Cassazione: “per il saluto romano applicare legge Scelba”, La Russa: “la sentenza si commenta da sola”

Riaperto un processo per 8 militanti di estrema destra

Sta già facendo discutere la decisione delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione che, per quanto riguarda i casi in cui delle persone fanno il saluto romano, vada applicato l’art. 5 della Legge Scelba.

La decisione riguarda in particolare un processo di appello bis per otto militanti di estrema destra che avevano compiuto il saluto nel corso di una commemorazione del 2016 a Milano dedicata a Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975.

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Secondo la Suprema Corte, infatti, “la ‘chiamata del presente’ o ‘saluto romano’ è un rituale evocativo della gestualità propria del disciolto partito fascista, integra il delitto previsto dall’articolo 5 delle Scelba, ove, avuto riguardo a tutte le circostanze del caso, sia idonea a integrare il concreto pericolo di riorganizzazione del disciolto partito fascista“.

Il portavoce di Casapound, Luca Marsella, raggiunto dai microfoni dell’ANSA, ha commentato cosi la decisione della Cassazione:

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certo, continueremo a farlo (il saluto romano) e come già ribadito  noi continueremo a organizzare e a presenziare Acca Larentia“.

Sempre l’ANSA ha riportato fonti vicine al presidente del Senato, Ignazio La Russa, secondo cui La Russa si “limita a far sapere che la decisione della Cassazione che annulla la sentenza della corte di appello e dispone nuovo processo “si commenta da sola“.