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Chi inoltrerà video hot verrà punito

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Il Movimento Cinque Stelle ha proposto un disegno di legge contro la diffusione di immagini o video con contenuti sessuali senza il permesso della persona coinvolta, il cosiddetto revenge porn.

Negli ultimi anni si è molto sentito parlare di questo tipo di materiale: il revenge porn è il materiale pornografico ritraente un soggetto, nella quasi totalità dei casi una donna, che non autorizza la sua diffusione ma ciò nonostante questo viene messo in circolazione sul web, spesso per vendicarsi (come dice il nome stesso) o per minacciare.

Il caso Sarti

Dieci giorni dopo l’espulsione dal Movimento per i mancanti rimborsi la parlamentare Giulia Sarti si è ritrovata nuovamente al centro di polemiche ma stavolta lei è la vittima.

Sono infatti circolate su cellulari di deputati e giornalisti e in rete otto immagini rubate da un hacker che ritrarrebbero momenti di intimità della Sarti. Questo è solo l’ultimo di una lista lunghissima di casi del genere, tutto lo scenario politico italiano, indipendentemente dal partito, si è ovviamente unito attorno alla Sarti denunciando questo ignobile atto come un gesto di cyberbullismo di assoluta vigliaccheria e vergognoso.

Giulia Sarti
Fotocredit: Il fatto nisseno

Il caso Cantone

Uno caso simile che suscitò enorme scalpore fu quello di Tiziana Cantone, ragazza di 31 anni di Mugnano di Napoli che, dopo aver visto la diffusione dei suoi video intimi in rete e non sopportano più gli insulti e la gogna pubblica, decise di togliersi la vita nel 2016.

La madre della Cantone, Maria Teresa Giglio, ha espresso il suo parere sul caso Sarti: “Mi dispiace tantissimo che le sia capitato questo, ma magari, essendo una parlamentare, quanto accaduto può diventare un input per legiferare e intervenire finalmente su questo fenomeno. E’ diventata una vera piaga sociale, ormai non passa giorno che questi odiatori da tastiera non si rendano protagonisti di offese, di calunnie in particolare contro le donne. Purtroppo alle nostre latitudini viviamo ancora una cultura giudicante, piena di sessismo e di maschilismo e la vergogna che le donne sono costrette a provare è indotta da una cultura retrograda“.

La Giglio si è poi scagliata sulla troppa libertà presente in rete di cui si avvale il criminale che agisce in questi casi: “Il fatto che la rete debba restare libera non deve avere come conseguenza che tutto sia permesso, che sia un luogo franco dalle regole. La rete è diventata la nuova forma di comunicazione, quindi tutto ciò che si fa online e ‘offline’, cioè nella realtà, deve essere la stessa cosa”

Tiziana Cantone
Fotocredit: TPI

Un nuovo disegno di legge

La senatrice M5S Elvira Evangelista il 19 febbraio aveva proposto il nuovo disegno di legge 1076 che mira ad istituire un reato apposito per il revenge porn, ora ovviamente il caso Sarti ha aumentato la necessità di approvazione. La commissione di Giustizia del senato ha iniziato a discutere su questa nuova legge che arriverà in aula entro pochi mesi.

Secondo la proposta di legge chiunque condividerà filmati o contenuti sessualmente espliciti senza il consenso della persona ritratta sarà punibile con una condanna da 3 mesi a 6 anni e con il pagamento di una multa da 75 a 250 euro. La condanna può arrivare fino a quattro anni se l’autore è il coniuge o l’ex coniuge e fino a dieci se l’atto porta alla morte della persona offesa.

Il presidente della commissione della Giustizia, il leghista Andrea Ostellari ha spiegato che c’è condivisione da tutte le parti politiche su questo argomento specifico ma che bisogna apportare qualche modifica al disegno di legge per punire più duramente chi si macchia di questi crimini, anche Forza Italia aveva proposto ben tre disegni di legge su questo tema ma questi non sono ancora stati discussi dalle commissioni parlamentari, l’unica differenza tra il loro disegno e quello del M5S è il peso della multa, per FI infatti la somma non dovrebbe scendere sotto i 5.000 euro.

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