Carta di identità minori: torna la dicitura Madre e Padre

Si torna indietro di 4 anni

La normativa fortemente voluta dal ministro dell’Interno Matteo Salvini riguardo la dicitura Genitore 1 e Genitore 2 sulla carta di identità è stata approvata, dal 3 Aprile infatti entreranno in vigore i vecchi e anacronistici termini Madre e Padre.

L’accordo era stato già raggiunto il 31 Gennaio ma solo da ieri, giorno in cui è stato ufficialmente inserito in Gazzetta, ha preso il via.

Un passo indietro di quattro anni

Nel lontano 2015 i termini utilizzati erano ancora Madre e Padre per segnalare i genitori del possessore della carta ma poi, grazie all’intervento del Governo Renzi e dell’allora ministro dell’Interno Angelino Alfano, la nomenclatura era stata modificata al fine di aprire le porte al mondo LGBTQ che da anni si batte per i pari diritti delle famiglie non tradizionali.

Prima ancora dell’approvazione delle unioni civili il passo avanti per l’uguaglianza era stato mosso. Ora invece il Vicepremier leghista ha deciso di vanificare tutto in nome della famiglia tradizionale, “naturale”. “Mi è stato segnalato che sul sito del ministro dell’Interno sul modulo per la carta di identità elettronica c’erano “genitore 1” e “genitore 2”. Hofatto subito modificare il sito ripristinando la definizione “madre” e “padre”.”

Non sembra infatti un caso che l’approvazione sia avvenuta dopo pochi giorni dal Congresso di Verona, in cui Salvini ha ancora una volta espresso il suo parere sulle famiglie – “Ritenetemi al vostro fianco”- rivolto ai sostenitori della famiglia tradizionale.

Salvini a Verona in difesa della famiglia “naturale”
Fotocredit: Il Messaggero

Scontro con l’alleato

Prendendo questa posizione il Ministro leghista si è però consapevolmente schierato contro il suo alleato di governo, il Movimento Cinque Stelle il quale già quando Salvini si era per la prima volta espresso sulla questione aveva lasciato intendere che non fosse uno dei temi principali del governo, non essendo presente nel famoso contratto, e che quindi non andasse affrontato, anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino, era dello stesso parere “Noi rimaniamo dell’idea che sia giusto il passo in avanti che si è fatto e che la posizione di Salvini sia un passo indietro. Noi continueremo per la nostra strada e non faremo marcia indietro.

Il Vicepremier grillino, Luigi Di Maio, ha espresso la sua preoccupazione sull’argomento nel suo intervento al programma Stasera Italia di Rete4 con queste parole “A me preoccupa un po’ questa deriva di ultradestra che a volte anche la lega abbraccia e mi vede per forza costretto a prendere le distanze. Quando lavoriamo sui fatti con la Lega andiamo d’accordo.

Salvini e Di Maio
Fotocredit: Agenpress

Un ulteriore passo indietro dopo il medievale raduno di fanatici religiosi e autoproclamati fascisti tenuto a Verona. Un ulteriore passo indietro che il Movimento cinque stelle farà per non interferire con la grande marcia dell’alleato Salvini per raccogliere il consenso di tutti? Non sembra infatti che il Movimento abbia molto altro da dire per cambiare le cose.

Solo l’Autorità Garante della Privacy ha espresso il suo parere negativo alla richiesta del Viminale sulla vicenda a causa della presenza di casi di criticità qualora la domanda della carta fosse posta da soggetti che svolgono il ruolo genitoriale nonostante non possano esattamente essere definiti “Madre” e “Padre”.

 

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