncia le mosse per rilanciare l’economia. Tassi allo 0,15%

bce-stage-retribuiti

Prima ancora che si formi il nuovo europarlamento, che vengano nominati i vertici del nuovo assetto europeo, il consiglio della BCE decide all’unanimità una serie di misure per fermare la stagnazione economica; uno scossone importante dopo gli anni dell’austerity, spia del cambiamento che dobbiamo aspettarci nei prossimi tempi.

Mario Draghi, presidente della Bce, ha annunciato ieri, in conferenza stampa all’Eurotower a Francoforte, la nuova politica monetaria. Tasso d’interesse che scala allo 0,15%, dal 0,25, il minimo storico. Oltre il quale non si può andare, ma che resterà fisso a lungo, promette Draghi. Cala quindi il costo del denaro erogabile dalla banca centrale europea.

Loading...

Ma i punti forti sono altri. I tasso sui depositi passa per la prima volta in negativo, allo 0,10%, rendendo svantaggiosa l’immobilizzazione dei capitali presso la Bce. L’obiettivo è quello di stimolare l’immissione di liquidità nell’economia reale, a favore di piccole e medie e imprese e delle famiglie. In questa direzione sono concepiti i nuovi prestiti a lungo termine alle banche, i Targeted LTRO (longer-term refinancing operations). Questi finanziamenti erano già stati concessi nel 2011 e nel 2012 ma senza le adeguate regolamentazioni, cosicché le banche ne avevano disperso la maggior parte nell’acquisto di Bond.

Ora invece i TLTRO, che raggiungono un importo di 400 miliardi, hanno dei paletti precisi: i soldi dovranno essere usati per far credito a famiglie e aziende private non finanziarie, ad esclusione dei mutui sugli immobili. Se gli istituti bancari superano una certa soglia di prestiti al settore privato, ancora da definire, avranno tempo fino a settembre 2018 per la restituzione, con un tasso agevolato dello 0,25%; in caso contrario dovranno rimborsare entro settembre 2016. I precedenti LTRO avevano un tasso dell’1%. Le prime erogazioni saranno disponibili in due occasioni quest’anno, settembre e dicembre, e successivamente nei trimestri di marzo 2015 e giugno 2016.

Al via anche l’acquisto per un importo non ancora specificato di titoli ABS, strumenti finanziari che “agevolano” il prestito bancario per famiglie e imprese. A condizione però che le attività per cui viene richiesto il prestito siano “semplici, reali e trasparenti”. Gli Abs permettono di scaricare parte dei rischi sull’acquirente, in questo caso la Bce.

L’aspettativa dei mercati per gli annunci di ieri da Francoforte ha avuto un impatto molto positivo sulle borse che hanno chiuso con ottimi risultati. Piazza affari a +1,5%. Lo spread tra BTP e Bund si è attestato sui 153 punti.

Le misure vengono in contro al rischio crescente della deflazione, cioè dell’abbassamento dei costi dei prodotti. L’inflazione è infatti ferma allo 0,7%, mentre il target fissato dalla Bce è intorno al 2%. Bassa inflazione significa un tasso d’interesse reale più elevato e di conseguenza un aumento dei mutui e degli esborsi pubblici per pagare gli interessi sul debito.

Resta ancora difficile stabilire se le manovre avranno un impatto reale e significativo sull’economia dell’eurozona. Draghi conserva un’ulteriore carta da giocare: un piano di acquisto dei titoli di stato per 1000 miliardi, simile al “quantitative easing” attuato dalla Federal Reserve americana.

«Se ci sarà bisogno, nell’ambito del nostro mandato, non ci fermeremo qui» dice il presidente italiano della Bce. E invita allo stesso tempo le varie nazioni a proseguire con le riforme strutturali, ancora arenate in molte zone, compresa l’Italia.