Politica

Berlusconi azzera i vertici. Giovanni Toti fuori, la Carfagna quasi

article-post
Aggiungi QuotidianPost tra le tue fonti preferite su Google

L’ultima mossa del Cavaliere, e del quale oggi è fatto di cronaca, è la vicenda Giovanni Toti, ex portavoce dello stesso Berlusconi e Governatore della Regione Liguria.

Toti stava già preparando le valigie, ma Berlusconi non gli ha dato il tempo neppure di chiuderle: con un messaggio sul cellulare, gli è stato tolto l’incarico di “Coordinatore Nazionale” – già assegnato nell’ottica del “contentino” – che condivideva con Mara Carfagna. Pare che anche l’ex show-girl sia sulla rampa di lancio, nonostante sia/fosse la pupilla del Cavaliere, da sempre sensibile al fascino delle belle donne.

Carfagna su Twitter: “Apprendo dalla stampa di un superamento delle decisioni assunte dal presidente Silvio Berlusconi il 19/06 innanzi ai gruppi parlamentari di Forza Italia e dell’insediamento di un coordinamento di presidenza, del quale nessuno mi ha chiesto di far parte e di cui non intendo far parte. È una scelta in direzione esattamente contraria alle intenzioni che mi ha manifestato Berlusconi. Credo che questo sia il modo migliore per uccidere Forza Italia e io non farò parte del comitato di liquidazione”.

Cosa succederà?

Toti prevede la fine di Forza Italia e Berlusconi, naturalmente, il suo contrario, epurato il partito da traditori e carrieristi. Staremo a vedere se nascerà una nuova formazione politica o i due troveranno un aggiustamento. La verità, forse, è che questi uomini di grande successo creato dal nulla, da incontestabili capacità manageriali e di visione lontana, non possono mai cedere lo scettro. Finché hanno un briciolo d’energia, a parlare è sempre il loro egocentrismo, l’altissima considerazione che hanno di se stessi.

La giustificazione che questi uomini propongono per non farsi da parte (e a parole vorrebbero) è che non riescono a trovare un erede all’altezza del compito, un “giovane” Berlusconi, nel nostro caso, in grado d’apportare un contributo superiore a quello che il “vecchio” può ancora regalare.

I vari Alfano, Fitto ed oggi Toti (ma il primo, anche se in modo diverso, fu Fini) non se la devono prendere: per il Cavaliere non esiste e non esisterà mai un nuovo Berlusconi che possa sostituirlo, a meno che s’affacci alla ribalta un “furbacchione” come certe mogli, che ti fanno credere d’essere tu a decidere tutto, ma in verità blateri solo e non decidi nulla.

In breve il percorso di Forza Italia

Quando dal mattino alla sera nacque Forza Italia per scagliarsi contro la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, la sinistra non dava alcun credito a quell’imprenditore milanese dal sorriso “Durbans”, che non era ben visto neppure da Confindustria.

Un “Palazzinaro” che aveva fiutato l’affare delle televisioni private e s’era buttato in politica per difendere le concessioni regalate dall’amico Craxi.

L’indagine “Mani Pulite” aveva liquidato la Democrazia Cristiana, i Socialisti di Craxi e l’intero pentapartito, che avevano retto le sorti d’Italia fin dal primo dopoguerra.

Anche gli emuli di Gramsci erano stati sfiorati dall’inchiesta con il celebre “Compagno G” Primo Greganti, che s’era appropriato della cassa (una tangente da 1 miliardo e 246 milioni di vecchie lire pagati da Raul Gardini), aveva sollevato da qualsiasi responsabilità il partito e, dopo 6 mesi di carcerazione preventiva, s’era messo a girare come una trottola e da eroe per le varie Feste dell’Unità.

I comunisti chiamavano Forza Italia “partito di plastica”

Per disprezzo, i Comunisti di allora chiamavano Forza Italia il “Partito di Plastica” o il “Partito Azienda, così da rimarcare la differenza tra questo e un partito con una storia gloriosa e capillarmente radicato sul territorio. C’era un fondamento di verità sul chiamarlo “Partito Azienda”, poiché molti della Fininvest affluirono in Forza Italia e Berlusconi era il capo assoluto, l’Amministratore Delegato che decideva tutto e dava ascolto a nessuno.

Questa sua sicurezza dava sui nervi anche a quelli che non votavano Occhetto e le barzellette si sprecavano, secondo quel motto che forse fu di Michail Bakunin: “La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà!”.

Come andò a finire, lo sappiamo. Occhetto fu battuto e addirittura ridicolizzato negli scontri televisivi e Forza Italia vinse le elezioni con il 21% dei voti. Correva l’anno 1994 e il movimento creato da Berlusconi tagliava il traguardo come primo partito d’Italia.
Le vicende successive le conosciamo ed ognuno può avere la propria opinione sulla figura di Berlusconi, ma un fatto è certo: nel bene e nel male, lui, soltanto lui era ed è il responsabile delle sorti del partito che fondò il 18 gennaio 1994. L’etichetta di “Partito Azienda” non era poi campato tanto in aria.

Le vicende giudiziarie non hanno allontanato Berlusconi

Molta acqua è transitata sotto i ponti e in questi ultimi anni, grazie anche a pesanti vicende giudiziarie che allontanarono forzatamente il Cavaliere dalla politica, alcuni tentarono di scalzare il fondatore di Forza Italia, per ambizione personale e/o dare risposta ad un certo malumore della base. L’emorragia continua di voti ne giustificava l’azione.

In quanto a Forza Italia, se il destino di questa povera e mortificata nazione dipende dai virilismi salviniani di modesti risultati, dalle utopie pentastellate o dalle “poche idee ma confuse” di Zingaretti e soci, sarà il caso che qualcuno si rimbocchi le maniche per costruire un centrodestra moderato, pragmatico e liberista o l’alternativa sarà tagliare la corda e scappare via.

Massimo Carpegna

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    Pil italiano in frenata: cresce la preoccupazione per famiglie e consumi

    Il PIL nazionale rallenta, mentre l’inflazione sui beni di prima necessità continua a crescere. Un mix pericoloso che rischia di ridurre ancora di più il potere d’acquisto delle famiglie, già messe alla prova da mesi di rincari. Un’economia in affanno La crescita italiana, che nei mesi scorsi aveva registrato timidi segnali positivi, torna a perdere […]

  • preview

    Perché Giorgia Meloni si è candidata alle europee

    Le elezioni europee permettono ai cittadini dell’Unione Europea di eleggere i propri rappresentanti come Membri del Parlamento Europeo. Hanno luogo ogni cinque anni e le prossime cadranno tra il 6 e il 9 giugno 2024. Il Parlamento Europeo è l’unica assemblea transnazionale al mondo che prevede l’elezione diretta da parte dei cittadini residenti in UE. […]

  • preview

    Sud Chiama Nord, toni duri di De Luca in conferenza stampa alla Camera

    Oggi si è tenuta la conferenza stampa presso la Camera dei Deputati con sorpresa da parte di Cateno De Luca. Durante la presentazione del partito ha annunciato nuove adesioni tra le quali spicca quella di Capitan Ultimo. Il progetto federalista di De Luca sta prendendo forma e diventa sempre più completo. L’obiettivo di Sud Chiama […]

  • preview

    Si scioglie il Comune di Bari, nominata la commissione

    Antonio Decaro, sindaco di Bari, ha espresso la sua opinione sulla nomina di una Commissione per verificare lo scioglimento del Comune di Bari. Il Governo ha inviato un’ispezione antimafia sia nel Consiglio comunale che in altre aziende municipalizzate del capoluogo pugliese. Lo scopo della Commissione è capire la fondatezza di voci relative a infiltrazioni mafiose […]

  • preview

    L’intervista a Giorgia Meloni sul futuro in Europa

    Giorgia Meloni è stata ospite al programma di approfondimento politico Agorà dove ha parlato dei piani per il futuro. L’attenzione sarà puntata sulle elezioni europee dell’8 e 9 giugno 2024. Questa la prima sfida da affrontare, riuscire a confermare il risultato che un anno fa l’ha fatta salire al Governo. La Premier è consapevole che […]

  • preview

    Salvini non molla la presa, la Lega deve ridiventare primo partito

    A giugno si svolgeranno le elezioni europee dei membri spettanti all’Italia nel Parlamento Europeo e contemporaneamente ci saranno le elezioni amministrative in diversi Comuni italiani per eleggere Sindaco e Consiglieri Comunali. I giorni di votazione saranno sabato 8 giugno e domenica 9 giugno. Matteo Salvini con il coltello tra i denti inizia a mettere in […]

  • preview

    Basilicata, il caos dilaga: M5S e Avs attaccano Calenda

    La situazione in Basilicata è complessa per il centrosinistra da quando sono girate voci – poi smentite – di un ritiro del candidato Domenico Lacerenza. Si trova in una situazione di stallo quando manca meno di una settimana alla chiusura delle liste per le Regionali. Nel frattempo Carlo Calenda di Azione ha iniziato a trattare […]

  • preview

    Il Parlamento UE disciplina l’Intelligenza Artificiale

    L’Unione Europea è il prima al mondo a dotarsi di regole sull’AI. L’Atto sull’Intelligenza Artificiale è passato con 523 favorevoli, 46 contrari e 49 astenuti. Il percorso che ha portato all’approvazione del regolamento è iniziato nel 2021 e dopo tre anni sono state definite le modalità che disciplinano lo sviluppo, l’uso, l’immissione sul mercato dei […]

  • preview

    Giorgia Meloni rispolvera la strategia del “Fisco amico” di Berlusconi

    La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla al Convegno dedicato alla Riforma Fiscale per dare un messaggio semplice. Gli unici amici del Governo da aiutare sono gli italiani onesti che pagano le tasse o che vorrebbero farlo ma non ne hanno le possibilità. Per gli altri, i furbi, non c’è alcuno spazio. La Premier riconosce […]

  • preview

    Regionali in Abruzzo: vince Marco Marsilio

    Il duello Marsilio – D’Amico è quasi concluso. Mancano pochissime sezioni da scrutinare. Al momento, Marsilio del centro-destra è in vantaggio con il 53,5% dei voti e Luciano D’Amico, centro sinistra e M5S, si trova a quota 46,5%. Grande entusiasmo per la (quasi confermata) vittoria di Marsilio anche perché, come dichiarato dal suo entourage, negli […]